Bene, adesso torniamo alle astronavi aliene, ma...

Cosa diavolo stanno facendo? Hanno cominciato a diventare improvvisamente velocissime, sparo in maniera ossessiva e riesco a distruggerne a malapena tre.

La situazione mi sta sfuggendo di mano, ormai prendere la mira è un eufemismo. Panico!!!

La Nave del Mistero non era altro che uno specchietto per allodole o forse no. Ormai non ha più importanza saperlo.

Gli alieni… riesco a colpirne ancora uno, me li sento col fiato sul collo.

Sento che è finita. Cristo… NOOOOOOOOOOOOOO!!!!!!!!!!!!

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NOOOOOOOOOOOOOO!!!!!!!!!!!!

Merda! Proprio adesso è saltata la luce! Evidentemente troppi elettrodomestici accesi hanno causato questo.

«Riattivate il contatore, MINCHIA!!!» urlo infastidito.

Sono cosi arrabbiato che lancio furiosamente il joystick sopra la tastiera e con una serie di pugni, colpisco stizzito la scrivania. Le imprecazioni continuano a oltranza, tanto che ai miei genitori tutto ciò non passa inosservato ed entrano nella mia stanza squadrandomi con aria severa.

Non sopportano quando mi comporto cosi, in particolar modo mia madre, difatti è praticamente lei ad ammonirmi.

«Non ci piacciono questi tuoi scatti di rabbia, invece di perdere tempo con questi stupidi giochi, perché non vai a studiare?» Per poi aggiungere «È tutto il pomeriggio che stai davanti alla televisione, tra non molto è orario di cena, e i compiti non si fanno da soli!».

Mamma è visibilmente seccata pure con papà, tanto da esporgli la solita tiritera fritta e rifritta.

«Ero contraria all’acquisto di questo… coso, e dire che lo sapevo!» e indicando con l’indice il computer «Tutto il santo giorno a giocare e a imprecare, altro che utilizzo didattico, ha pure cominciato a studiare di meno!»

«Parola mia, se quest’anno ti bocciano e ti faranno ripetere la prima media, prendo questo aggeggio infernale e te lo lancio dalla finestra con tutte le cassette!» rivolgendosi a me con un tono minaccioso.

Resto inerme, mi pento dell’incazzatura avvenuta poco prima, in qualche modo potevo benissimo evitare.

Fortuna che ho un papà mite e le fa un cenno con la mano per invitarla a calmarsi.

«Tesoro va bene dai… ci parlo io a sto testa di brioches, aziona per favore il contatore della luce e torna in cucina per preparare la cena, una soluzione si trova!»

Mamma esce brontolando dalla mia stanza, per poi placarsi e ritornare tranquillamente alle sue faccende.

«Guarda che ti ho acquistato il Commodore 64 anche per giocare e non SOLO per giocare!»

Non so cosa dire e gioco la carta del silenzio.

«La mamma ha ragione, per cui ti do un avvertimento: o studi oppure sarò costretto a smontare il computer e a rimetterlo nella scatola fino all’estate, ti ricordo che siamo agli inizi di Gennaio... » mi seguita a dire con un tono abbastanza duro.

Oh no! Papà per quanto possa essere buono come il pane, ha la tendenza di essere di parola, non mi resta che assecondarlo.

«Va bene, va bene, va bene… studio, studio e poi prima che saltasse la corrente, effettivamente era inutile arrabbiarmi, tanto ero praticamente spacciato!»

Papà in ambito videoludico pur essendo privo di concezione, riesce ad ogni modo ad afferrare quel “ero praticamente spacciato” e si limita a dirmi soltanto una cosa.

«TU sei spacciato se non studi! Forza, vai di corsa a studiare, ancora ce ne vuole per la cena e mi raccomando!»

Esce anche lui dalla mia stanza e rimango a riflettere.

I miei pensieri si orientano non tanto sulle parole dei miei genitori ma su quanto mi ero profondamente immedesimato in Space Invaders, che tra l’altro si tratta della versione “Limited Edition” la migliore edizione in commercio. 

