"C'è una notte, una sola notte all'anno, in cui le anime dei morti possono tornare sulla terra.”

"Ah” commentai cercando di celare una smorfia di incredulità.

"Si, tornano in forme umane avendo addirittura la facoltà di scegliere a quale età far rivivere le proprie spoglie mortali. Così accade che anime trapassate a ottanta o più anni decidano di far rivivere il proprio corpo nello splendore fisico dei propri anni migliori.”

 

"Interessante…" - lo incitai a continuare.

 

"Ricordo che tanti anni fa, a Natale mi ubriacai in una bettola nascosta in una viuzza nei pressi di Place des Invalides e siccome ero molto amico del guardiano del cimitero decisi di fargli un regalo… A quei tempi a Parigi era famosa una certa Madame Lagrange, un'obesa tenutaria, mezza algerina e mezza bretone, che per le feste aveva rinnovato gran parte della sua scuderia con arrivi dall'Indocina.
Da cliente assiduo e fidato insistetti parecchio perché potessi portare via solo per una notte due ragazze.

Una per me e l'altra per Moustache, il mio amico del cimitero.
Madame non poteva assolutamente dirmi di no, perché insieme a Moustache le avevamo fatto un grosso piacere facendo scomparire in un loculo antico il corpo di un cliente poco rispettoso a cui Lagrange aveva tagliato la gola con un profondo squarcio che andava da un orecchio all'altro.
Eravamo tutti e tre in fila indiana e stavamo andando da Moustache.
Diluviava quella notte a Parigi e io ero avvolto in una pesante cerata, il berretto a ripararmi dalla pioggia gelata e le due signorine che mi seguivano scagliando maledizioni a ogni pozzanghera in cui affondavano le loro civettuole scarpe da salotto di vernice rossa, entrambe con un bel tacco alto che  costringendole  ad una andatura innaturale le rendevano, ancora più desiderabili.

Eravamo quasi arrivati al pesante cancello di ferro battuto, della casupola di Moustache. Da una finestra una luce fioca illuminava l'oscurità. Mano a mano che mi avvicinavo diventava sempre più distinta una musica che proveniva dal covo di quel gran figlio di puttana del mio compare.  

Giunto alla porta incominciai a bussare.

«Mou, Moustache!»

Niente.
«Moustache...»
Niente.

La musica che veniva dall'interno ora che stavamo all'ingresso era ben chiara.
Era la quinta Sintonia di Beethoven che io conoscevo bene perché mi aveva sempre spaventato.

A me, che maneggiavo cadaveri a ogni ora, quei tre colpi alla porta mi facevano raggelare il sangue ogni volta che l'ascoltavo.
Battei inquieto l'uscio del custode del cimitero e la porta si aprì spinta dai miei colpi.
Intontito dal pastis, con un ghigno compiaciuto feci un cenno alle due Madamoiselle di entrare.

All'interno uno spettacolo incredibile: anime di donne bellissime aleggiavano a mezza altezza senza toccare il suolo, fasciate nei loro eleganti vestiti di velluto, viola oppure nero, come si addice a chi si inerpica lungo l'ultimo sentiero, si muovevano a mezz'aria. Pallide in volto e con un'espressione di scomposta ilarità...
Ridevano - monsieur le docteur - ridevano senza limiti, si lasciavano oscillare dalle note girando in vorticose piroette ballando abbracciate tra di loro e a turno con Moustache.
Anche lui, Moustache, rideva come un pazzo inebetito dalla musica e dalle risate. I suoi occhi, da ladro sempre pronto, erano normalmente attenti e mobilissimi, ma ora era come ipnotizzato... Una dama dai lunghi capelli lisci e color del rame lo prese sottobraccio e stringendosi a lui incominciò a muoversi a circa un paio di metri da terra, ruotando come si fa nel valzer viennese e ridendo e ammiccando al suo seno abbondante che la generosa scollatura oramai non tratteneva più.
Un'altra si avvicinò da dietro a Moustache, lo prese dalle braccia della Rossa e gli offrì, all'altezza dei suoi baffi,  la vista sorniona della petite chat noir che aveva tra le cosce scoperte da uno spacco laterale della gonna di tulle.

