Aveva sognato come tutte le bambine di incontrare il principe azzurro, che sopra un cavallo bianco l'avrebbe portata nel regno della luce e della felicità, ed istruita secondo i valori cristiani, l'avrebbe sposata con un sontuoso abito bianco come dentro ad una nuvola. E aveva sognato infine che lei si sarebbe legata a quel principe per sempre, donatasi con fedeltà e rispetto reciproci. Ma i sogni a volte si sà, finiscono presto e si dissolvono come una bolla di sapone, che segui salire in alto e quasi vorresti afferrarla ma, nel momento che sembra quasi di raggiungerla, si disintegra, lasciando dentro un senso di sconfitta e di sconforto. Quale amarezza per quei genitori, che avevano costruito su quella figlia, il riscatto alle loro repressioni e speravano in un futuro roseo e pieno di felicità, vederla con il viso tumefatto ed in lacrime per quel convivente che, ubriaco, aveva sfogato la sua impotenza lavorativa sulla sua compagna, che un giorno diceva di amare. Nessun matrimonio religioso, solo quello civile, per regolarizzare un connubio che più che un matrimonio si era rivelato un contratto fra due parti, portatori non d'amore, ma di interessi civili. E la benedizione di Dio? Dov'era quando quei due avevano fatto all'amore la prima volta e continuavano a farlo senza la presenza sacramentale. Non può esistere un matrimonio senza Dio perché è in quell'amore che si rivela la santità di quel legame eterno che nessun uomo può sciogliere,  dopo che i coniugi hanno richiesto consensualmente  la presenza divina nel loro rapporto. Ora lei risentiva nel suo cervello le parole dei genitori, quando, preso atto della volontà della figlia maggiorenne di lasciare casa per convivere con quell'uomo, si erano opposti ma invano a quella decisione irriverente secondo i loro principi cristiani. Sentiva i rimproveri della madre ed il silenzio di un padre che non poteva intervenire se non con la sua sofferenza interna ed ora il mutismo provocato dal dolore. I lividi nel suo volto erano i segni di un mancato rispetto per quella fanciulla che aveva creduto in quell'uomo e che si era ritrovata fuori dal paradiso terrestre. Un abito bianco appeso e le nuvole nel cielo le ricordavano i suoi sogni caduti nel giorno in cui avevano deciso di rinnegare i valori cristiani e sperimentare una convivenza senza vero amore ma ricca solo di passione carnale e di grigiore sacramentale. Ora nei suoi sogni non c'era più il principe azzurro su un cavallo bianco ma un orco sopra un drago che volteggiava nel cielo della sua fantasia ormai violentata per sempre.

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