Marylin ricordava sempre con un sorriso, quando molti anni addietro era caduta dalla cima del comignolo dentro il camino della vicina di casa, tutti avevano cominciato a chiamarla “Befana”!

Beh, certo non si erano sbagliati molto, era precipitata ricoprendosi di polvere di carbone nero, aveva addosso un vecchio grembiule e i capelli, che erano legati alla meglio, si erano scompigliati del tutto.

Il suo gatto, Willy, era sparito tra i tetti, e Marylin, che gli era molto affezionata, era corsa a cercarlo prima che le tenebre fossero scese nel piccolo borgo di montagna.

Joseph, il figlio più piccolo della famiglia Lagrange, stava  giocando sul tappeto antistante il camino e quando vide arrivare "la befana" non credette ai suoi occhi.

"La befanaaaaaa" urlò tra l'impaurito e l'incredulo e svolazzò per tutta la casa finché la sua mamma, Charlotte, non intervenne per calmarlo, Joseph continuava ad urlare e la trascinò fino al camino.

Anche Charlotte urlò, non pensava di trovare una persona estranea nel suo soggiorno.

"Aiutami Charlotte, mi sento tutta dolorante".

Solo a queste parole Charlotte riconobbe la sua vicina, e amica, Marylin, e una grande risata riempì la stanza.

Adesso Marylin aveva i capelli bianchi, il bastone per camminare e, di tutta la sua famiglia, le erano rimaste  foto bellissime che le ricordavano i momenti gioiosi della sua vita. Suo marito era mancato vent'anni prima e i suoi due figli vivevano lontano, venivano però a trovarla più volte all'anno. 

Joseph continuava ad abitare nella casa vicina, con Jennifer, sua moglie e con i loro due gemellini.  Charlotte non c'era più, ancora però, ad ogni Epifania,  Joseph invitava a pranzo la cara Marylin e tutti insieme rivivevano gioiosamente l'episodio di quando Marylin venne scambiata per "la Befana"

 

 

 

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