Il Vulcano, che sgradito regalo natalizio ci fece a noi poveri acitorriani! 

Nonostante siano passati moltissimi anni, mi trema la mano nello scrivere questa testimonianza, però sento che è necessario per cercare di esorcizzare almeno in parte quei terribili momenti ed ancora oggi ringrazio Dio e due anime pie in divisa di essere riuscito a sopravvivere, a differenza di molti sfortunati che divennero carne carbonizzata.  

Quel magma, quel maledetto magma che senza pietà si mise a sfrigolare e a bollire come se fosse acqua caldissima derivante da un mefistofelico bollitore, tramutandosi in una implacabile ed impressionate lava rossa tanto da associarla a quella dell'Inferno dantesco.

Mi ricordo ogni singolo fotogramma di quel drammatico giorno, a cominciare di quell'iniziale fumo che via via si innalzava sempre più in alto sulla mia città collocata alle pendici dell'Otna. La quiete prima della tempesta, anzi, prima del terremoto e dello sfacelo, fondamentalmente una seconda Pompei.

All'improvviso, sentii i miei occhi bruciare in maniera pazzesca finché un’angosciante oscurità color ardesia mi imprigionò assieme agli altri cittadini di Aci Torre in un misto di stupore e tensione fino ad arrivare alla temutissima eruzione seguita dal terremoto. Ci fu un parapiglia incredibile ed una cacofonia di urla strazianti accompagnata dai pianti lancinanti dei bambini. La gente per ovvi motivi si prodigò a correre a destra e a manca, chi addirittura nel fuggi fuggi generale venne travolto dalle automobili impazzite passando a miglior vita ancora prima che l'Otna mostrasse il suo terribile potenziale.

L'Otna, senza troppi complimenti sparò una silurata lavica ad un'altezza incredibile, in una sorta di orgasmo, tant'è che gli zampilli e le colate apparivano come sperma rosso ed incandescente, mirati a distruggere tutto e tutti.  Il cielo contemporaneamente si oscurò ulteriormente e divenne color ebano. Gli spruzzi sottili di lava scottante scivolarono via dal Vulcano alla massima velocità. Erano inarrestabili.  

La paura mi paralizzò totalmente e restai a guardare quel magnifico e al contempo orrendo spettacolo. Non durò molto, dal momento che una voce interiore mi esortava a sbloccarmi e di conseguenza ad agire.

In fondo ero ancora molto giovane ed avevo una vita davanti, persino aver perso successivamente casa non lo ritenni un motivo valido per porre fine alla mia esistenza.

Le ceneri e i gas riempirono gravosamente l'aria sempre di più, tappai la bocca con la mano, e durante la mia fuga, posso assicurarlo, il cuore pompava a mille, assai motivato a non arrendermi, infatti avrei sputato sangue e cenere pur di non lasciarmi sopraffare da quel gigante impietoso.

Irreversibilmente fiumi di roccia fusa scivolarono giù sull'inerme città sottostante sciogliendo nel suo percorso qualsiasi cosa ovvero scuole, parchi, case, supermercati, monumenti ed altre infrastrutture con milioni di ricordi e di storia che ahimè si andarono a liquefare in quegli istanti veloci causata da una forza della natura feroce e violenta.

Numerose bombe di magma vennero catapultate dalla montagna sempre più instabile ed eccitata, procurando continuamente fuoriuscite di gas vulcanici, con delle esplosioni di vario genere.

La gigantesca fontana di lava, infine guadagnò “terreno” sia in lunghezza che in larghezza, insomma metri quadrati completamente coperti. Lo sleale e spietato Vulcano vinse con estrema facilità.
La terra si spaccò ed inciampando caddi al suolo come un sacco di patate. Mi trascinai tossendo per pochissimi metri.

«La mia vita è finita?» mi chiesi quasi sul punto di svenire con i polmoni strapieni di gas tossici. 

Da quel momento in poi, credo di aver pianto o pregato, non ricordo bene ed infine il buio. Una volta che riaprii gli occhi con mia grande sorpresa mi trovai al Policlinico con i medici e gli infermieri piuttosto affaccendati .  

Gli angeli col camice bianco, (così li soprannominai) con i dovuti strumenti mi monitorano costantemente temperatura, battito cardiaco e pressione sanguigna. Non ho mai avuto così tante persone intorno a me, tra l’altro vennero pure a trovarmi i parenti, fortunatamente tutti sopravvissuti, compresi quelli fuori Aci Torre e due cugini dalla Germania.
Mi raccontarono che riuscii a sopravvivere al disastro, in quanto una pattuglia della polizia municipale in fuga, composta da un uomo ed una donna, in extremis mi salvarono la vita caricandomi di fretta e furia nella loro auto di servizio in direzione per Bessina.

Mi commuovo nel pensare che nonostante la gravità della situazione i due agenti non esitarono neanche un istante di salvarmi la vita anziché tirare avanti, se non fosse stato per loro a quest’ora non sarei qui a scrivere questo racconto. Con entrambi, sono e sarò eternamente in debito.

Ora vivo a Copenaghen, in Danimarca dove non ci sono vulcani e a migliaia di chilometri di distanza dalla mia regione perennemente a rischio di fenomeni tellurici. Qui la vita è fantastica.

Mi sono felicemente sposato con Anne e ho due figli, Erik e Susanne. Qui non c’è nulla da temere.

  

 

2
0
6

Dalla polizia

28 January 2020

Tutto ciò che ci avevano detto era di stare alla larga dalla polizia. Ovvio, chi mai avrebbe voluto essere avvicinato da una divisa? Un consiglio stupido a nostro avviso. Talmente inappropriato che neanche cinque minuti dopo ci eravamo sentiti in dovere di non seguirlo. Venimmo subito avvicinati [...]

