Al tempo in cui questa storia si svolge, lo stato delle cose nel mondo era molto confuso, pullulava di poveri e ignoranti, di sudditi che ci sono, ma non sanno d’esserci, diavoli senza nome sepolti con quattro badilate di terra umida e due stecchi storti di quercia legati a mo’ di croce, anonima anch’essa come il vento che, in una notte di pioggia, se li porta via. Invisibili in vita, ancor più invisibili dopo morti.

   Un manipolo di questi sventurati viveva in un piccolo paesello tra i monti, in muri nudi di pietre e terra rossa, aggrappati su un declivio roccioso signoreggiato dal castello del Barone, unico signore degli uomini e delle cose là attorno. Lui sì che ne aveva di nomi altisonanti, senza dubbio, e titoli onorifici, e stemmi, e alabarde che ne avrebbero tramandata la nobile stirpe.

   Il castello e il parco annesso, invisibile e inaccessibile al popolo, erano considerati la meraviglia della zona.

   Quelli laggiù, invece, possedevano solo le stelle, lontane là in alto, nel cielo, convinti com’erano che le stelle non vedevano altro che i tetti di canne e fango del loro paesello tra i monti. Ah che notti di stelle! Era quella l’unica cosa che il Barone non poteva requisire, tutto il resto sì purtroppo. E mentre loro pagavano ogni tipo di gabelle che al despota venisse in mente di imporre, lui se ne stava lassù, circondato da una corte via via più numerosa e avvezza a feste e balli, ordendo nuove imprese militari alla conquista di altri feudi. La sua brama di potere era sconfinata così come la miseria dei suoi sventurati sudditi: scheletri costretti a scorticare una terra aspra, con tutto lo sforzo delle vertebre e degli spogli muscoli, rassegnati a riempire il granaio di quel vizioso padrone. Loro, esausti e derubati di tutto, avevano conosciuto fino in fondo la rinuncia.

   Durante una calda sera d’estate, mentre se ne stavano seduti sugli usci delle povere case, al buio, a rimirar le stelle e inventare innocenti e strabilianti favole - autentiche sirene incantatrici in cui ci cacciavano le sventure della loro vita - avvenne un fatto prodigioso. La luna, tonda e luminosa là in cielo, pian piano si oscurò e le stelle sfocarono e poi si spensero. Cadde su di loro un’oscurità fitta e orribile, un inaudito stordimento di vuoto. Non c’era più nulla e una nausea sconquassante assalì tutti quegli umili.

   In quella notte assoluta, su in cima, una sfarzosa luce disegnava la sagoma del castello, in cui si svolgeva una festa. Il maniero era zeppo di ospiti, brulicava di cavalieri, carrozze, lettighe, portatori e sfaccendati bighelloni, musicanti con trombe, violini e grandi tamburi, e dappertutto fiori rari e variopinti, lanterne di carta rosse e gialle accendevano quella notte deserta e nera.

   La misura era colma e un odio sconfinato assalì quei servi, là in fondo.

   Tutti pensarono subito che il Barone gli aveva requisito anche le stelle e crebbe in loro la rabbia. Ma erano troppo poveri e ignoranti per ribellarsi a quell’ignobile potente, proprio loro che erano ormai avvezzi a piegare le spalle a ogni nuovo sopruso, per cui la loro volontà di ribellione neanche questa volta fu usata e, come sempre, andò persa nel vuoto buio che li circondava. Ma stavolta la rabbia era tanta e più forte.

   Il prodigio fu che in un punto della nera volta celeste, privata della luna e delle stelle, il pulviscolo delle loro volontà si condensasse, facesse grumo, come l’impercettibile vapore acqueo si condensa in batuffoli di nuvole, sempre più dense e nere da cui, improvvisa, si scatena la forza del fulmine.

   Questo groppo solidificò attorno a sé quella rabbia diluita nel vuoto, e la coscienza di sé sviluppò una forza tremenda, divenne fiamma, formò un’enorme cometa di fuoco che attraversò tutto il cielo e si abbatté sul castello del Barone.

   Di quel castello e della sua corte non rimase che polvere e, col tempo se ne perse memoria, e c’è chi racconta che proprio in quell’istante nel cielo ricomparvero la luna e le stelle e quell’inutile casata che c’era scomparve, mentre i suoi sudditi che non c’erano, coi tempi che correvano, divennero consapevoli di loro stessi e, come per incanto, riapparvero. Finanche sulle loro tombe fu scritto il nome.

Tutti i racconti

1
1
8

L'uomo che dorme 2/2

30 October 2026

«…Adesso e nell'ora della nostra morte…». Ancora il finale dell’Ave Maria. Il battito del monitor cessò di essere un rumore esterno per divenire la pulsazione stessa del suo pensiero: un metronomo di metallo che misurava non più le ore del giorno, ma la distanza tra ciò che era stato e l’abisso.… [...]

Tempo di lettura: 5 minuti

1
0
6

La galleria

Storie in 280 caratteri

30 October 2026

Il treno entra a gran velocità in galleria. Dopo un'ora siamo ancora dentro! Il nervosismo si diffonde tra i passeggeri. Ad un tratto la luce del giorno. Un sospiro di sollievo generale seguito però subito da tante grida isteriche. Mi guardo le mani, sono quelle di un vecchio

Tempo di lettura: 30 secondi

0
0
6

La scoperta della televisione (2/2)

30 October 2026

Il ricordo più intenso della scoperta della televisione, quello che ancora oggi riaffiora con una nitidezza sorprendente, è legato a uno sceneggiato televisivo: L'isola del tesoro. Soltanto molti anni dopo avrei saputo che quello sceneggiato era tratto dal celebre romanzo di Robert Louis Stevenson. [...]

