«Brutta storia» dissi dopo aver guardato per l’ennesima volta il fascicolo. Lo avevo già fatto un sacco di volte, ma non contava. Scavi e scavi dentro le carte in cerca di un dettaglio che ti era sfuggito o di una prospettiva nuova, come un minatore in cerca di pepite. A volte le trovi.

«Dimmi qualcosa che non so» fece Christian.

«Il tuo stato di servizio...».

Lui alzò una mano per zittirmi. «Un’accusa di stupro è come una valanga. Una volta che è diventata abbastanza grossa non la fermi più. Non c’è masso che posta proteggerti o rifugio abbastanza vicino. Il mio stato di servizio è impeccabile, ma non servirà a niente. Lo sappiamo tutti e due e non perdere tempo dietro l’ammissibilità delle prove, la loro rilevanza o altre sottigliezze da avvocato. Lascia che ti dica una cosa...».

Fui io a interrompere lui. «Non sei tenuto...» “a dirmi se sei innocente” avrebbe dovuto essere il seguito. Nel novanta per cento dei casi, il cliente mente al proprio avvocato. A volte sapendo di mentire, a volte perché si convince di essere innocente sul serio. E io non volevo sapere se Christian mentiva. Non ancora.

«Voglio dirlo lo stesso» insistette lui.

Io m’irrigidii. «Sono qui solo per un consulto. C’è sempre il segreto professionale, ma...» “ma preferirei che tu non mi dicessi niente” pensai.

Christian non mollò l’osso. Era così da ragazzo, ma da adulto doveva essersi ammorbidito perché disse: «Va bene. Giungiamo a un compromesso».

«Mi piacciono i compromessi».

«Voglio sapere perché sei qui. Il motivo vero, non la storiella del consulto».

Inspirai. L’aria, nel giardino davanti alla villetta, sapeva di resina. Lo stesso odore di quand’ero ragazzo. Lo stesso odore dei tempi dei dinosauri. Era lì milioni di anni prima di noi e ci sarebbe stato milioni di anni dopo la nostra scomparsa.

«I vecchi tempi» risposi. Come spesso accade, la verità era semplice.

Lui prese il fascicolo, che conteneva gli atti e i documenti d’indagine nei confronti di Christian Gori, ispettore della polizia di Stato accusato di aver violentato una sedicenne, e lo mise da parte.

«Parliamo dei vecchi tempi, allora» disse.

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