Mi sveglio e subito sui CD, oh. Non è mi suicido, ma sui i CD per la music, yo.

Faccio colazione con la zione, che è sia uomo che donna, e stamattina la gonna le donna.

Esco e chi incontro? Un prete, che mi dice -per te- e mi porge un’ostia, e dico -Ostia! Non sono neanche andato a messa, perché a me, sa, non piace la chiesa, anche se chissà!-

Pranzo insieme a una mia amichetta (che è un pezzo di pane come una michetta, e forse per questo la da come il pane) e le dico che la settimana scorsa ho incontrato la mia vecchia fidanzata, che non è vecchia, ma è di nuovo fidanzata, con un tipo che le ha finanziato un chirurgo per un naso fine e alzato.

Mi consola la mia amica, e non a torto mica, e dice -povero, vuoi far l’amore?- ma a me serviva un dottore, uno dotto, eh, perché mi accorsi che il prete, come pretesto, mi aveva dato l’ostia per rubarmi il portafogli, e mi viene un colpo e voglio fare un golpe contro la chiesa e quel farabutto, ma torno a casa perché dicono farà brutto.

Solo e triste mi sento un po’ mal, leggo Stendhal, e poi mi stendo là, sul letto, ma mi dimentico di spegnere il fuoco in cucina ed esplode la bombola, e io e la zione incontriamo la morte, il peggiore dei mali, insieme alla mia bambola con cui avevo sovente rapporti carnali.

L’amore avrei voluto fare con la mia amichetta in quel periodo, ma lei è un pezzo di pane e io, purtroppo, son celiaco.

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