Odio questa città. La odio con tutta la forza dell’entusiasmo con cui la amo. Con la  stessa identica solenne autorevolezza. Ogni volta che mi perdo in essa, nei suoi vicoli osceni, nella sua sporcizia, nel suo squallore urbano, nel degrado dei suoi marciapiedi rotti, delle sue discariche a cielo aperto, nelle sue voragini stradali, nei suoi muri imbrattati, nei palazzi abbozzati e mai finiti, nelle colate di cemento che l’hanno violentata, negli alberi agonizzanti, nelle aiuole asfissiate dall’incuria, la odio sempre un po’ di più. 

La odio quando vedo chi la abita, chi percorre le sue strade zigzagando con lo stereo a palla alle tre del mattino, chi posteggia i suoi abnormi Suv ovunque sia pur di esserti d’intralcio, chi ti passa avanti quando fai la fila, chi ti insulta con le sue parole spente, tristi e prive di colori, chi ti costringe a pagare il pizzo, chi ti giudica e in gran silenzio ti uccide socialmente, chi non ti conosce nemmeno e sa tutto di te, chi ti preconfeziona il destino, il futuro, i tuoi limiti.

Odio i suoi salotti popolati da cerimoniosi gallinacci infiorettati a festa e da vacue oche giulive starnazzanti, che si adulano e si criticano rigorosamente con la più tenace meschinità, che disquisiscono di amenità oscene, che quando parlano citano i cognomi che contano, le barche che hanno, i viaggi che fanno, le scuole private dei loro figli, le loro personali ricette della felicità, l’albero genealogico di quel tale che ha fatto o detto o cacato chissà che cosa in piazza. E sono sempre le stesse persone, ignare di cosa sia la verità, la vita, l’amore, la sofferenza, il dolore. Sono sempre loro, con i loro circoli di società, con i loro curriculum di banali ovvietà, con il loro savoir faire da pettegoli pluridecorati alla Bocconi.

I raffinati salotti frequentati dalla nuova mafia, la mafia finemente mimetizzata, smacchiata e legalizzata, stretta in abiti eleganti, in colletti bianchi splendenti, sbrodolante Rolex, Calvin Klein, Armani e Luis Vuitton. Gli stessi salotti dove si decidono le sorti della brava gente, della gente onesta, quella che non conta un cazzo. Quella che è solo un vuoto a rendere. Di quelli che non arriveranno mai a sedersi al tavolo che vale, non perché non ne abbiano il diritto o la cultura o l'intelligenza, ma solo perché puzzano di normalità, hanno il fetore della gente comune e il suono del loro nome non è altisonante e accordato sulla tonalità che conta. Quella dell’arroganza, quella della viltà, della disonestà. Quella dei predoni. Degli stupratori di questa città.

Odio questa città. Odio questa gente. Sono come un virus da debellare, un batterio letale. Si propagano in ogni dove, si riproducono, figliando discendenti rigorosamente identici alla cellula madre. Una esatta copia che prenderà il loro posto e che a sua volta prolifererà altre copie, tutte uguali all’originale.

Ho una profonda, viscerale repulsione, per tutti loro. Li odio perché ce l’hanno sottratta, ce l’hanno trafugata da sotto gli occhi, la nostra città. La nostra bella terra. Vittima di un atto di egoismo, di un pensiero annoiato, di una silente ottusa ingordigia. 

La odio da quarant’anni eppure la amo. La amo, più che altro, perché mi ricordo com’era. Perché per sopravvivere, da queste parti, devi nutrirti di quei ricordi. Di quegli attimi di rara bellezza in cui mi ritrovavo a rincorrere un pallone, con le ginocchia affettate, con una decina di lividi addosso, con un sorriso da orecchio a orecchio, la pelle perennemente bruciata dal sole.

Il mio lungomare, i suoi alberi rigogliosi, antichi, immensi, protesi verso il sole, verso il mare, con le radici ribelli che pur di emergere, reinventavano i marciapiedi. La luce del tramonto che si infrangeva sui monti siciliani e detonava in una miriade di venature rosse e viola e arancione e giada che si irradiavano nel cielo, che tingevano l’acqua del mare fino a farla sembrare irreale, rubiconda, viva come un ribollire di mosto.