Mi ero sentito come un vero pilota spaziale, pronto a difendere la Terra fino alla stregua, e a saggiare in un certo senso sulla mia pelle, il brivido della tensione.

Un videogioco praticamente senza trama (o perlomeno super esilissima) e io con l'immaginazione ero riuscito addirittura a ricrearne una, si insomma una sorta di film mentale.

Mai nessun videogame a parte questo, era riuscito a trasportarmi cosi intensamente. 

Ora però non mi resta che seguire il consiglio di papà, apro lo zaino senza la necessità di prendere il diario in quanto i compiti da fare so già quali sono, per la precisione alcuni esercizi di grammatica e una serie di espressioni matematiche.

Che culo! Oggi a scuola non ci hanno caricato di compiti, per cui mi limito ad estrarre dal mio Invicta due libri, due quaderni e una penna nera.

Eppure la voglia di ritornare a giocare è troppa! Mi è venuta un’idea dir poco grandiosa!

Dato che è ritornata la corrente, accendo il Commodore 64, apparendo cosi la schermata blu del sistema operativo e dopo una serie di passaggi che conosco ad occhi chiusi, carico il gioco.

Con molta pazienza devo sorbirmi il solito e immancabile tedioso caricamento, costituito da strisce colorate psichedeliche in rapido movimento e accompagnate da un effetto audio abbastanza stridulo, somigliante vagamente al rumore di una cascata. Paradossalmente è proprio il caricamento che si rileva la soluzione giusta su ciò che ho in mente. O perlomeno la soluzione giusta per oggi.

Di soprassalto vengo colto da mio padre.

«Non ti avevo detto forse di studiare?» È davanti alla porta della mia stanza visibilmente seccato «Mi sa che presto quel computer lo vedrai col binocolo!»

È ritornato a rompere, ma so io come fregarlo.

«Papà, se guardi bene, ho qui sul tavolo i compiti da fare e sono pure pochi, siccome bisogna aspettare circa tre quarti d’ora per terminare il caricamento del gioco…» gli espongo e schiacciandogli un occhiolino «Nell’attesa mi faccio i compiti!»

Ride sardonico e decide di lasciarmi stare.

Sono o non sono un fottuto genio?

 

Seconda edizione

Prima edizione: 17 agosto 2016

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Il truffatore

Incipit

21 April 2019

Sono un bugiardo, uno di quelli senza scrupoli, lo ammetto. Non parlo di piccole bugie, quelle che comunemente si chiamano " bianche ", ma di menzogne serie, in grado di causare danni e dolore alle persone. Perché lo faccio? Ho iniziato per gioco ed ero molto bravo, poi però ho esagerato... mi [...]

Tempo di lettura: 1 minuto

  • Francesca: Ciao a tutti e grazie per aver letto nonostante la giornata festiva e auguri [...]

  • Giuseppe Scilipoti: Dalle mia parti, nel messinese, fanno le cosiddette pizze bianche, ovvero pizze [...]

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Parodia di "La canzone del sole" di Lucio Battisti

21 April 2019

Le bianche tette/ gli occhi azzurri e poi/ le tue chiappette sode/ e la peluria tra le gambe tue/ la prugna ancor più rossa/ E la brandina rotta dove noi/ già scopavamo piano/ e le tue cosce e l'eco dei tuoi dai,/ si dai/... mi stai facendo venire/ Dove sei andata, cosa hai fatto mai/ Brutta [...]

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Civico 21 - 1/4

Prima parte

21 April 2019

Scriveva, scriveva, scriveva… lavorava ininterrottamente. Una confusione tremenda quella mattina. Aveva tantissime nuove pratiche da gestire che, sommate a quelle che non era riuscita a smaltire nei giorni precedenti, facevano aumentare vertiginosamente la mole di lavoro. Intanto, in basso a destra [...]

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La prima volta al mare - 2/2

20 April 2019

In testa voleva mettersi un cappellino, ma non l’aveva trovato. Aveva i cappelli lunghi sciolti e con quelli si copriva il viso. Era tempo di rientrare, il sole scottava nonostante fosse presto. Il riverbero del mare aumentava il potere riscaldante, forse poteva arrischiare di bagnarsi i piedi, [...]

