Fin dal giorno della sua nascita si era intuito che non sarebbe stata una creatura tranquilla. Urlava e si agitava con così tanta energia che persino le ostetriche, avezze a tanta bella e varia gioventù, tra l'esterrefatto e il divertito, dissero alla neo-mamma: 'Signora... le darà del filo da torcere!' 

E in effetti quella previsione, che lì per lì aveva interpretato come un simpatico ed orginale benvenuto, si era trasformata in una certezza: non stava mai fermo! 

Già nei primi mesi di vita il piccolo aveva mostrato la sua iper-attività, tanto che il nonno aveva più volte asserito: 'Non potrebbe costituire una fonte di energia elettrica?' 

Mai animato da cattive intenzioni, aveva sempre rivelato un cuore d'oro, ma non riusciva a stare fermo che per pochi minuti, avendo sia fermento 'fisico' che 'mentale': se 10 ne faceva, 100 ne pensava.


Da piccolo non imparò a camminare, ma subito a correre, anche perchè non c'era tempo da perdere: doveva scoprire l'intero mondo, o almeno quella piccola parte che lo circondava. 

Aveva curiosato in ogni angolo della casa, aprendo e chiudendo ante e cassetti, e portando avanti imprese memorabili, tra cui la scalata della libreria in soggiorno, raggiungendo i libri di poesia del 4° ripiano, appositamente lì custoditi per evitare - con scarsissimo risultato - che diventassero coriandoli per carnevale.


Alle elementari si era distinto in ogni disciplina sportiva. 

Quando frequentava i giardinetti al pomeriggio, anche il salto della corda, gioco di solito riservato alle bambine, per lui non aveva segreti, tanto è vero che quando i suoi amici (che possedevano l'adorato pallone) se ne tornavano  a casa, piuttosto che stare seduto sulla panchina vicino alla mamma si faceva andare bene anche i passatempi delle femmine, purchè fossero d'azione.


Alle medie aveva capito che partecipare a tutte le manifestazioni sportive e ludiche organizzate dalla scuola oltre ad essere un meraviglioso divertimento gli dava l'opportunità di studiare poco le materie tradizionali e al tempo stesso gratificava il suo fermento. 

Così era riuscito ad entrare nella band musicale, nel gruppo sportivo e nel team del teatro, tutte discipline in cui mostrava la sua abnegazione. 

C'era anche stato un momento in cui aveva pensato di aderire al gruppo di meditazione, ma dopo soli 5 minuti di forzato silenzio aveva capito che non faceva per lui.


Alle superiori, sempre motivato dal 10 ne faccio e 100 ne penso, si era dato da fare per il 'Nuovo comitato' della scuola, venendo eletto fra i rappresentanti dell'istituto già durante il 1° anno, contrariamente alla tradizione del liceo che accoglieva gli studenti nel consiglio solo dal 3° anno in poi. 

Gruppo sportivo di sci, di pallacanestro e di nuoto completavano il quadro del nostro iper-attivo. 

Con le ragazze aveva un certo successo, ma non voleva legami stretti e duraturi, dovendo continuamente muoversi ed esplorare l'universo, fra cui anche quello femminile.


In ogni momento della sua vita, la cosa fondamentale era NON STARE FERMO, tanto che sul divano di casa non era mai stato oltre i 5 minuti, dovendo sempre intrapprendere nuove attività, che tenevano su di giri sia il corpo che la mente.


Un giorno accadde un episodio che ai più non sembrerà degno di nota, ma che ebbe risvolti fondamentali per la sua esistenza. Durante una festa di compleanno dagli zii in campagna vide un oggetto che sino ad allora aveva ignorato: il tosaerba. Non si trattava di un tosaerba qualsiasi, ma di un 4 tempi a strappo della Honda,  di colore rosso fiammante, con ben 5 cavalli. Era stato regalato allo zio da tutti i nipoti, per il suo 60° compleanno.