Le vie del centro, squadrate, simmetriche, pulite, chiare di marmi e di luci dei negozi che si riflettevano la sera sui passanti. La strade popolate da gente che si salutava sorridendo pur non conoscendosi, da piccole orchestre che intrattenevano di melodie il passeggio serale, da un andirivieni costante di profumi di mimose e di dolci leggiadri e di pane appena sfornato.

Le panchine dove mi sedevo a rifiatare dopo aver giocato a rincorrere la mia bella, le sue guance pizzicate da efelidi, i suoi capelli in disordine ancora umidi di salsedine. I gelati che dovevi divorarli veloce perché si scioglievano al sole. Le sigarette fumate in riva al mare, con i piedi piantati nel bagnasciuga e lo sguardo perso e terso con quella espressione di chi pensa che vivrà in eterno. Di quella città che non c’è più io vivo di ricordi, così come quando stringi a te un oggetto,  una sciarpa, un maglione di una persona a te cara che non c’è più per carpirne l’odore, l’essenza, i frammenti della vita vissuto accanto ad essa. 

La mia città fatta di amici e di speranze, di pranzi infiniti a mangiare fino a scoppiare di risate, di polpette fritte, di parmigiane, di pasta la forno, di lasagne, di pesce spada che quello di “U Chiovu” è il più fresco di tutti, di pennichelle all’ombra di pergolati carichi d’uva, cullati dal brusio della radio che annunciava le formazioni delle squadre, di baci rubati alla ragazzina sconosciuta mentre i suoi genitori sonnecchiano, di cuori infranti lungo i viali, di corse e di sbronze e di infinita dolcezza per quello che c’era e che non c’è più. 

La mia città pervasa di mille e mille piccole cose luccicanti sparse ovunque, come infinite lucciole la notte, che forse non sono mai esistite e che io mi sforzo di immaginare, perché sfavillanti sono i miei ricordi, luminosi come un abbaglio che ti acceca, che ti stordisce, che ti conquista ogni volta che ci pensi e ti innamori a fari spenti.

Tutti i racconti

3
2
19

Le luci della sera

25 February 2021

La stanza era illuminata dalla luce mesta del tardo pomeriggio, il sole rischiarava un angolo della stanza, precisamente lo specchio della toilette, quasi per salutare definitivamente il giorno. La signora si stava pettinando e truccando, Il viso sembrava ancora più bello così illuminato dalla [...]

Tempo di lettura: 1 minuto

  • Giuseppe Scilipoti: Salve Antos, benvenuta su Letture da Metropolitana, fa sempre piacere leggere [...]

  • Antos: mi fa piacere che questa picvola narraziobe sia stata apprezzata! ho inviato [...]

*********************

*********************

Spazio Pubblicitario

*********************

*********************

1
1
13

Un giorno di settembre

Un'anima semplice

25 February 2021

Una mattina di quel tardo settembre rientrai precipitosamente dalla solita passeggiata con Geremia, il mio cane. Ero uscito dal primo mattino in un silenzio tranquillo che invadeva tutta la campagna, sino all’orizzonte. Il cielo era attraversato da batuffoli di nuvole bianche, che non riuscivano [...]

Tempo di lettura: 3 minuti

  • Adribel: Episodio piacevole da leggere e che riporta il lettore ad un tipo di sentimenti [...]

1
2
13

In ricordo di un vero uomo che ha scelto la libertà piuttosto che la sofferenza

25 February 2021

Ho avuto il grande onore di conoscerti, apprezzarti e lavorare con Te Davide, ragazzo assolutamente speciale. Rammento con emozione le lunghe ore trascorse a chiacchierare, a lavorare, a sorridere, sì sorridere, Tu stesso scherzavi sulla Tua malattia e mi prendevi in giro per le mie lacrime. Avevi [...]

Tempo di lettura: 1 minuto

  • Adribel: Un tema toccante, struggente, trattato con uno stile scorrevole che allegerisce [...]

  • AP.Caprino: Grazie per il commento,il tema della eutanasia purtroppo è delicato [...]

4
5
24

SEI TU

24 February 2021

Sei tu che mi hai ispirato… E al mio cuore ho creduto… Così come sulla pelle ho sentito… L' Amore che hai per me lo so, È infinito…

Tempo di lettura: 30 secondi

  • Vicky: Giuseppe Scillipoti grazie anche a te per il complimento... L'idea dell'infinito [...]

