Ragazzi seduti su muri di mattoni antichi e cadenti

L’autostrada al di là di quel fiume che trasporta schiume rosa, a volte blu

Macchine e camion senza una fine o un inizio

Acceleratori levano nell’aria nuvole grigie che offuscano la vista della città eterna

Alberi piccoli e grandi, a volte medi

Costeggiano le rive

Ma il loro verde è svanito da tempo e le foglie si sono appoggiate con la schiena all’acqua facendosi trasportare lontano da lì

Al loro posto compaiono buste di plastica

Di tutti i colori e dimensioni

Aggrappate ai lunghi rami

Quasi tramortite, lacerate

Una volta si vedevano le rondini nidificare

Ora sono andate via anche loro

Una strada 

Senza cartelli, né linee bianche o azzurre

Nessun riconoscimento, identità

Chi vive li da poco riconosce il colore dei palazzoni per arrivare

Ognuno ha il suo

Lo chiamano il quartiere Arcobaleno

Un genio chi ha coniato o forse troppo consapevole

Basta passare quel ponte sopra il fiume

Quello che separa la città millenaria dal quartiere “invisibile”

Arriva l’autobus 250 qui

È sempre di corsa, scarica facce stanche e bambini attaccati a seni delle madri, che ricordano esodi

Due volte di mattina e due di sera

Chiavi penetrano in serrature perlopiù divelte

Porte di ascensori hanno fatto da tela a graffiti suburbani

Qualcuno ha messo delle grate alle finestre

I vasi di fiori colorati le rendono meno prigione

Anche i reclusi hanno la loro dignità

Se si sale sulla terrazza di uno di quei palazzi la vista cambia, quando soffia forte il vento

Si riesce a vedere San Pietro, anche se a malapena

Se abbassi lo sguardo la visione del malaffare lotta con quella precedente

Il Paradiso e l’Inferno

O meglio un Purgatorio

Di quelli dove mettono chi deve scontare un peccato

Dove nessuno ha scelto di esserci

Dove tutti i giorni chi ci vive lotta 

Dove trovi chi impreca lo Stato o l’ultimo politico

Dove bambini, nonostante tutto, crescono felici, ma più velocemente dei quelli al di là del ponte

Dove  si ama

Dove, se per gli altri siamo “invisibili”, noi ci sentiamo vivi

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Tutti i racconti

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Il pianeta Ombra 3/4

25 February 2026

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Il Favo 1/3

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Ogni mattina, prima che il sole sollevasse il velo di luce sulla città, tutto si fermava per il Rito della Deposizione. Le strade si svuotavano quasi all’unisono; dagli edifici si riversavano gli abitanti di Favo-City, lasciando intravedere visi assonnati e occhi ancora velati dai sogni della notte, [...]

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Un ultimo drink

25 February 2026

Pioggia fine, insistente. Quella che non bagna davvero, ma ti entra lo stesso nelle ossa. Il bar quasi vuoto è illuminato da luci al neon stanche che ronzano piano. Damian è seduto sullo sgabello di sempre, gomiti sul bancone, sguardo perso nel fondo di un Coca e Rum. Ha cinquantaquattro anni, [...]

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Io sto con i cattivi

24 February 2026

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Come freccia di fuoco

24 February 2026

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23 February 2026

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Dove finiscono le paure 2/2

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22 February 2026

Spesso ho il sospetto che, mentre di notte dormo beatamente, un altro me si dia da fare in avventure che io non vivrei. L’espressione “cose che non sognerei mai di fare” è poco indicata nel mio caso. Purtroppo, per quanti sforzi faccia al risveglio, raramente riesco a ricordare cosa ho sognato; [...]

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