Non mi posso lamentare, ora. 

Lo so, come scrittore ho fallito. Prendere coscienza della mia mediocrità mi ha permesso di capire quanto fosse inutile insistere in quella direzione. Ci sono troppi scrittori e questo lo sanno tutti. Talmente tanti che hanno di gran lunga superato i lettori. Perché scrivere può anche essere un piacere ma leggere può diventare uno sforzo sovrumano, specie se il libro che hai per le mani è un tomo di 400 pagine scritte male e perfino noiose. 

Da quando ho capito che lo scrittore era un lavoro frustrante e a basso riscontro economico, sono passato dall’altra parte della barricata: oggi sono uno stimato lettore, ben remunerato perfino. Siamo ormai in tanti, passati all’esercizio passivo di leggere le cose degli altri. 

Sono gli scrittori stessi e le case editrici che mi riconoscono dalla grossa pin che porto sul bavero della giacca “I am a Reader”.  Così mi fermano per strada e mi offrono il loro libro pagandomi un tot a pagina affinché io lo legga ed esprima il mio giudizio su portali, riviste o siti specializzati. 

Se girate per strada anche ora, noterete che sono piene di scrittori che girano sudati con le loro copie stampate sotto braccio in cerca affannata di lettori a cui vendere una copia. 

No, diciamo che ora vivo da benestante e non mi posso certo lamentare.

Tutti i racconti

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Senza motivo (1/2)

24 September 2026

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un viaggio tra monasteri, vicoli e tradizione napoletana

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23 September 2026

Ho trovato il modo di rendermi felice. Ora è inutile che mormoriate come avessi trovato chissà cosa. Animando discussioni e invidie. Non potrete neanche rubarmi eventuali copyright. Non agitate anime con teste che al tocco risultano vuote. Lancerete anatemi sui social, che di sociale hanno ben [...]

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22 September 2026

Nota per i lettori: Questo racconto approfondisce le motivazioni e le origini della protagonista già incontrata in "Pedicure". «Giacomo è partito?» mi chiese uno dei ragazzini che giocavano a calcio nel cortile del condominio. «Avete di nuovo tirato il pallone contro la sua saracinesca?» «Sì, [...]

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Ho incontrato il bambino che ero

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La vecchia Emma aveva fatto scappare cinque badanti. La prima era durata più a lungo, ma, all’epoca, Emma riusciva ancora a tirare la sfoglia. Un velo sottile, attraverso cui, in controluce, si scorgeva la sua mano che conservava i calli da contadina. Poi, però, un ictus; leggero, ma il braccio [...]

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Cominciò a sentirsi in trappola. Sembrava che nessuno in famiglia potesse fare a meno del suo aiuto. si chiedeva finora come avessero fatto a tirare avanti, lui non c'era stato per quaranta anni. Non era certo questo che aveva sognato. Un sabato mattina, il figlio era a casa, la moglie non aveva [...]

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