Tempo di lettura: 1 minuto

1
2
6

Stoffa

28 January 2020

Ti ho sempre immaginato stoffa Di quelle di lana che avvolgono e scaldano Di raso, che fanno correre brividi lungo la schiena Non ho mai pensato fossi di carne Ti ho visto srotolarne di molto lunghe, senza alcun timore di incontrare ostacoli Ammirarne i vari colori, come di chi ama la vita Non [...]

Tempo di lettura: 30 secondi

5
1
9

CSInstagram

27 January 2020

Era ora di mettersi al lavoro. La ragazza sfoderò il suo cellulare. Per un attimo la cover metallizzata incontrò un raggio di sole e un forte riflesso ne scaturì. Ricordava proprio un guerriero che estraeva la spada dal fodero pronto a combattere i suoi nemici. Il ragazzo che aveva adocchiato si [...]

Tempo di lettura: 2 minuti

3
2
7

ASSENZE

26 January 2020

Si spezzano in quell’attimo per coincidenze imprevedibili e atroci o infragiliti dalla malattia che vince, oppure d’oblio. Fragili come filamenti di vetro, sebbene sembrassero eterni, si spezzano. Nulla resta da stringere, d’accarezzare, d’amare un’ultima volta. Un vuoto che buca l’anima, solo [...]

Tempo di lettura: 30 secondi

2
3
11

La cinepresa

26 January 2020

Mi arrivò la telefonata di martedì Era una mattina come tante Seduto al mio tavolo di lavoro, il computer acceso ma il mio sguardo rivolto ai giardini di fronte Mamme con passeggini e altre accorte a far giocare i bambini su consumati scivoli scoloriti Era una scena molto amorevole, che mi aveva [...]

Tempo di lettura: 3 minuti

  • Patapump: Speravo ti piacesse. sopratutto per come te e me si ama la cinematografia. [...]

  • Giuseppe Scilipoti: Guarda, l'ho letto dopo la mezzanotte e non ho aspettato l'indomani [...]

10
19
69

Il coniglietto - 2/2

Ricordi d'infanzia

25 January 2020

Mia nonna si accorse all’istante della gabbia che tenevo tra le mani e la osservò con curiosità. «Guarda cosa ti abbiamo portato!», annunciai candidamente. «Oh, un cunigghieddu!», esclamò. «Io e Peppe te lo affidiamo. Pensaci tu!», disse Cettina. Fu il nonno a prendermi la gabbia, per appoggiarla [...]

Tempo di lettura: 2 minuti

  • Patapump: ciao Giuseppe..non oso immaginare la faccia di Bianchino, che dalla gabbietta [...]

  • Giuseppe Scilipoti: Ciao Ricky, c'è chi passa dalla padella alla brace e chi dalla gabbia [...]

4
5
18

Mi domando

24 January 2020

Di notte mi domando L’oscurità aiuta Protegge e schiude come un fiore Di notte mi domando La brezza estiva che arriva dal mare Scalda e rincuora Di notte mi domando L’aereo che solca i cieli Scia che indica il percorso di anime in viaggio Di notte mi domando Il gatto E la coda che si intrufola [...]

Tempo di lettura: 1 minuto

11
11
60

Il coniglietto - 1/2

Ricordi d'infanzia

24 January 2020

Avevo otto anni, abitavo a Termini Imerese assieme ai miei genitori e a Cettina, la mia sorella minore. Eravamo originari della provincia di Messina, ma a causa del lavoro di mio padre ci eravamo stabiliti da tempo in quella ridente cittadina della provincia di Palermo. Un giorno mia sorella ed [...]

Tempo di lettura: 2 minuti

7
5
19

Arriva el negro Zumbon

Bailando alegro el Bajon

23 January 2020

“Arriva el negro Zumbon, bailando alegro el bajon” Attraverso tutta la sala la voce di Silvana Mangano. Leda aspetta con la sua cagnetta che qualcuno si avvicini per ballare. Da quando suo marito è morto ha preso l'abitudine di venire qui ogni sabato sera visto che le permettono di tenere la cagnetta [...]

Tempo di lettura: 4 minuti

4
1
10

e nulla più

22 January 2020

Infine accadde! L'inevitabile divenne storia. Cessai di ricordare. Chiusi per sempre il mio occhio interiore. Allungai le mie stanche gambe tra quelle del tavolo e mi cibai della prima nuvola coraggiosa. La poverina si era fermata a pascolare sul colle. Un verso del guitto Dante intrecciato a me [...]

Tempo di lettura: 30 secondi

12
16
91

La minestra

22 January 2020

«Ah, alla buonora!», bofonchiò infuriata la madre al discolo Luca. Quest’ultimo si limitò soltanto ad asciugarsi la fronte e il collo con due tovaglioli di carta per poi appallottolarli e lanciarli dentro il cestino della spazzatura. Avrebbe desiderato rimanere ancora fuori a giocare con i suoi [...]

Tempo di lettura: 2 minuti

  • Surya: Io troverò sicuramente il tempo di leggerlo e anche di commentarlo, [...]

  • Giuseppe Scilipoti: Grazie Surya, sono innanzitutto contento che per il giorno di Natale verrà [...]

4
1
11

Canyon

21 January 2020

Mi ero alzato strano quella mattina e non capivo il perché La notte avevo dormito poco Avevo sognato, ma anche fissato il mio orologio sul comodino Continuamente Tutti quei numeri che avanzavano senza sosta mi avevano agitato Ma anche fatto riflettere sul tempo che, a dispetto di tutti, proseguiva [...]

Tempo di lettura: 3 minuti

Torna su