C'era sempre del fumo che si alzava in aria da quella parte del bosco;
proveniva dal comignolo della casa del taglialegna col grosso mazzo di chiavi.
In paese tutti lo conoscevano a quel modo; non sapevano niente di lui, neanche il 
nome, tranne che abitava da sempre in quella casa dentro il bosco e che portava 
sempre con sé attaccato al passante della cintura un grosso e pesante mazzo di 
chiavi.
Ogni tanto scendeva in paese a far compere, scambiava un qualche sorriso e si 
inerpicava per quei viottoli su verso il bosco subito dopo aver terminato.
Era di poche parole quell'uomo lì, aveva lo sguardo buono, una folta barba bianca, dei 
pantaloni di velluto e una camicia di lana grezza a quadri rossi e verdi.
Lo seguiva sempre fidato e attento il suo amico cane:
un piccolo bassotto dal pelo nero e lucido e con le zampe tartufate.
Erano buffi ma simpatici i due amici e ogni qualvolta si vedevano in paese i bambini 
in festa correvano ad accarezzare quel piccolo ma furbo cagnolino.
Su quel taglialegna da sempre si narravano leggende e racconti.
C'è chi diceva che era un eremita in cerca di pace, chi raccontava di aver sentito si 
trattasse di un monaco pentito, chi, i più fantasiosi, bisbigliava fosse un ladro fuggito 
non si sa da quale parte del mondo e nascosto proprio in quel bosco di castagne.
E le chiavi, quel grosso mazzo di chiavi sempre appresso, ne erano la prova:
servivano, a detta dei più chiacchieroni, ad aprire un baule nascosto in mezzo al bosco,
dove il taglialegna conservava la refurtiva. 
"Una refurtiva enorme…", qualche anziano un po' stravagante andava ripetendo.
Fatto sta che il simpatico taglialegna era un uomo buono, non aveva mai fatto male a
nessuno e anche il sindaco sorrideva al cospetto di tali immaginari racconti.
Ciò che incuriosiva più i tanti era sempre però quel grosso mazzo di chiavi che si portava 
appresso e che sviolinava note riflesse dal sole ogni qualvolta lo si vedeva in giro per le 
vie del paese.
Anche le massaie, al passaggio del taglialegna per le strade, ne avvertivano subito il 
rumore e correvano ad affacciarsi da finestre e usci.
Il mazzo di chiavi penzolava e rintoccava quasi come una campana e i più curiosi non 
perdevano tempo a correre di fuori. 
E lì a sussurrare alla comare e alla vicina: "Eccolo", "C'è il taglialegna", "Sta andando 
dal droghiere", "È fermo davanti la banca", "Chissà cosa starà progettando…"
E via via a chiacchierare e a fantasticare.
Era questa la vita di ogni villaggio o paese che fosse.
Ogni forestiero, ancor più non di passaggio, scatenava curiosità, racconti e narrazioni 
popolari più o meno fantastiche.
Il taglialegna col mazzo di chiavi non era mica stupido e nemmeno tanto sordo.
Sapeva del chiacchiericcio cui la sua persona era sottoposta, ma sorrideva sempre a 
ogni bisbiglio o sguardo dubbioso.
Era un uomo intelligente e di poche parole e faceva poco caso a ciò che diceva o 
narrava la gente.
In realtà il buon falegname aveva scelto tanti anni addietro proprio quel bosco di 
castagne perché amava la pace e voleva vivere in mezzo alla natura.
E dopo tanto peregrinare e peregrinare, si era imbattuto quasi per caso in quel 
castagneto meraviglioso e lì aveva deciso di costruire la propria dimora.
Aveva impiegato anni per sistemare quella piccola casa diroccata che aveva comprato 
non appena era arrivato in paese.
L'aveva ingrandita costruendo un'altra stanza di fianco dove potesse dormire; e dato 
che non poteva collegarla alla vecchia casa perché le vecchia mura erano tutte di 
pietra e indistruttibili, aveva messo una porta esterna. 
Dall'altro lato aveva costruito anche una stanza-falegnameria dove potesse il giorno 
lavorare e tagliare la legna.
E anche in quel caso, non potendo collegarla dall'interno alla vecchia casa per lo stesso 
motivo di prima, altra porta esterna.
Aveva anche costruito, ancora dal lato dietro della vecchia casa, un'altra stanza per gli 
ospiti e sempre per via del solito motivo precedente, un'altra porta esterna.
La vecchia casa era tutta di pietra ed era quasi impossibile buttare giù le pareti o farvi 
un buco, quindi il bravo falegname aveva pensato di ovviare l'ostacolo costruendo per 
ogni nuova stanza una nuova porta esterna. 
Ecco il motivo di tante chiavi raggruppate in quel mazzo e chiacchierate da tutto
quanto il paese.
Un bel giorno capitò che il povero falegname, non appena sveglio, sentì però un forte 
dolore di denti e consultandosi con il suo amico bassotto convenne, di malavoglia ma 
obbligato, di doversi recare nuovamente in paese in cerca di un cavadenti.
Il dolore era tale da non consentire nessuna altra decisione.
E così in quattro e quattr'otto, con la faccia gonfia come un canotto, ridiscese in paese 
e trovato un cavadenti si sdraiò sul suo lettino.
Era un uomo coraggioso il falegname, ma quando si trattava di mal di denti, anche il 
più forte degli orsi, se la dava a gambe levate.
Nel modo di sdraiarsi sul lettino per l'appunto, il famigerato e tanto chiacchierato 
mazzo di chiavi però, non si seppe come, cascò in terra.
Il cavadenti, anch'egli grande chiacchierone in paese, non perse tempo con un piede a 
spostare il mazzo di chiavi e indirizzarlo verso quella folta di curiosoni che guardavano 
dallo spiraglio della porta.
Neanche l'amico bassotto aveva fatto caso all'accaduto.
Era distratto e intento a litigare con un osso messo apposta lì all'angolo della stanza 
dal cavadenti per distrarlo dalle urla del proprio padrone non appena il dente dolente 
avesse cominciato a fuoriuscire.
Fu un attimo e tutti quanti fuori, non appena misero mani a quel mazzo di chiavi, di 
gran corsa si recarono nel bosco per scoprire i segreti del falegname.
Complice di tutto il cavadenti, che avrebbe distratto fino al ritorno di tutti quanti il 
falegname.
Come quando si va in processione, mezzo paese si recò nel bosco e, individuata la 
casa del povero falegname, aprirono tutte quante le porte e la rovistarono da cima a 
fondo senza però trovare nulla.
Era tutto quanto in ordine, il camino era ancora acceso e un usignolo poggiato su un 
ramo si chiedeva il motivo per il quale gli uomini fossero così stupidi e malpensanti.
Un dubbio però di colpo attanagliò tutti quanti:
le porte aperte erano quattro ma le chiavi erano cinque!
C'era qualcosa ancora che andava aperto ma non si trovava la serratura…