'Tagliaerba Honda: il più bel regalo per un prato' recitava lo slogan sulla confezione. Lo zio, felice per quel gradito ed utilissimo oggetto, insistette per farglielo provare. Per un ragazzo di città come lui la campagna non aveva particolare fascino, tanto meno il tosaerba rosso della Honda, ma sempre nell'ottica di non stare mai fermo e scoprire cose nuove, acconsentì alla proposta dell'anziano parente. Si avvicinò, diede uno strappo con forza e l'apparecchio si mise in moto. Iniziò a spingerlo su e giu per il prato e subito rimase sorpreso dal risultato: le lame erano integre e ben affilate, per cui il taglio era molto preciso... quasi perfetto. Il profumo di erba si propagò per il giardino, e più lui tagliava, più si rilassava. Più si rilassava e più tagliava. Fu una specie di folgorazione: aveva provato tante e tante attività nella sua vita, ma mai alcuna era stata così rilassante, nè gli regalava la pace, che finalmente aveva raggiunto, grazie al tosaerba della Honda! 

La cura con cui quell'attrezzo tagliava l'erba, accompagnata dal borbottio del motore e dal profumo del prato, lo affascinò a tal punto da rivoluzionargli la vita. Quando trotterellava insieme ai 5 cavalli del tosaerba ormai si isolava dal resto del mondo. Mai si era trovato in una pace interiore così magica, tanto che, pian piano, abbandonò ad uno ad uno tutti i suoi molteplici interessi, per lasciare spazio solo a quei 5 cavalli in rosso.


Trascorsero mesi e anni e la sua passione non scemava... anzi! Si adoperava con impegno e solerzia non solo presso parenti e amici, ma anche presso sconosciuti, dapprima vicini e poi, via via, sempre più lontani. 

Tanta era la competenza e la magia rilassante che scaturivano da questa accoppiata vincente ragazzo + tosaerba Honda, che il tam tam delle voci arrivò a un rappresentante della nota casa di produzione. Volle vedere di persona e, come molti prima di lui, rimase incantato da tanta indomita attività, svolta con passione, ma soprattutto con una rilassatezza insuperabile e invidiabile, tanto che venne scelto come testimonial del marchio. 

Sulla confezione fu apposta la sua fotografia, che trasmetteva sana competenza e serenità, con variazione dello slogan in: 'Tagliaerba Honda: il più bel regalo per me!'

1
1
5

Zolfo - 2/3

20 March 2019

Chissà cos'è. Molto più importante dedicarsi alle incisioni, belle come un bassorilievo classico anche se la pietra ancora mi è sconosciuta, sembra un marmo nero, ma è esente da venature e dà l'impressione di essere molto più duro. Certamente non è una pietra di questa zona, quindi significa che [...]

Tempo di lettura: 4 minuti

3
1
6

Fango

20 March 2019

Flebile fiamma tra fetide favelas serpeggia nella notte in un fragile futuro Fuori feste, fiori e fama dentro fumo, freddo e fame È un frenetico fandango frasi fatte niente effetto come un film senza sonoro senza la parola fine Fuochi di notte di frivole falene si spengono tra i muri di case [...]

Tempo di lettura: 30 secondi

1
2
9

Zolfo - 1/2

19 March 2019

Mi immergo nell'acqua sulfurea, chiudo gli occhi e mi distendo. L'altezza è quella giusta, sfioro il pelo della superficie e mi appoggio sulla ghiaia del fondo. Il cielo, nonostante sia inverno, è assolutamente azzurro e limpido, sulla pelle la sensazione calda dell'acqua. Nelle orecchie il ritmo [...]

Tempo di lettura: 5 minuti

  • Giuseppe Scilipoti: Mi sta piacendo questo racconto, il protagonista lo reputo una sorta di antieroe [...]

  • ducapaso: Si, Giuseppe, il racconto è nato per confrontarmi col tema archeologico [...]

1
1
13

MA… DOV’È FINITO?

19 March 2019

Due giovani ragazze brune entrano nell'Osteria ALLA STAZION D'ORO, segnalata dalle Guide più conosciute. Il locale è piccolo: una stanzetta fronte strada e un'altra, altrettanto piccola, in cima a una ripida rampa di scale. Cucina in basso 'a vista'. Si mangia casereccio, si servono piatti che [...]

