A volte ci si inganna. Un edificio cristiano non sempre è stato edificato solo per il culto cristiano, ma nel corso dei secoli è passato da una condizione politeista o ad uso civile ad un'altra musulmana, per poi essere ristrutturata per il credo cristiano. É il caso della cattedrale di Palermo che un tempo fu moschea Gami, cioè Grande Moschea del Venerdì.

È questione di dominazione, solo questione di dominazione straniera! E Palermo ne sa qualcosa! Si passa dai fenici agli arabi ai Romani a seconda del periodo storico. Ed è curioso trovare ancora i segni che non sempre sono stati totalmente cancellati della destinazione d'uso passata.
In epoca romana era già ritenuta un'area sacra, una sorta di "Santuario pagano della Salute", in epoca bizantina il grande edificio viene demolito in parte e ricostruito e sotto il pontificato di Gregorio I il tempio viene dedicato alla Vergine Maria Assunta.

I segni della precedente dominazione sono evidenti. É curioso trovare anche una sura islamica nella colonna dell'odierna cattedrale cristiana, sede del cardinale. La Sura del Corano è nella prima colonna a sinistra del portico meridionale: si tratta del versetto 54 della Sura 7. Traduciamola dall'arabo. E che ci vuole? Tanto lo sappiamo che per un po' siamo arabi anche noi siciliani!
"Egli copre il giorno del velo della notte che avida l'insegue; e il sole e la luna e le stelle creò, soggiogate al Suo comando. Non è a Lui che appartengono la creazione e l'Ordine? Sia benedetto Iddio, il Signore del Creato!". Ed é bello che un luogo sia la sintesi di quel progetto divino che vede la realizzazione di una comune preghiera verso il Creatore, comune a tutti fedeli. Altro che fondamentalismo, altro che integralismo delle religioni! Un luogo di preghiera è sacro perché nel corso dei secoli ha ascoltato le preghiere in diverse lingue verso il Dio che "punisce e premia" per alcuni, che "atterra e suscita" per altri e che è "Amore"per altri ancora.

Pertanto la cattedrale è luogo di preghiera e di speranza a prescindere se si è pregato rivolti verso la Mecca o verso Roma, ma sicuramente verso quel Dio che ci osserva e rispetta la nostra libertà. 

 

 

 

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