LA PRINCIPESSA E IL SUO COMPAGNO

 

Nella Valle dei Girasoli viveva una giovane principessa. Era bella ed aveva gli occhi azzurri come il mare calmo nelle mattine d’estate. Se ne stava sempre rinchiusa nel suo piccolo castello dove, protetta da mura imponenti, trascorreva lunghe e vuote giornate. Ogni giorno, sul far della sera, si affacciava alla finestra della sua stanza e con lo sguardo sognante si perdeva nel tramonto. Nel cortile di sotto si radunavano per l’occasione tanti corteggiatori. Indossavano abiti eleganti, sospiravano e ognuno cercava di conquistarla promettendole ricchezze e onori, viaggi emozionanti ed esperienze meravigliose. Nessuno di loro sembrava però catturare la sua attenzione. Per questo la principessa continuava ad essere sola e sempre più spesso si interrogava su cosa desiderasse davvero. Intanto il tempo passava e sul suo bel viso presto scese un velo di malinconia.

Ma una sera di pioggia bussarono al portone del castello. Lei sentì qualcuno che entrando pronunciava forte il suo nome. Si sporse dal ballatoio interno che dava sull’ingresso e vide un giovane con i piedi piantati a terra e l’aria spavalda. Non era né bello né ben vestito, tuttavia le mille candele del lampadario appeso al soffitto lo ricoprivano di una luce dorata.

– Principessa, vieni con me! – le disse senza perdere tempo. – Fuori c’è un mondo che ha bisogno anche di te. –

Lei era confusa, a tal punto che all’inizio non riusciva nemmeno a guardare negli occhi quello sconosciuto comparso all’improvviso. Poteva ordinare di mandarlo via e tutto sarebbe ritornato come prima, ma non lo fece. Era molto diverso dagli altri corteggiatori. La invitava a dare, non le prometteva di avere. Non c’era condiscendenza nelle sue parole e facendo irruzione in quel modo, le aveva dato una scossa che non le dispiaceva affatto. Un tenue rossore le colorò le gote nel momento in cui i loro sguardi si incrociarono e lei decise di seguirlo. Fu così che andò via, tra lo stupore dei cortigiani ed il gran fragore del portone che si richiudeva.

La principessa ed il suo nuovo compagno iniziarono a girare per le strade della valle, quelle che non si scorgevano nemmeno dalla torre più alta del castello. Passarono in piccoli villaggi dove la gente viveva ammassata in povere capanne. Si imbatterono in una ragazza di strano vestita che vendeva compagnia e tenerezze: aveva gli occhi azzurri come quelli della principessa ed era bagnata dalla pioggia. Incontrarono uomini cenciosi dalle lunghe barbe che si portavano dietro la loro casa chiusa in poche buste di plastica; giovani con le vene scoperte che si abbandonavano a gesti di morte; anziani che camminavano come ubriachi in compagnia di ricordi lontani; bambini offesi e genitori assenti. Fango e dolore venivano giù dal cielo, rendendo la notte più buia e tenebrosa. Il suo compagno si fermò e diede una carezza alla ragazza bagnata, ebbe una parola di conforto per gli anziani, raccontò una favola ad un bimbo triste e sorresse un giovane che non riusciva più a camminare da solo. E come il suo compagno, anche altre persone che lei non aveva mai visto a corte facevano lo stesso.

La principessa era sconvolta. – È tutto così il mondo fuori dal mio castello? – domandò.

– È anche questo – le rispose il compagno. – E quando i sogni si fanno grandi, aiutare chi ne ha bisogno è il modo migliore per realizzarli. Non conosco strade diverse per giungere alla felicità. –

– Torniamo indietro – gli gridò. – Questa vita non mi appartiene. –

– Va bene – le rispose lui ed in breve furono di ritorno.

– Non pensarmi più – le disse prima di separarsi da lei.

– Aspetta! – gridò la principessa, a lui che stava per allontanarsi. – Cosa dovrò fare per chiamarti un giorno, se lo vorrò? –

– Guarda in fondo alla tua anima, – le rispose – e se deciderai di tendere una mano ai più poveri e sfortunati, io lo capirò. Allora verrò di nuovo a prenderti e ti porterò via con me. –

L’indomani il cielo era tornato sereno. Nella stanza della principessa c’erano ancora le impronte di fango che aveva lasciato la notte precedente. Pensava e ripensava al suo compagno di viaggio, alla gente che aveva visto, a chi soffriva e a chi si prodigava per aiutarli. Alla fine concluse che era la vita di corte quella che non le apparteneva. Già trovava insopportabili il silenzio e la tranquillità del castello, adesso che sapeva che oltre quelle mura c’era tanto da fare e capiva che i suoi sogni erano diventati grandi.

A sera i corteggiatori della principessa della Valle dei Girasoli attesero invano che lei si affacciasse alla finestra. Le sue damigelle dissero di averla vista scomparire nei campi, tra i fiori, dopo aver udito bussare con decisione al portone del castello.

 

FINE

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