Bene, adesso torniamo alle astronavi aliene, ma...

Cosa diavolo stanno facendo? Hanno cominciato a diventare improvvisamente velocissime, sparo in maniera ossessiva e riesco a distruggerne a malapena tre.

La situazione mi sta sfuggendo di mano, ormai prendere la mira è un eufemismo. Panico!!!

La Nave del Mistero non era altro che uno specchietto per allodole o forse no. Ormai non ha più importanza saperlo.

Gli alieni… riesco a colpirne ancora uno, me li sento col fiato sul collo.

Sento che è finita. Cristo… NOOOOOOOOOOOOOO!!!!!!!!!!!!

*********************************************************************************************************                   

 

NOOOOOOOOOOOOOO!!!!!!!!!!!!

Merda! Proprio adesso è saltata la luce! Evidentemente troppi elettrodomestici accesi hanno causato questo.

«Riattivate il contatore, MINCHIA!!!» urlo infastidito.

Sono cosi arrabbiato che lancio furiosamente il joystick sopra la tastiera e con una serie di pugni, colpisco stizzito la scrivania. Le imprecazioni continuano a oltranza, tanto che ai miei genitori tutto ciò non passa inosservato ed entrano nella mia stanza squadrandomi con aria severa.

Non sopportano quando mi comporto cosi, in particolar modo mia madre, difatti è praticamente lei ad ammonirmi.

«Non ci piacciono questi tuoi scatti di rabbia, invece di perdere tempo con questi stupidi giochi, perché non vai a studiare?» Per poi aggiungere «È tutto il pomeriggio che stai davanti alla televisione, tra non molto è orario di cena, e i compiti non si fanno da soli!».

Mamma è visibilmente seccata pure con papà, tanto da esporgli la solita tiritera fritta e rifritta.

«Ero contraria all’acquisto di questo… coso, e dire che lo sapevo!» e indicando con l’indice il computer «Tutto il santo giorno a giocare e a imprecare, altro che utilizzo didattico, ha pure cominciato a studiare di meno!»

«Parola mia, se quest’anno ti bocciano e ti faranno ripetere la prima media, prendo questo aggeggio infernale e te lo lancio dalla finestra con tutte le cassette!» rivolgendosi a me con un tono minaccioso.

Resto inerme, mi pento dell’incazzatura avvenuta poco prima, in qualche modo potevo benissimo evitare.

Fortuna che ho un papà mite e le fa un cenno con la mano per invitarla a calmarsi.

«Tesoro va bene dai… ci parlo io a sto testa di brioches, aziona per favore il contatore della luce e torna in cucina per preparare la cena, una soluzione si trova!»

Mamma esce brontolando dalla mia stanza, per poi placarsi e ritornare tranquillamente alle sue faccende.

«Guarda che ti ho acquistato il Commodore 64 anche per giocare e non SOLO per giocare!»

Non so cosa dire e gioco la carta del silenzio.

«La mamma ha ragione, per cui ti do un avvertimento: o studi oppure sarò costretto a smontare il computer e a rimetterlo nella scatola fino all’estate, ti ricordo che siamo agli inizi di Gennaio... » mi seguita a dire con un tono abbastanza duro.

Oh no! Papà per quanto possa essere buono come il pane, ha la tendenza di essere di parola, non mi resta che assecondarlo.

«Va bene, va bene, va bene… studio, studio e poi prima che saltasse la corrente, effettivamente era inutile arrabbiarmi, tanto ero praticamente spacciato!»

Papà in ambito videoludico pur essendo privo di concezione, riesce ad ogni modo ad afferrare quel “ero praticamente spacciato” e si limita a dirmi soltanto una cosa.

«TU sei spacciato se non studi! Forza, vai di corsa a studiare, ancora ce ne vuole per la cena e mi raccomando!»

Esce anche lui dalla mia stanza e rimango a riflettere.

I miei pensieri si orientano non tanto sulle parole dei miei genitori ma su quanto mi ero profondamente immedesimato in Space Invaders, che tra l’altro si tratta della versione “Limited Edition” la migliore edizione in commercio. 

Mi ero sentito come un vero pilota spaziale, pronto a difendere la Terra fino alla stregua, e a saggiare in un certo senso sulla mia pelle, il brivido della tensione.

Un videogioco praticamente senza trama (o perlomeno super esilissima) e io con l'immaginazione ero riuscito addirittura a ricrearne una, si insomma una sorta di film mentale.

Mai nessun videogame a parte questo, era riuscito a trasportarmi cosi intensamente. 

