La sera di San Silvestro la città sembrava impazzita. 

Bottiglie stappate col botto, risate sguaiate che rimbalzavano nei cortili, rumori che i “barbari”, come li chiamava lui, avevano l’impudenza di definire musica... Pareva ci fosse l’obbligo di essere felici. 

Claudio non sapeva che farsene di quella gaiezza vuota e senza significato. Avrebbe trascorso l’ultimo dell’anno in casa, magari leggendo un libro o finendo quel puzzle accantonato da tempo.

Mancavano venti minuti alla mezzanotte. Guardò fuori e si convinse ad aprire una bottiglia e a mangiare una fetta di panettone, giusto per accondiscendere a quella smania del mondo. Avrebbe festeggiato ma solo per pochi minuti, poi sarebbe andato a letto. 

Abbassò lo sguardo sul tavolo e vide una formica, minuscola, che percorreva il bordo del piano. La osservò più da vicino e ne rimase affascinato. Le mise davanti una briciola di pane, ma la bestiolina la scansò con una certa eleganza.

Il tempo passava e la mezzanotte era superata da un pezzo. La formica ormai aveva imparato a schivare le briciole con grande abilità. Esitava ancora di fronte a qualche piccolo rompicapo, come un bastoncino di traverso o un bicchiere rovesciato, ma lo risolveva nel giro di poco e riprendeva il cammino. Così gli venne l’idea di darle prove sempre più difficili. 

Iniziò con una montagnetta di fiammiferi, ma lei li scalò uno a uno e, proprio sulla cima, si fermò girando la testina nella sua direzione, come per guardarlo per un istante prima di ridiscendere. 

Era stupito e affascinato da quello spettacolo. Mentre fuori i fuochi d’artificio scoppiavano ovunque, lì, in compagnia di una formica, ritrovava una pace quasi dimenticata. 

Dopo poco si ripeté quanto appena accaduto: quella cosina minuscola lo stava fissando e Claudio ebbe la certezza che fosse iniziato un dialogo silenzioso tra loro, una autentica connessione telepatica.

Poi un boato lo fece sobbalzare. Si svegliò di colpo con la testa pesante e la bottiglia svuotata.

Guardò il tavolo: nessuna formica, solo briciole di panettone, un bicchiere e la bottiglia.

In quel momento però accantonò tutto: “barbari”, musica stonata, botti, casino nelle strade… Per una sera in fondo era una realtà accettabile. 

O forse era quello che aveva sognato a renderlo sopportabile e sorrise sereno a quel fantastico inizio d'anno.

 

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