Quando la vide per la prima volta, ferma sul costone, il vento smise di soffiare. Una figura nera, esile, un brandello d’abito funebre impigliato a un albero secco. 

Gli dava le spalle. Una cuffia logora le copriva il capo. Le braccia, sottili e lunghissime, penzolavano come rami spezzati. Era lì, a pochi passi, eppure i contorni sfumavano, come un acquerello che colava.

Il sangue gli martellò nelle orecchie. Un verso roco, forse di un corvo, ruppe il silenzio.

Alzò gli occhi al cielo, ma tutto era immobile. 

Fissò il sentiero: la figura era svanita. Nessuna traccia. Solo un'eco, simile a un nome sussurrato.

Scosse la testa. La quota, forse. O la stanchezza. 

Riprese a salire, più lento, con la sensazione che il peso fosse diventato insostenibile. Era solo. Un tempo non lo era stato. C’erano state mani, voci e luci che accendevano la casa. Ora gli restavano solo stanze vuote e quel silenzio che corrode l’anima.

Aveva parcheggiato l’auto a Cervinia, senza lasciare messaggi o biglietti. 

Nessuno aspettava il suo ritorno. Nessuno lo avrebbe davvero cercato. 

L’oscurità stava calando. 

Il bastoncino scivolò su un lastrone gelato. Imprecò piano, ma non si fermò. Non voleva fermarsi.

E lei tornò. Più vicina. La veste ondeggiava come immersa in acqua. Gli occhi — ora li vedeva — erano due cavità vuote. Senza pupille. Senza fondo.

Un grido lacerante gli esplose dentro il cranio.

Vacillò. Eppure non provò terrore. Solo un oscuro sollievo. 

La conosceva, come si conosce un dolore che ti ha abitato troppo a lungo.

Le dita sottili si mossero in un cenno. 

«Vieni.»

Il richiamo gli pulsava nella testa, assillante.

E lui obbedì. Non per coraggio, ma perché non c’era altro da fare.

Ricordava il giorno in cui aveva perso Anna. 

Era giugno. Il telefono aveva squillato mentre correggeva i compiti. La voce all’altro capo parlava piano: un malore, l’auto contro un albero. Non aveva sofferto, almeno. Forse non si era resa conto di nulla.

Aveva provato a restare. Rivedere gli amici, dormire, mangiare, ma niente aveva più sapore. Ogni giorno era una stanza vuota. 

Un anno dopo, aveva lasciato la casa e cominciato a camminare. Sentieri, boschi, rifugi...

La montagna, almeno, non faceva domande.

Anni prima, sul Cervino, erano saliti insieme. Per questo l’aveva scelto per l’anniversario.

Dopo l’imbrunire, scese la nebbia: densa, viva. Gli strisciava addosso come un respiro.

Un rumore alle spalle. 

Si voltò: niente. 

Ma la certezza che qualcuno fosse lì gli serrava lo stomaco. 

Non era paura. Era attesa.

«Anna», mormorò.

La figura apparve a pochi passi. Vide le cuciture della veste lacera, gli orli consunti, sentì l’odore freddo di terra bagnata. 

La morte non era un precipizio, ma una soglia che si apre piano, senza rumore.

Continuò a salire. Avrebbe dovuto piantare la tenda, accendere il fornello, ma non lo fece. Non era quel riparo che cercava.

Nei giorni peggiori, aveva creduto di sentire la voce di Anna tra i rami. 

Ora non aveva dubbi.

«Sei qui?» 

La nebbia fredda lo avvolse, ma non ci fu risposta.

Aveva letto di luoghi dove la realtà svanisce e il confine tra vita e morte si dissolve. 

Memoria, colpa, dolore: tutto dissolto nel grigio. 

Forse il Cervino era davvero il varco.

Lei riapparve. Più vicina, più nitida. 

Avanzò docile, come in sogno. 

Il braccio della donna indicava l’abisso oltre la cresta. 

Lui annuì. 

Non urlò. 

Il suono che gli uscì dalla gola fu poco più di un sospiro. 

Il sospiro di chi, finalmente, torna a casa.

 

Estratto da “La Rivista della Valle”, cronaca locale – 10 agosto

È stato recuperato sul versante italiano del Cervino il corpo dell’escursionista disperso da sei giorni.

Si tratta di Lorenzo B., 48 anni, ex insegnante, residente in provincia di Milano. 

Vedovo, senza figli, era partito in solitaria da Cervinia senza avvisare nessuno.

Il corpo è stato rinvenuto alla base del Colle del Leone. Si ipotizza una caduta accidentale, le cui cause sono in via di accertamento.

A dare l’allarme i gestori di un albergo di Cervinia, insospettiti dall’auto rimasta per giorni nel parcheggio.

Tutti i racconti

0
0
7

Missione Perseo

23 June 2026

Il nostro viaggio ormai sta volgendo al termine: abbiamo superato la costellazione di Andromeda e siamo nella galassia che porta il suo nome. Mi sono svegliata dal sonno indotto nella crio-capsula. Nella capsula il tempo non rallenta, si ferma, il sonno è privo di sogni, il corpo galleggia fra [...]

Tempo di lettura: 2 minuti

0
0
6

il signore dei gatti (2/3)

23 June 2026

Nella vita Felice era stato definito in molti modi. Non sempre in maniera lusinghiera o edificante. Però doveva ammettere che non gli era mai capitato di sentirsi etichettare come: il Signore dei Gatti. Era un titolo oggettivamente ridondante. Uno di quei titoli con cui si rischia di montarsi la [...]