Ora però non mi resta che seguire il consiglio di papà, apro lo zaino senza la necessità di prendere il diario in quanto i compiti da fare so già quali sono, per la precisione alcuni esercizi di grammatica e una serie di espressioni matematiche.

Che culo! Oggi a scuola non ci hanno caricato di compiti, per cui mi limito ad estrarre dal mio Invicta due libri, due quaderni e una penna nera.

Eppure la voglia di ritornare a giocare è troppa! Mi è venuta un’idea dir poco grandiosa!

Dato che è ritornata la corrente, accendo il Commodore 64, apparendo cosi la schermata blu del sistema operativo e dopo una serie di passaggi che conosco ad occhi chiusi, carico il gioco.

Con molta pazienza devo sorbirmi il solito e immancabile tedioso caricamento, costituito da strisce colorate psichedeliche in rapido movimento e accompagnate da un effetto audio abbastanza stridulo, somigliante vagamente al rumore di una cascata. Paradossalmente è proprio il caricamento che si rileva la soluzione giusta su ciò che ho in mente. O perlomeno la soluzione giusta per oggi.

Di soprassalto vengo colto da mio padre.

«Non ti avevo detto forse di studiare?» È davanti alla porta della mia stanza visibilmente seccato «Mi sa che presto quel computer lo vedrai col binocolo!»

È ritornato a rompere, ma so io come fregarlo.

«Papà, se guardi bene, ho qui sul tavolo i compiti da fare e sono pure pochi, siccome bisogna aspettare circa tre quarti d’ora per terminare il caricamento del gioco…» gli espongo e schiacciandogli un occhiolino «Nell’attesa mi faccio i compiti!»

Ride sardonico e decide di lasciarmi stare.

Sono o non sono un fottuto genio?

 

Seconda edizione

Prima edizione: 17 agosto 2016

2
4
12

Un eroe del nostro tempo

aiutare gli altri

16 June 2019

Come più volte richiesto dall'amico Walter Fest, sempre alla ricerca di eroi, eccone uno dimenticato. Un pomeriggio di maggio caldo e assolato, siamo negli anni settanta, una bimba di quattro anni gioca sul balcone di casa con un piccolo aquilone, la mamma la sorveglia ma l'aquilone le sfugge [...]

Tempo di lettura: 2 minuti

  • flavia: Caro Scilyx, era da tempo he la storia covava e voleva uscire dal guscio, Walter, [...]

  • flavia: Sandro Amici, dovrò spolverare il libro di Kafka che giace dimenticato [...]

4
4
18

EternaMetro

16 June 2019

Quando con un fischio penetrante si aprono le porte è come se da un foruncolo se ne esca materia purulenta trattenuta per giorni. Veniamo succhiati fuori come interiora da un ventre bollente e buttati in corridoi dove la luce è tendenzialmente gialla, seguendoci l’un l’altro come acciughe, allo [...]

Tempo di lettura: 1 minuto

  • U1011: Molto bello Sandro e allo stesso tempo molto triste e realistico... uno spaccato [...]

  • Sandro Amici: Grazie a voi per essere passati a leggere

5
7
21

Il ladro

15 June 2019

Con movimenti decisi, ho appena piazzato sta Matusalemme in una sedia per poi bloccarla con una cintura. La vecchia mi guarda digrignando i denti e comincia a inveire contro di me. Mi dà del ladro e più volte chiama aiuto. Non è la prima volta che mi trovo in una situazione del genere, ragion per [...]

Tempo di lettura: 1 minuto

  • Francesca: Ciao Giuseppe i termini mi sembrano azzeccati per l'intento che avevi perché [...]

  • Giuseppe Scilipoti: Grazie Francesca, tu sì che ne capisci. :-) Comunque mi sembra di notare [...]

1
1
12

Inedia

15 June 2019

Ed è solo giorno, e già mi nutro d'alcol. Sono sdraiato nei tuoi occhi incantevoli Non mi rannicchio mai. È di nuovo notte E sono ancora lì. Passeranno le stagioni sarà come bere un bicchier d'acqua e forse scenderanno nuove piogge. Sarà come guardarti ancora. Torni da me e tornano le rondini, [...]

Tempo di lettura: 1 minuto

  • flavia: Domani è un altro giorno, si vedrà, come dice il poeta. Mi piaci

4
7
23

Colloquio

14 June 2019

Sua madre gli aveva stirato la camicia bianca. -Mettiti la giacca. -Ma è per un call center, non serve... -Tu mettila. In bagno certi giorni la chierica non si vedeva. Quella mattina brillava. Aveva preso il caffè in cucina, in piedi, mentre suo padre fissava La7. “Ora me lo chiede, [...]