Venimmo presi per mano io e le due cocotte. Le due signorine furono risucchiate da un carosello di fanciulle festanti tra risa e gridolini audaci ed io fui sollevato da terra di circa un metro.
Bella, la mia dama pallida e mora di capelli, rideva di un riso contagioso che mi riempì di gioia e di una sottile, leggera eccitazione. I suoi capelli neri raccolti da un nastro viola esaltavano il verde luminoso dei suoi occhi.
Iniziai a ruotare abbracciato strettamente a lei, posseduto da una pace mai prima conosciuta.
Comunicavamo senza parlare.
I nostri occhi e le nostre menti si intendevano senza bisogno di articolare suoni.

Io ero lei. Sapevo tutto di lei. I suoi ricordi erano i miei. Le nostre vite si erano saldate fino a fondersi in una cosa sola. Ero stato il suo marito innamorato e devoto. Vivevamo a Parigi al tempo dell'imperatore Napoleone I.
Ero un soldato e quella era l'ultima notte prima di partire per un'altra impresa.
L'Empereur ci avrebbe fatto vivere altri giorni di gloria. In Russia, stavolta si andava lontano...
Adeline, la mia adorata Adeline, proprio non voleva che partissi.
Nei giorni precedenti mi aveva pregato disperatamente di trovare il modo di restare a Parigi ma nessuno di noi pensava minimamente che si andasse incontro a una così rovinosa sconfitta. 
Naturalmente Adeline aveva ragione... non sarei mai tornato a casa ma ora ci eravamo ritrovati ed eravamo felici. Incominciammo a baciarci furiosamente."

 

"Memorable” sussurrai finendo di suturare lo squarcio che un machete affilatissimo aveva procurato all'addome di quel galeotto in preda ormai al delirio.

 

Questo è quanto mi raccontò in punto di morte il detenuto Jean Gerrard, per lungo tempo mio assistente nell'infermeria de l'Île du Diable nei bagni penali della Cayenne nella Guyana francese l'anno 1923, il giorno 27 Novembre.

Dr. Dedecq, Jacques 

Docteur en médecine 

P.S. questo, per quanto l'abbia usato per più di cinquant'anni, non è il mio vero nome… anche io ho una storia da raccontare…

Tutti i racconti

0
0
2

Daredevil: plagio d'autore (4/4)

07 August 2026

Terzo giorno. La mattina il Tribunale Civile di New York aveva cambiato argomento, ma non umanità. «Causa numero 318. Risarcimento danni da infortunio stradale». Matt si alzò. «Per l'attore». Dall'altra parte, puntualissimo, comparve Furio. «Per il Comune». Il giudice lesse il fascicolo. «Il [...]

Tempo di lettura: 3 minuti

0
0
2

Un uomo solo

vendetta, solitudine, delitto

07 August 2026

ll suo nome era Calogero Inzolia, 72 anni, un metro e settanta, ora leggermente curvo per l’età, ma uno sguardo duro come uno che nella vita ha avuto pochi momenti di gioia. Portava un baffetto sale e pepe, capelli corti e radi, la pelle del viso rugosa e cotta dal sole. Le mani sembravano scolpite [...]

Tempo di lettura: 4 minuti

2
2
16

Daredevil: plagio d'autore (3/4)

06 August 2026

Il giorno seguente, il Tribunale Civile di New York offriva un'altra delle sue infinite rappresentazioni. «Causa numero 247». Matt si alzò. «Per la convenuta». Dall'altra parte comparve l'immancabile Furio. «Per l'attore». Il giudice sfogliò il fascicolo. «Dunque... compravendita di autovettura». [...]

Tempo di lettura: 3 minuti

4
6
29

Il delitto perfetto

06 August 2026

Le forze dell'ordine avevano perlustrato le rive del laghetto e i sommozzatori avevano scandagliato il fondo fangoso. Il pomeriggio del giorno prima erano arrivate alcune volanti a sirene spiegate; l'area era stata circondata, i pescatori del circolo erano stati sentiti sul posto e poi allontanati. [...]