Tempo di lettura: 5 minuti

2
3
21

Il signore dei gatti (1/3)

22 June 2026

Anche per chi, come Felice, viveva la tranquilla vita di campagna, ogni tanto succedeva qualche variazione sul tema. Fatti curiosi, divertenti, teneri. Piccole cose che, forse, valeva la pena raccontare. Una sera, mentre camminava con i cani lungo la strada, vide in lontananza tre figure venire [...]

Tempo di lettura: 2 minuti

3
6
20

il piccolo raggio di sole

22 June 2026

Come tutte le mattine, il Sole si alzava per illuminare il mondo e con lui tutti i suoi figlioli, i raggi. Dovendone rischiarare ogni più piccola parte, il proprio compito veniva diviso a seconda dell’età e della loro forza. I raggi più grandi combattevano nelle foreste amazzoniche dove, con la [...]

Tempo di lettura: 4 minuti

1
2
26

Fiumi d'inchiostro

La Dama Manto di Stelle

21 June 2026

La Dama Manto di Stelle ha svuotato il cielo lasciandolo spento. È stata dichiarata responsabile della sottrazione totale delle stelle dal cielo visibile. Aiutami a rimanere con i piedi per terra, prima che la gravità decida di non riconoscermi mai più. Dove sei amore mio? Le tue lacrime di pietra [...]

Tempo di lettura: 3 minuti

5
5
27

Gridare vorresti

21 June 2026

Se dici se fai se chiedi se aiuti non va mai bene. Tutto brilla in apparenza in profondità però è tutto nero tetro vuoto. Che fare ti chiedi continuare a sorridere o un muro erigere. Massiccio. Per sempre. No dice il tuo cuore. Per speranza per affetto o forse per pietà!

Tempo di lettura: 30 secondi

  • Dax: Per evitare discussioni si sta zitti....non sepre ba bene. like

  • zeroassoluto: Dipende da quanto è "duro" l'interlocutore; a volte, meglio [...]

6
6
50

Carne della mia carne

Un insegnante aggredito, un livido sul braccio e una cena dove la colpa viene cancellata. Storia di un fallimento educativo.

Miu
20 June 2026

Quando la scuola la chiamò, Elisa riconobbe il tono, quello che gli insegnanti usano per scaricarti addosso il problema prima che diventi legale. Non fece domande, prese le chiavi della macchina, chiuse la porta e uscì di casa. Mentre scendeva le scale pensò che dopo avrebbe dovuto ricordarsi di [...]

Tempo di lettura: 3 minuti

11
9
47

Autogrill

Liberamente ispirato alla canzone omonima di Francesco Guccini

20 June 2026

Quel giorno non aveva intenzione di fermarsi. Voleva arrivare in anticipo, senza deviazioni né distrazioni, all’ultimo appuntamento della giornata: consulente editoriale per una prestigiosa casa editrice, proponeva libri d’arte, raffinati e costosi, a un pubblico di nicchia. Un mestiere elegante, [...]

Tempo di lettura: 2 minuti

6
9
45

Primo mare (2/2)

Tratto da una storia vera

19 June 2026

«Già» convenne il vecchio continuando il suo lavoro. «Niente motori, GPS, niente bussole, niente sestante, fari, boe, mappe nautiche. Niente di niente. Da allora non è cambiato molto, in realtà». Si alzò lentamente, come un albero dopo una tempesta. All’uomo parve di sentire lo scricchiolio delle [...]

Tempo di lettura: 5 minuti

  • Teo Bo: Lettura delicata con atmosfere descritte con maestria. Un autore sempre all'altezza [...]

  • zeroassoluto: Bello!
    Bravissimo...

5
5
95

Eva alla Rocca

Storie di famiglia

19 June 2026

Eva arrivò alla Rocca tutta sudata, anche perché la sacca sulle spalle era piuttosto pesante. Mamma Rosa aveva calcolato tutto in base alla sua robustezza, ma il caldo e la salita avevano reso il carico più gravoso. Aveva già previsto gli abbracci e i commenti delle zie Metilde e Virginia e aveva [...]

Tempo di lettura: 1 minuto

4
5
37

Primo mare (1/2)

Tratto da una storia vera

18 June 2026

Era stato il primo mare, quello dell’infanzia, quello da cui s’innalzava il soffio vaporoso di Moby Dick e dove veleggiava Long John Silver cantando: “Quindici uomini, quindici uomini sulla cassa del morto”. Ce lo portava suo padre, anche d’inverno. Passeggiavano finché non arrivavano al molo, [...]

Tempo di lettura: 1 minuto

4
5
68

Salivo strette, ripide scale antiche

18 June 2026

Oltre la porticina erano corridoi, ricordo, con ampie vetrate affacciate sul cortile lastricato, attorniato da portici ai quattro lati. Ogni mattina, prima che la campana suonasse, la attendevo; e al suo apparire da quell'uscio, il cuore batteva forte e la parola mancava... Anche l’ultimo anno [...]

Tempo di lettura: 30 secondi

  • zeroassoluto: La mia Mariarosa della prima elementare alle suore... bionda con le trecce, [...]

  • Dax: Crescere a volte fa scomparire la magia...lime

Torna su