Venerdì 10 agosto, data di rientro in Italia dopo qualche giorno di vacanza nella bellissima e pulitissima Cracovia. Il volo è alle ore 20.05 e, complice un bel sole, c’è tutto il tempo per un ultimo giro turistico della città per noi  e i nostri amici, ci manca ancora il Castello di Wawel e una mini gita in battello sulla Vistola prima di consumare l’ultimo pasto a base di “pierogi” in terra polacca.

La mattina scorre tranquilla tra gli ultimi scatti con i nostri telefoni, mentre il sole piano piano sembra voltarci le spalle al punto tale che al termine del nostro pranzo il cielo è diventato di un buio impressionante a causa dei nuvoloni che sembra si siano concentrati tutti su Cracovia. Si decide di comune accordo di anticipare il trasferimento all’aeroporto per evitare brutte sorprese dell’ultima ora. Arriviamo alle 17.00 o giù di lì e dopo aver pagato il taxi con gli ultimi 120 zloty ci avviamo frettolosamente verso il terminal in quanto la temperatura è scesa a 18°C e il nostro abbigliamento si addice ad una temperatura più “estiva”, un modo non tanto simpatico di chiudere la nostra bella vacanza. Il tempo di orientarci e ci mettiamo in fila per il controllo bagagli e il passaggio al metal detector, non c’è tanta gente, siamo in largo anticipo, man mano che ci avviciniamo notiamo che si devono depositare tutti gli oggetti, metallici e non, in un cestello prima di passare al controllo, anche la cinta dei pantaloni. Mentre ci ricomponiamo con le nostre cose, all’altro controllo un nostro amico è stato bloccato da un militare polacco che gli ha chiesto con insistenza di aprire il suo trolley; tranquillamente lo apre ed il milite si concentra su una bottiglietta di profumo facendogli capire, con uno sguardo da cattivo, che non poteva portarla perché fuori misura. A niente sono servite le giustificazioni del nostro amico, che si è visto sequestrare anche una confezione di bagnoschiuma, dopodiché ha avuto il benestare di richiudere il suo trolley e di andare, naturalmente molto contrariato in quanto il profumo sequestrato era molto costoso.

Superato questo antipatico problema ci siamo diretti al gate del nostro volo prendendo posto nella sala di attesa ancora semivuota, mentre sul monitor delle partenze il nostro volo è dato in orario, al contrario di molti altri della nostra stessa compagnia che riportano notevoli ritardi o addirittura cancellati a causa di uno sciopero dei piloti che interessa mezza Europa con esclusione però di Italia e Polonia. Siamo tranquilli. Man mano che il tempo passa aumentano i passeggeri in attesa, così come aumentano i voli in ritardo e quelli cancellati. Non siamo più sicuri come prima, sono le 19.30 e ancora non si parla di imbarco. Ormai i nostri occhi sono puntati stabilmente sulle partenza e ad ogni cambio c’è un sussulto, fino a che non arriva quello che volevamo non arrivasse. La scritta “Delayed” appare a fianco del nostro volo e la partenza è posticipata alle 23.30, tre ore e mezza più tardi!

Sconforto. Ci guardiamo inebetiti, il brusìo aumenta tra gli altri passeggeri mentre al gate successivo al nostro volano addirittura imprecazioni per il volo Cracovia – Pisa che è stato cancellato. Che fare? Siamo troppo irritati per pensare. Alcuni di noi si allungano rassegnati su due sedili con la speranza di riposare mentre altri, me compreso, fanno avanti e indietro lungo l’area dei vari gate per calmare l’arrabbiatura.

Sembra che il tempo adesso abbia rallentato per dispetto, non passa mai, avremo fatto qualche chilometro andando su e giù per l’aeroporto. Guardo l’orologio, sono le 22.00. “Ancora – esclamo – a quest’ora saremmo dovuti atterrare a Ciampino” invece siamo ancora qui, prigionieri nell’aeroporto della “bellissima” Cracovia e con la fame che comincia a fare capolino. C’è una pizzeria all’interno dell’aeroporto, è ancora aperta, si decide di mangiare qualcosa, tenendo sempre d’occhio il tabellone delle partenze. Sul finire della cena abbiamo un sussulto, sul tabellone sparisce l’orario del nostro volo. “Oh, no! – diciamo in coro – e adesso a che ora partiremo?” Siamo in attesa del nuovo orario con trepidazione e rabbia. Ritorniamo al gate, ci rendiamo conto che siamo rimasti solamente noi del volo Cracovia Roma, cerchiamo qualcuno che possa darci qualche informazione ma niente, neanche l’ombra di un addetto della compagnia. Intanto si sono fatte le 23.00, siamo sempre più stanchi, cominciamo a convincerci che di riflesso lo sciopero abbia influenzato anche il nostro volo.

All’improvviso si presenta al gate un’assistente di terra che ci comunica che il nostro aereo è partito da poco da Roma. Il brusìo di qualche ora prima si trasforma in un’imprecazione collettiva, alcune persone vorrebbero spaccare il mondo, altre si lasciano cadere pesantemente sui sedili della sala d’aspetto con la testa tra le mani, sconfortati. Questo significa che fra due ore l’aereo sarà qui a Cracovia e saranno le ore 01.00, un’odissea. Rassegnati, ci siamo seduti anche noi, appoggiandoci gli uni agli altri per cercare, senza riuscirci, di riposare durante le due ore di attesa, trascorse le quali vediamo atterrare un aereo della nostra compagnia, ma è dovuta trascorrere un’altra mezz’ora abbondante affinché si sentisse una voce che dagli altoparlanti invitava i passeggeri de volo Cracovia Roma a prepararsi per l’imbarco al gate 3.

Si è subito formata una calca all’ingresso dell’imbarco che abbiamo lasciato smaltire rimanendo seduti per poi entrare  tranquillamente in aereo per ultimi. La ciliegina sulla torta di questa antipatica giornata, ma questo già lo sapevamo fin dal momento del check in online, è che nessuno del nostro gruppo ha posti vicini, quindi  faremo questo  viaggio di ritorno separati e con la sfiga che mai mi abbandona mi ritrovo accanto una vecchia suora, inizia il decollo e questa comincia a snocciolare il rosario, fede o strizza? A scanso di equivoci chiudo gli occhi e cerco invano di dormire.

Atterriamo a Roma Ciampino alle ore 03.40, poco dopo dalle scalette dell’aereo scendiamo in fila indiana somiglianti più a degli zombie che a persone umane, un’ora più tardi eravamo nel nostro più che desiderato letto, molto stanchi ma soddisfatti della  nostra breve vacanza nella bellissima Cracovia.

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