Tempo di lettura: 4 minuti

  • Sandro Amici: Mi permetto di dissentire Francesca. Non confonderei “scorrevole” [...]

  • Francesca: Ciao Sandro io intendevo un'altra cosa.. uno può anche scrivere [...]

2
3
10

Shopping

14 June 2019

Il sole stava calando sull'affollata piazza, regalando un'aura di serenità: la primavera era una certezza, sebbene l'aria ancora fresca. Le due donne si incamminarono nella via del centro, che a quell'ora ancora pullulava del via vai dei turisti, oltre ai tanti impiegati che da poco avevano lasciato [...]

Tempo di lettura: 1 minuto

  • Giuseppe Scilipoti: Dolce far shopping. :-) Ho trovato carino questo componimentino, lo shopping [...]

  • Palilli: Grazie Flavia e grazie Giuseppe. Mi ha ispirato una amica che si è recata [...]

6
7
32

Non ci si può fidare neanche della morte!

13 June 2019

La tiro fuori da sotto il sudario! È lei, l’ho vista tre giorni fa mentre la sistemavano lì, sembra che nessuno s’interessi di lei, mentre io l’ho sognata tutti i giorni, è stato quell’attimo che mi è rimasto fisso nella mente, mentre le sistemavano la gonna che si era alzata quando l’hanno messa [...]

Tempo di lettura: 3 minuti

  • Dario De Santis: Grazie Walteruccio, lascia stare, è inutile, come diceva Bennato "tempo [...]

  • flavia: Sei sempre il solito pavoncello tutto coda raggiante, ma ti amiamo anche per [...]

3
3
10

UNIONE COSMICA

OM

13 June 2019

Non sarai più solo Ti ascolterò non solo con l'udito ma aprendoti il mio cuore. Non servirà parlare. Dall' incontro dei nostri sguardi sinceri, nasceranno spontaneamente, invisibili energie che faranno vibrare l'atmosfera di limpida magia... E tutto sarà pace dove attorno solo giace la dolce comunicazione. [...]

Tempo di lettura: 30 secondi

2
2
19

Che donna sei

12 June 2019

Che donna sei Che donna sei. Diversa direi o meglio una donna che non ha paura di mostrarsi. Di essere pazza dolce casta hot. Di essere se stessa. Capace di amare senza limiti. E di fartelo capire con un sorriso con una carezza con un bacio con un semplice " ti amo ". Che donna sei. Fai parte di [...]

Tempo di lettura: 30 secondi

4
8
23

180

12 June 2019

Giustina, Giustì, maronna mia, agge sentit’!? Agge sentit’ ca successo? Maronna mia bella, famme assittà ca me sent’ male, Giustina mia… Antonio vamme a pija nu bicchiere d’acqua…bella fresca Antò… Maronna, agge sentit’!? Nun ce posso credè… La 180, la 180, l’ hanno levata la… 180, la legge su [...]

Tempo di lettura: 3 minuti

  • ducapaso: (non avevo lasciato una opinione)
    la versione del 2012 aggiunge qualche [...]

  • U1004: Non sapevo esistesse una Molazzana in prov di Lucca. Per quanto uno inventi [...]

4
4
23

LA TONACA DELLA MONACA - Guido

11 June 2019

LA TONACA DELLA MONACA - Guido Guido non era mai stato uno studente modello, né un ragazzino sempre tranquillo. Andava alle elementari in una scuola di suore, in pieno centro storico. L'edificio era molto antico, un pezzo da museo non molto tenuto bene dalle 'sante donne'. Per lui era un [...]

Tempo di lettura: 1 minuto

  • Francesca: Un'infanzia tranquilla..

  • flavia: che tragedia dalla padella suore alla brace preti, non poteva andare peggio, [...]

5
9
21

Il tempo del ritorno

Recensione

11 June 2019

Misconosciuto film italiano datato 1993 dell’altrettanto (mi)sconosciuto Lucio Lunerti, che gira un film drammatico con lievissime venature thriller e mistery, che ha come cornice i post Anni di Piombo e misuratissime immagini di repertorio, forse ricreare ad hoc per il lungometraggio. “Il tempo [...]

Tempo di lettura: 1 minuto

  • Adalberto: Incuriosito dalla tua recensione ho cercato questo film "fantasma": [...]

  • Giuseppe Scilipoti: x Francesca: ammirazione anch'io per la mitica Giulietta. Chissà, [...]

Torna su