Ho l'abitudine di ascoltare le conversazioni degli estranei. Lo faccio semplicemente perché da un dialogo, dai gesti di una persona, dal suo modo di esprimersi o dal suo tono di voce, può nascere l'idea per una commedia, un racconto o una poesia. Ieri, mentre ero seduto tranquillo sul pullman che mi riportava a casa, ho avuto la fortuna – o forse la sfortuna – di assistere a un dialogo tanto sorprendente quanto rivelatore. Seduti l'uno accanto all'altra c’erano un uomo, sui quarant’anni, e una donna, la cui età sembrava simile. L’atmosfera tra loro era carica di tensione emotiva, una miscela di frustrazione, paura e amarezza che non si poteva ignorare.

La donna parlava apertamente della sua vita, raccontando con una voce mista tra rassegnazione e speranza le vicende familiari che l’avevano segnata profondamente: la separazione dal marito, le difficoltà nell’educare i figli da sola, le notti insonni e le giornate interminabili. Le sue parole tracciavano il quadro di una donna forte ma provata, colei che ha dovuto reinventarsi e portare avanti la famiglia contro ogni avversità.

Dall’altro lato, l’uomo sembrava perso in un vortice di angoscia. Con voce quasi tremante, confessava la sua disperazione per non aver ancora trovato una compagna. Parlava delle donne di oggi con un misto di rammarico e giudizio rigido: “Tutte irresponsabili, vogliono solo divertirsi,” lamentava, come se fosse intrappolato in un tempo passato in cui, forse, tutto appariva più semplice. Ma ciò che più colpiva era la sua profonda paura di restare solo, un terrore che il suo medico curante aveva chiamato “Anuptafobia”. Si sentiva smarrito all’idea di non avere una presenza accanto che lo guidasse, gli lavasse e stirasse la biancheria, gli tenesse compagnia nelle piccole cose quotidiane.

La conversazione si fece ancora più tesa quando la donna, con una punta di ironia ma anche di schiettezza, gli disse: “Se vuoi qualcuno che faccia tutto questo per te, trovati una cameriera, non una moglie.” Una frase semplice ma carica di significato, che colse nel segno. L’uomo, tuttavia, diventò sempre più disperato, ripetendo quanto fosse insopportabile l’idea di restare single, a tal punto da preferire la morte alla solitudine.

Quella scena sul pullman mi ha fatto riflettere profondamente su quanto sia complicato oggi costruire e mantenere relazioni affettive. Da un lato, la donna incarnava la realtà di molte persone che, nonostante le difficoltà, riescono a trovare una propria forza interiore; dall’altro, l’uomo rappresentava la fragilità di chi, rimasto forse imprigionato in stereotipi ormai superati, teme la solitudine ma non riesce a cambiare prospettiva.

La sua Anuptafobia era quasi palpabile, una paura viscerale che faceva emergere un bisogno di attaccamento profondo, ma che rischiava di diventare paralizzante. Forse la sua disperazione nasceva anche dalla mancanza di modelli relazionali sani, basati sul rispetto reciproco, sull’indipendenza emotiva e sulla condivisione autentica, non su ruoli rigidi e aspettative irrealistiche.

Quel breve scambio mi ha insegnato che la vera compagnia, il vero amore, non possono essere ridotti a un servizio domestico o a un ruolo prestabilito. La relazione è qualcosa di vivo, dinamico, fatto di crescita condivisa, di rispetto, di compromessi e, soprattutto, di responsabilità condivisa. E forse, per superare paure simili a quella dell’uomo sul pullman, bisogna prima imparare ad amare e prendersi cura di sé stessi, trovare dentro di sé la forza per camminare nella vita senza il timore paralizzante della solitudine.

In quel momento, osservando quei due sconosciuti, ho capito che dietro ogni paura c’è una storia, dietro ogni dolore un bisogno di comprensione. A volte basta ascoltare, senza giudicare, per cominciare a sciogliere i nodi che ci tengono prigionieri. E forse, proprio in quei silenzi carichi di significato, si nasconde la possibilità di un nuovo inizio.

Tutti i racconti

4
14
38

Il Giardino di Vetro

Breve cronaca di una mente fatta di luce.

11 October 2026

La luce entrava dalle inferriate come acqua filtrata attraverso il fango. Ogni mattina era uguale, eppure diversa — come le facce che comparivano e scomparivano dietro i vetri opachi del corridoio. Lei contava le piastrelle del soffitto. Centoquarantadue. O forse centoquarantatré. Il numero cambiava [...]

Tempo di lettura: 5 minuti

  • Guido Paonessa: A zeroassoluto: A volte il silenzio è la risposta migliore per un racconto [...]

  • Guido Paonessa: Grazie, Lo Scrittore. Hai colto l’anima del racconto: quei mondi paralleli, [...]

6
7
212

Voglio credere

11 October 2026

Voglio ancora credere ai sorrisi veri Quelli fatti camminando per strada A quel particolare, che spalanca labbra come bocciolo di fiore Voglio ancora credere a strette di mano vigorose Che non spaventano né dolgono Ma fan sentire vicinanza in una completa estraneità Voglio ancora credere [...]

Tempo di lettura: 30 secondi

  • Lo Scrittore: voglio credere che ci sia ancora la possibilità che questi desideri [...]

  • zeroassoluto: Mi spiace, ma io non credo più a questo.
    Ormai solo sopraffazione [...]