Tempo di lettura: 4 minuti

  • Lo Scrittore: L'idea c'è, la descrizione pure, manca un po' di dialogo [...]

  • Dax: Carino...povero cane 😮.Like

3
3
23

Daredevil: plagio d'autore (2/4)

05 August 2026

L'allarme della gioielleria squarciò la notte con un ululato metallico. Tau parlò nell'auricolare. «Quinta Strada. Vetrine infrante. Un individuo armato sta uscendo con uno zaino pieno di gioielli». «Polizia?». «Quattro minuti». «Troppi». Daredevil si lasciò cadere dal tetto. Atterrò davanti [...]

Tempo di lettura: 2 minuti

4
6
31

Valentino vestito di nuovo

05 August 2026

Ore 8. Fai finta di non capire. Cos’è questo traboccare di cuori di cioccolata, peluche dall’aria attonita, caramelle con sopra appollaiati i fidanzatini di Peynet? Ma è San Valentino, la stupida festa nella quale devi per forza sentirti innamorata anche se non hai quindici anni, non li ha più [...]

Tempo di lettura: 4 minuti

2
5
19

Daredevil: plagio d'autore (1/4)

04 August 2026

Riassunto degli episodi precedenti (che potete leggere su LdM): Matt Murdock, alias Daredevil, avvocato cieco e supereroe dai sensi sovrumani, ha perso tragicamente Laura a Gotham City. Sconvolto, torna a New York, chiudendo una lunga trasferta. La pioggia aveva lavato Manhattan durante la [...]

Tempo di lettura: 3 minuti

2
9
25

La filosofia dell'ipotiposi

Un viaggio attraverso l'arte di dipingere con la parola.

04 August 2026

Nel vasto panorama delle figure retoriche, l’ipotiposi occupa un posto singolare, trasformandosi da semplice strumento linguistico a vera e propria filosofia espressiva. Ma cosa significa realmente "ipotiposi"? Come può una tecnica retorica nascere dall’esigenza di dipingere immagini vivide nella [...]

Tempo di lettura: 3 minuti

4
11
33

Gin tonic & Settimana enigmistica

Racconto breve di Giulia Soi per il #premiochinotto 2026

04 August 2026

Me lo ricordo come se fosse adesso. E non soltanto perché era il 21 luglio 2017 e io pensavo che facesse caldo, ma in realtà mi sbagliavo di grosso perché poi ci hanno pensato le nove estati successive a spiegarmi cosa si può arrivare davvero a intendere quando si dice: “Fa caldo.” Me lo ricordo [...]

Tempo di lettura: 3 minuti

4
5
29

Autocritica chiacchierosa

Mi spiego

03 August 2026

Io ho un difetto. Io ascolto. “Che bello! -direte voi- un uomo che ascolta! E invece vi sbagliate. Intanto perché tra “voi” donne non ce n’è una che mi abbia mai ascoltato. Secondariamente poi perché voi non lo volete veramente uno così, voi sognate l'uomo ideale che vi ascolta, lo sognate e non [...]

Tempo di lettura: 1 minuto

  • Owen: Ho sorriso pensando che il vero "difetto" del protagonista è [...]

  • zeroassoluto: "Siamo donne, oltre le gambe c'è di più..."
    ... [...]

5
6
35

L'alzato pollice

Un emoticon sibillino

03 August 2026

L'invasione degli emoticon nelle conversazioni digitali è un chiaro esempio di regressione civile e di ritorno ai geroglifici. Oltretutto gli emoticon rappresentano una fonte inesauribile di incomprensioni. Prendiamo ad esempio uno degli emoticon più utilizzati, l'alzato pollice in risposta ad [...]

Tempo di lettura: 1 minuto

3
2
27

Il baule della Zanna

03 August 2026

Non mi è mai piaciuto guidare e neppure la velocità mi affascina, anzi: superati i 140 km/h in autostrada mi sudano le mani; l’unica volta che mi sono spinto oltre è stato per seguire quel pazzo di Mario per arrivare in tempo a Medugorje, sollecitati telefonicamente a sbrigarci ché la sera ci sarebbe [...]

Tempo di lettura: 3 minuti

Torna su