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Come respirare

20 April 2019

Se il tempo non si fosse fermato a raccontarmi i tuoi occhi il vento gelido mi avrebbe portato via come terra. Ma le tue dita come radici intrecciate alle mie mi hanno aiutato a resistere alle tempeste. Ora ti guardo come non ho fatto mai perché tu mi sommergi con il tuo amore e poi mi lasci sulla [...]

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THE KILLERS

20 April 2019

Erano giorni che non usciva da quella stanza, quella squallida stanza in quella squallida pensione in quella squallida cittadina poco distante da Chicago, triste e dimenticata da tutti. E l'aveva scelta proprio per questo. Così sperava di farla franca. La Pensione della signora Hirsch, a Summit, [...]

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La prima volta al mare - 1/2

19 April 2019

Claudia non aveva dormito per tutta la notte, tanta era l’emozione di trovarsi in riva al mare. Era la sua prima volta. Lei aveva sedici anni e non aveva mai visto il mare così da vicino. I genitori erano rimasti a dormire nella camera che era stata prenotata per loro. Lei, invece, approfittando [...]

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Il quadro perfetto

19 April 2019

Nel momento dell'aurora il pittore arrivò sulla spiaggia. Il suo scopo era dipingere il momento migliore, quindi si era ben organizzato, con una macchina fotografica per provare l'effetto di ciò che vedeva una volta messo su carta, quindi aveva tutto il necessario per stampare in macchina. Il momento [...]

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  • ducapaso: Grazie Giuseppe, sempre troppo buono :-)
    Mi sono ricordato che bisogna [...]

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Acquisti

19 April 2019

1) Il robot umanoide di produzione tedesca del film "Grandi magazzini" 2) L'Amiga 500 3) Soldatini di plastica, compresi gli indiani e i cowboy 4) Un tubetto di bolle di sapone 5) Tutte le sigle dei cartoon cantante da Enzo Draghi e Marco Destro 6) Un lecca lecca gigante di Arale dell'Autogrill [...]

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  • flavia: Resta sempre frivolo così e fanciullesc vivrai a lungo felice

  • Giuseppe Scilipoti: Ciao Flavia, senz'altro farò come tu dici. Posso anche superare [...]

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Scalata

18 April 2019

Un tonante appello o cosa? Non si tratta dell'eco, ne sono sicuro. Le alture sono rivolte verso di me e hanno chiamato il mio nome. Mi sfidano a salire e a confrontarmi. Non sono un alpino e non dispongo della tenuta giusta. Che fare? Dai, posso farcela, stare fermo equivale a morire e io voglio [...]

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  • Walter Fest: Minchia che roba!!!... A parte il parallellismo con fatti intrinsechi e personali, [...]

  • Giuseppe Scilipoti: Ciao Walter, sono contento e soddisfatto del commento che mi hai lasciato. [...]

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Regalami una storia

18 April 2019

II vecchio si alzò a fatica, le ginocchia dolenti, un pacco di libri tra le mani. Come gli era venuto in mente di mettere ordine? Erano anni che le cose andavano avanti così, alla rinfusa. Per modo di dire, andavano avanti. Si guardò intorno. Un tempo era stata una bella libreria, non tanto grande, [...]

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  • ducapaso: Si. Confermo il commento di Francesca, ti prende e si fa leggere!

  • Giuseppe Scilipoti: Wow, un "Mi piace! convinto!
    Araba Fenice ci regala una storia, degna [...]

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Un'altra occasione - 3/3

18 April 2019

Si fermò a comprare un mazzo di rose, si sentiva di aver avuto una seconda occasione che voleva sfruttare al massimo. L'aver organizzato un fine settimana al mare, poi, sembrava cadere a pennello con i suoi propositi: si sarebbero rilassati lontani dalla routine quotidiana, lì ricominciare sarebbe [...]

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  • ducapaso: Mi sono sentito nei panni del fedifrago, non so se era più stretto il [...]

  • Francesca: Grazie cercherò di farlo!

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