  • Patapump: ah l'amur (dalla Carmen - se tu non mi ami, io ti amo se io ti amo, attento [...]

*********************

*********************

Spazio Pubblicitario

*********************

*********************

2
3
20

L'arte del risparmio - 2/2

Parte seconda

24 February 2021

Altro passatempo della nostra casalinga risparmiatrice era quello di rovistare nei cestini della spazzatura appesi ai pali e adiacenti ai marciapiedi. Durante le sue perlustrazioni quotidiane riusciva sempre a rimediare qualche reperto utile o che avesse importanza per lei: biglietti dell’autobus [...]

Tempo di lettura: 3 minuti

  • Betty: Direi che avendo conosciuto "Felicina Collanti" ci ho scherzato su. [...]

  • Zio Rubone: Ho letto tutto il racconto e ho trovato interessante soprattutto la prima parte. [...]

16
27
80

La Pozione

24 February 2021

Preparai un giorno una pozione di poesia e di canzone e d’amore puro, pozione dall'aureo sapore d’una mescolanza e d'una combinazione: una "soluzione" per il tanto dolore dell'afflizione che abitava nell'animo mio.

Tempo di lettura: 30 secondi

4
8
31

Tempo di lettura: tre secondi

Guerra

23 February 2021

Caddero le bombe. Rimase il silenzio.

Tempo di lettura: 30 secondi

  • Walter Fest: Zio Rubone mi piaci, mi piace la tua filosofia e il tuo modo di interagire, [...]

  • Patapump: Lego tutto ad immagini, E non posso che pensare agli innumerevoli conflitti [...]

4
2
25

Lungo viaggio in treno

23 February 2021

Penso a te che sei qui seduto fianco a me sul treno, perché non posso fare a meno di percepire la tua presenza lontana, perché vieni da un altro mondo e il nostro destino è questo di sfiorarci, senza che un contatto ne scaturisca, senza che una scintilla possa scaricarsi tra noi e accendere un [...]

Tempo di lettura: 1 minuto

  • Adribel: Agghiacciante riflessione sulla estrema timidezza o sulla massima diffidenza. [...]

  • Giuseppe Scilipoti: Ho appena finito d leggere con piacevole interesse “Lungo viaggio in [...]

1
1
16

L'arte del risparmio - 1/2

Parte prima

23 February 2021

Felicina Collanti viveva al secondo piano di un palazzo popolare di una certa via, in una qualunque città. Le donne della sua famiglia, da tradizione secolare, avevano svolto tutte attività casalinghe. Nessuna di loro aveva mai lavorato fuori dalle mura domestiche e Felicina era l’ultima della [...]

Tempo di lettura: 4 minuti

2
1
18

Energie di amore

💕

22 February 2021

SCAMBI DI ENERGIE DI AMORE Sguardi profondi e parole donate per regalare energia . Non ti ho mai chiesto troppo, a me bastava così. Mi hai insegnato a meditare e ad accantonare tristi ricordi svelati in privato, e sono stata in grado di dimenticare il pungente passato. Amo la vita con [...]

Tempo di lettura: 30 secondi

  • Adribel: Un'ode alla vita, all'amore, alla gioia, seppur von tante cicatrici. [...]

3
3
42

Oirartnoc la

Incipit per un romanzoi che mai finirò

22 February 2021

Mi accorsi subito che qualcosa non andava. Appena messo i piedi a terra vidi che stavo camminando all’indietro, come se vivessi in un rewind di qualche DVD inserito da qualcuno più in alto, in grado di muovermi a comando. I vestiti volarono da terra e mi si infilarono perfettamente nelle braccia [...]

Tempo di lettura: 1 minuto

  • ducapaso: !oirartnoc la odnom li ebberas emoc etlov a odnamod iM
    !orteiP omissivarB

  • Adribel: x ducapaso: boh, non sarebbe facile, ci sono già tante contrarietà...!

3
2
22

Poesia

lo scrivere

21 February 2021

non porta la poesia denari, non cementa le amicizie, non ti fa famoso, non ti dà un titolo, il quale già ne hai. Ivan Petryshyn

Tempo di lettura: 30 secondi

Torna su