4
11
68

Vi narro della Gelosia

Quando l'insicurezza prende il posto della fiducia

10 October 2026

La gelosia è un sentimento antico, umano e complesso. Può comparire in qualunque relazione: tra partner, amici, familiari o colleghi. A volte si manifesta come una semplice inquietudine, un bisogno di rassicurazione, una domanda posta con apparente innocenza. Altre volte, invece, cresce fino a [...]

Tempo di lettura: 5 minuti

  • Rubrus: Be', restringendo il campo alle relazioni umane, alcune sono uniche e in [...]

  • petali_di_seta: Secondo me la gelosia è la manifestazione di un disagio verso la percezione [...]

5
11
107

I cipressi di Bolgheri

Ciò che è veramente importante

10 October 2026

Camminavo lungo il rettilineo di Bolgheri, di cui tante volte avevo ammirato la capacità di simulare, in modo bellissimo, l’infinito. Quel giorno, però, era diverso: avevo male al collo. A sguardo basso vedevo solo l’asfalto e, sulla sua superficie, l’alternarsi di luci e ombre, come in discoteca, [...]

Tempo di lettura: 4 minuti

6
7
60

IL TRENO DELLE CINQUE (2/2)

09 October 2026

Micia adesso se ne stava sulla porta, aspettando una carezza. Nell’orto comparivano i primi frutti. I fiori, davanti casa, erano uno splendore e a primavera inoltrata la voglia d’estate si faceva palpabile. Maria non aveva mai collegato le voci sul treno misterioso all’appuntamento enigmatico. [...]

Tempo di lettura: 4 minuti

  • Andrä: Originali e potenti le analogie >Treno/Morte/Caso<.

  • Dax: Bello e dolce.Like

5
5
35

Con le tasche colme di biglie

09 October 2026

Scappo da chi, sfida dopo sfida, ho privato pur dell’ultima sfera, nel pomeriggio più lungo e infuocato. Lui, un '58 due spanne più alto, umiliato davanti agli amici, già mi insegue, gridandomi dietro "Tanto ti prendo, se non oggi sarà domani". "No, oggi non mi acchiappi!" A casa, ansante e sudato, [...]

Tempo di lettura: 30 secondi

  • Lumi: Non si può dire che ti manchi il dono della sintesi, ma...
    perchè [...]

  • Domenico Caricasulo: bello, sintesi efficace di quel tempo diverso. bello!

5
9
92

IL TRENO DELLE CINQUE (1/2)

08 October 2026

“Sciò, sciò.” Ogni mattina la solita storia. Quella gattina si piazzava alla porta di casa e non c’era maniera di mandarla via. Non si sapeva di chi fosse. Sembrava ben nutrita, non aveva l’aspetto di un randagio. Non riuscendo a infilarsi in casa si acciambellava sullo zerbino fino a sera quando [...]

Tempo di lettura: 4 minuti

7
18
60

La misura del tempo

altri tempi

08 October 2026

Il cimitero del mio paese si trova sul lato destro della via nazionale che scende verso Isernia e sul lato sinistro salendo da Isernia verso il mio paese. Sembra una riflessione lapalissiana, ma, con il senno del poi, non è affatto banale. È chiaro che il cimitero è uno solo, ma quel che è da considerare [...]

Tempo di lettura: 1 minuto

  • Luca C: Per Rubrus e Lumi
    "e poi si guarda il cellulare mentre si guida, al [...]

  • Goccia: Luca C.: Bello emozionarsi del presente avendo un retaggio di emozioni antiche. [...]

8
12
107

Briciole

07 October 2026

Lei quasi appoggiò i gomiti sul tavolo, poi si ritrasse di scatto. «Non si appoggiano i gomiti sul tavolo!». Come un tuono, arrivarono nella sua mente le parole che sua madre le ripeteva ogni domenica a pranzo. Lui la vide smarrita, cercò di intuire quale fantasma l'avesse appena attraversata, [...]

Tempo di lettura: 1 minuto

  • Dax: carino.Like

  • Luca C: Quasi come loro, i dissuasori noi siamo capaci a distruggerli, e a posarci [...]

3
2
97

IL RITORNO DEL DINOSAURO

SANGUE E DENTI ROTTI NEL MIO DRINK

07 October 2026

Hi, qui è la Centrale Paranoica, quella di oggi potremmo chiamarla “ANCORA SANGUE E DENTI ROTTI NEL MIO DRINK”, vi piace il tema? Oggi torniamo a parlare di Frank Mooostro, ve lo ricordate lo stunt-man franato sputa sangue e kerosene? E la sua memoria da recuperare e l’incantevole Sissy ninfetta [...]

Tempo di lettura: 4 minuti

5
14
66

Il linguaggio delle pentole

06 October 2026

Alzatasi all’alba, Maria ha sfacchinato tutta la mattina per preparare un’enorme teglia di lasagne, con la sfoglia tirata ancora a mano. Eccole lì, profumate e invitanti, pronte a sfamare le quindici persone che compongono la sua numerosa famiglia, generi e nipotini compresi. Ha sempre avuto una [...]

Tempo di lettura: 2 minuti

  • MaricaR: Grazie Riccardo, col il tuo commento mi hai fatto ricordare tante altre cose [...]

  • Goccia: Vuote le pentole, vuoto l'animo di Maria. Quando l'intenso passato [...]

5
8
48

Bruno

06 October 2026

Sono le due di notte, Bruno è sul balcone di casa in cerca di fresco. Davanti ha un piccolo spazio con una manciata di alberi mezzi bruciati, quelli del posto lo chiamano parco. Alla sua sinistra una sequenza di palazzine popolari. Bruno è un settantenne ex operaio telefonico, pensionato da poco, [...]

Tempo di lettura: 5 minuti

Torna su