Tempo di lettura: 1 minuto

3
4
15

Che gli dico a quelli

fine partita

18 March 2019

La partita era terminata da almeno dieci minuti e l’euforia dei vincitori contrastava nettamente con i volti tesi di chi aveva perso, la squadra perdente si era ritirata negli spogliatoi con aria mogia e le facce tristi. L’aria era pesante e l’allenatore stava guardando in faccia i suoi uomini [...]

Tempo di lettura: 1 minuto

  • Walter Fest: Bravo Lorenzo, anche allenatore!!! Che materia c'è che non conosci?

  • Lo Scrittore: più che uno scrittore vero e proprio mi ritengo un artigiano. chi lavora [...]

5
6
23

Abraxas – Riti dell’oltretomba

18 March 2019

“Abraxas - Riti dall’oltretomba”: terzo lungometraggio di Roger A. Fratter, regista indie bergamasco che si cimenta da più di vent’anni anni nella cosiddetta cinematografia di genere, rivivendola con peculiare dedizione e competenza, richiamando attraverso i suoi lavori gli antichi fasti di quel [...]

Tempo di lettura: 5 minuti

  • Puccia: WOW, superlativo, puoi aggiungere un altro tassello al tuo curriculum di scrittore. [...]

  • Giuseppe Scilipoti: x Dario: amico mio, grazie per l'augurio molto più che positivo, [...]

0
1
13

Il ragazzo d'oro - 2/2

17 March 2019

Dalle casse fuoriuscì la voce del front man dei New Trolls che cantava: «Quando tornava mio padre sentivo le voci, dimenticavo i miei giochi e correvo lì. Mi nascondevo nell'ombra del grande giardino e lo sfidavo a cercarci: io sono qui». Prese un lungo respiro. Guardò fuori. Buio. Era l'atmosfera [...]

Tempo di lettura: 1 minuto

2
1
9

Rapido romanzetto

17 March 2019

Rotolandomi come un ramarro rugoso dell'Isola di Rarotonga, nella rena di una spiaggia di Rapallo, mi ricordai di dover raccogliere le adesioni per l'organizzazione della "Fiera del rutto libero" di Rivisondoli, subito dopo la "Sagra della bibita gasata" sponsorizzata dalla ditta romana di aria [...]

Tempo di lettura: 30 secondi

4
9
14

agiochi di ieri, di oggi e di domani

16 March 2019

i giochi di ieri non erano mai al chiuso, perlopiù avvenivano in strada. Ricordo che all'uscita di scuola giocavo con i miei compagni ai quattro cantoni, moscacieca, nascondino e tante altre forme ludiche con variazioni sul tema e ogni volta si inseriva una variante nuova allo stesso gioco. Come [...]

Tempo di lettura: 1 minuto

3
2
13

Il ragazzo d'oro - 1/2

16 March 2019

– Basta! A pallone non ci giochi più! – sbottò Claudio, suo padre. Quarantacinque anni. Burbero. Alito alcolico. Grasso. Si pulì la bazza con un tovagliolo. Trasecolò due dita di Tavernello. Ruttò. – Ma babbo. Lo sai quanto ci tengo, – miagolò Alan. – Lo sa... – Niente sa, – lo interruppe lui. [...]

Tempo di lettura: 5 minuti

  • flavia: Che tristezza l'egoismo dei grandi distrugge.i sogni di un bambino senza.comprensione [...]

  • Ilaria: Triste, spezza il cuore ma riporta alla realtà di questa società [...]

1
0
7

Il libro magico - 2/2

Gertrude si difende

15 March 2019

Così dicendo s’intrufolò in un buco nella parete della cucina, quello che serviva per far uscire i cattivi odori, e scomparve. Gertrude si allontanò per un attimo per poi tornare quasi subito, si mise seduta davanti alla porta e aspettò. Passarono più di dieci minuti prima che la maniglia della [...]

Tempo di lettura: 1 minuto

3
1
13

Quando posso

poesia

15 March 2019

Quando posso torno al portone dove non abiti più. Malgrado la vita che ci ha portati lontani il mio polo magnetico resta qui. Qui, dove si dipartono il Nord, il Sud, l'Est e l'Ovest perché tutte le storie del mondo dovrebbero iniziare con l'amore.

Tempo di lettura: 30 secondi

Torna su