Tempo di lettura: 5 minuti

5
13
30

VECCHIO SCARPONE

Presepe fantastico

29 October 2026

Giovedì 24 novembre 2022: un pomeriggio sereno e stranamente tiepido mi invoglia a salire in montagna. I prati e i boschi mi chiamano. Abbandono la mulattiera e mi inoltro nell’ampio prato che fa da dorsale al monte; un boschetto di querce spoglie mi invita a curiosare, ma non ne ho il tempo. Tra [...]

Tempo di lettura: 1 minuto

  • Goccia: Rubrus ....Un difetto della statuina? Strano, non credo voluto .Nella tradizione [...]

  • Paolo Ferazzoli PRFF: Come un vecchio, con uno scarpone spaiato i tuoi nemici cercheranno di [...]

4
4
31

L'uomo che dorme 1/2

29 October 2026

«…Adesso e nell'ora della nostra morte…». Si era svegliato così, quella mattina. L’ultima riga dell’Ave Maria gli risuonava nella testa come un tarlo, ritmica e aliena, accompagnata da una fitta alla tempia sinistra che non accennava a mollare la presa. Anche sotto il getto caldo della doccia, [...]

Tempo di lettura: 3 minuti

  • Virginia Lupo: Buongiorno signor Dario. Come sta?
    Ho letto la prima parte del suo racconto [...]

  • U2130: Bello. Mi è piaciuto molto l'incipit del racconto. Geniale ...adesso [...]

2
4
23

La scoperta della televisione (1/2)

29 October 2026

Sembrano trascorsi secoli. Il mondo è cambiato così tanto che, a volte, faccio fatica a riconoscere quello di allora in quello di oggi. Eppure sono passati soltanto settant'anni. Computer, smartphone, tablet, videogiochi e droni appartenevano a un futuro che nessuno di noi avrebbe saputo immaginare. [...]

Tempo di lettura: 4 minuti

  • Paolo Ferazzoli PRFF: I like
    Bei ricordi di un mondo scomparso in cui pressoché tutti [...]

  • Eco: Non ho vissuto quegli anni, sono figlio degli anni Ottanta, eppure il tuo racconto [...]

3
4
36

Tre notturni

29 October 2026

Sbuffa il battello, scricchiola e cigola che il fiume risale a fatica. Dietro l'ultima ansa, finalmente, il villaggio: i vecchi alle reti, festanti i fanciulli, le donne a condire pietanze. E festa sarà. Si udiranno racconti di faune feroci, flore carnivore, paludi e agguati di tribù dalle più [...]

Tempo di lettura: 1 minuto

4
6
34

La linea d’ombra del 25 (2/2)

28 October 2026

Se avesse detto la verità, avrebbe costretto Vianello a prendersi la responsabilità di una decisione arbitraria. E Vianello non perdonava chi lo costringeva a fare il suo lavoro. Una nota negativa sulla scheda di valutazione annuale avrebbe significato addio al minimo premio di produzione previsto [...]

Tempo di lettura: 5 minuti

  • MaricaR: Ho pensato a quanti lavoratori si trovano in procinto di licenziamento. Neanche [...]

  • Rubrus: Le esternalizzazioni di solito portano guai dentro e fuori dalle aziende. L'aziendalese [...]

6
9
37

La Loggia dei Sillabonauti

Ovvero i segreti dell'Ordine della Sacra Sinalefe

Miu
28 October 2026

«Signora, può dirmi perché vuole separarsi da suo marito?» «Perché è un Sillabonauta.» Il giudice si pulì gli occhiali, li rimise e ripeté: «Un cosa?» «Mio marito appartiene a una società segreta di uomini che si riuniscono nei bagni dell’azienda per contare le sillabe.» «Ma la tradisce con un’altra?» [...]

Tempo di lettura: 5 minuti

  • MaricaR: Il racconto mi è piaciuto molto ma ho scoperto di essere una sillabonauta [...]

  • Rubrus: Be', con una moglie così, se il marito si facesse anche l'amante [...]

5
3
33

Il quaderno blu

27 October 2026

A cinquantacinque anni passavo molto tempo a camminare. Avevo perso il lavoro da otto mesi e le mie giornate seguivano un ritmo semplice: uscivo al mattino, raggiungevo il parco, camminavo per un paio d’ore e tornavo a casa. All’inizio cercavo ancora lavoro, poi le passeggiate erano diventate il [...]

Tempo di lettura: 2 minuti

  • zeroassoluto: Bello, bravo!
    Finale aperto e misterioso: quale segreto ci sarà?
    Like

  • Lo Scrittore: mai far diventare una abitudine la nostra vita, il destino potrebbe approfittarne, [...]

5
4
48

La linea d’ombra del 25 (1/2)

27 October 2026

L’orologio sul cruscotto segnava le sette e quarantatré. Fuori, il lunedì mattina non aveva colore: solo un grigio uniforme e denso che inghiottiva i palazzi, tagliato da una pioggia che non cadeva dritta, ma sferzava l’asfalto ad alzo zero. Claudio rimase seduto in auto per altri dieci secondi, [...]

Tempo di lettura: 5 minuti

  • zeroassoluto: Tagli, tagli, tagli, in nome del profitto.
    Del resto le aziende private [...]

  • petali_di_seta: Scritto molto bene. Si percepisce l'ansia da prestazione e il timore di [...]

4
6
32

Capolavoro

27 October 2026

Stava costruendo proprio un bel racconto, disteso sul letto ad occhi chiusi con la testa su due cuscini. Ha pensato molto alla sua storia, ha trovato i personaggi giusti, la scena adatta ed anche, come direbbero gli addetti ai lavori o presunti tali, il climax perfetto. Stava sorridendo. Ma… il [...]

Tempo di lettura: 1 minuto

Torna su