Ascolto e guardo le persone, spesso mio malgrado. Vorrei che qualcosa di esse mi sfuggisse, almeno qualcosa.

Invece non mi sfugge una sola parola, non un gesto. Neppure se guardo l'orizzonte mentre gli altri parlano. E la mente non sta ferma, collega, collega, incastra, dipana, scioglie e impasta e io sono sopraffatta e la amo per come funziona e la odio per quanto funziona e non vi sopporto più. Perché arrivo a voi? Perché dovrei, gente? Perché dovrei riconoscere tessuto, provenienza ed epoca di un lembo di stoffa conservato in un museo, su una fotografia,  solo guardandolo, a cosa mi serve? Perché mi basta guardare un quadro mai visto prima e posso dire a quale epoca appartiene, quale stile, corrente pittorica, luogo di provenienza senza aver mai sfogliato un solo catalogo? Neppure lo ascoltavo, quel tal documentario, stavo su Facebook!

Perché mai distinguo da grande distanza tra alberi da frutto (frutti commestibili) e non, siano fioriti o no, solo dalla forma della chioma, dei rami o dal colore di fusto e foglie, perché riconosco alberi e cave di marmo da una foto satellitare e so che non sono scavi archeologici o lavori per la costruzione di un parcheggio? Perché vi vedo e vi sento, vi comprendo e vi prevedo, perché questa condanna? E voi parlate, scrivete, vi muovete, avete pose, vi mettete in posa, avete movimenti involontari del corpo e io non li guardo ma li vedo e vi leggo i pensieri e so cosa direte e come andrà a finire la storia che mi raccontate e puntualmente tornate a raccontarmi il finale ed è come l'avevo previsto?

Perché questo peso inutile tra stomaco e gola, perché lo sento tamburellare e illividire le pareti interne del petto, perché mi causa fatica nel respiro, perché scalpita o perde un colpo quando ricordo lei o lei o lei o loro e tutti i miei fantasmi? Perché so tutto prima che accada? Spero di sbagliarmi e non sbaglio mai.

Perché tutto questo non mi serve, non so vivere, non mi rende, non lo so sfruttare?

"Oh, you're so smart, you scare me." disse il cliente danese un paio di mesi fa e io di rimando, senza pensare "this is nothing" sorridendo fuori e lui "I didn't even scratch the surface, ah?".

Già, intelligente, non hai neppure scalfito la superficie... Perché tu lo sai dopo un giorno, ospite sconosciuto di un'altro Paese e io me ne accorgo solo adesso... ora che la vita ha girato la boa da un pezzo...

 

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