Lo stridere della chiave sulla carrozzeria fu come un pugno nello stomaco. Mi ero sempre chiesto come sarebbe stato, cosa avrei fatto se per pura coincidenza avessi assistito a quell'atto folle, assurdo, ignobile che così tanti stronzi sentono il dovere di compiere, rovinando senza alcuna ragione la bellezza di una fiancata lucida e integra.
E adesso ero lì, sul marciapiede, a dieci metri da uno di loro, testimone involontario del crimine: aveva semplicemente allargato un pò il braccio, senza nemmeno guardare l'auto, senza nemmeno rallentare, senza manifestare emozioni.
La mia furia esplose istantanea. Finalmente ne avevo beccato uno, di quei maledetti codardi. Mi sarei vendicato, gli avrei fatto passare la voglia di fare stronzate. Agii d'impulso: raccolsi un sampietrino e corsi verso di lui, furioso, con il braccio alzato deciso a spaccargli la testa. Lui si girò un momento prima che sferrassi il colpo. Esitai per un istante incrociando i suoi occhi spenti che si accesero di terrore. Il mio braccio rimase fermo, alzato sopra la mia testa, il sampietrino in mano, indeciso: non potevo certo ucciderlo.
Dolore sulla guancia sinistra. Lasciai cadere il sasso, piegai le gambe per sottrarmi all'attacco, misi la mano sulla guancia poi la guardai incredulo: sangue. Quel bastardo mi aveva sfregiato con la chiave! Urlai la mia rabbia e la mia frustrazione verso il cielo.
 

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26 February 2026

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25 February 2026

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