Tutti i racconti

0
0
3

Pedicure

… un giorno lontano in autobus…

21 August 2026

Quel vecchio la guardava con un occhio solo; l’altro non si capiva bene dove puntasse, ma quello buono era fisso su di lei. Si girò dall’altra parte e si spostò più in là. La fissava ancora. Sì. Anzi, i loro sguardi si incrociarono: o meglio, gli occhi di lei incontrarono l’unico occhio di lui. [...]

Tempo di lettura: 4 minuti

0
0
3

Gabriel

21 August 2026

Uno sguardo di troppo Un incontro forzato Uno sparo nel buio Una giusta condanna Gabriel do Santos anni 25 brasiliano, bianco, capelli biondi, pelle ambrata e corpo da efebo. Gesti gentili, ma occhi freddi e determinati. Ora era in piedi reggendo sulle mani il kit di vestiario che l’Istituto [...]

Tempo di lettura: 3 minuti

6
10
41

La donna volante

20 August 2026

Volava, volava, volava. Le bastava chiudere gli occhi, anche solo per un istante, e in quel buio lei poteva scorgere le nuvole, tutte intorno a sé. E mille giochi di luce le danzavano intorno, quando i raggi del sole si insinuavano in quel manto candido e soffice. Non importava chi ci fosse [...]

Tempo di lettura: 2 minuti

4
11
38

Che fare?

20 August 2026

Che condizione strana. Più mi fai felice più sono spaventato. E tu sei come me: sei spaventata. Come faremo a sapere come si concluderà tutto questo? Ci distruggeremo a vicenda, oppure ci salveremo l'un l'altro? Nel frattempo, però, che male. Quanto mi pesava il petto, sapendo che stavo costruendo [...]

Tempo di lettura: 1 minuto

  • zeroassoluto: Questi sono i famosi "bivi" che condizionano la nostra vita; se sei [...]

  • Mary: Ciao Leo, perché mai una vita senza sofferenza non è degna di [...]

4
4
41

SOGNO ALCHEMICO

19 August 2026

Nigredo Era calata una notte scura senza luna. Lui stava percorrendo il sentiero nel bosco con l'istinto di un animale selvatico. Il maestro gli aveva appoggiato la mano sulla fronte ed era rimasto in silenzio ad occhi chiusi a pregare. Alla luce di una candela gli aveva indicato la porta e lo [...]

Tempo di lettura: 1 minuto

  • Dax: carino....ma c'è un continuo?Like

  • zeroassoluto: Mi piace capire, like!.. da wikipedia:
    Magnum Opus (alchimia) - Wikipedia [...]

6
9
49

Zia Evelina

19 August 2026

Pomeriggio inoltrato di metà luglio. Squilla il telefono. «Pronto?» «Buongiorno, lei è il signor Gustavo Fiorito?» «Sì, sono io.» «La chiamo dallo studio del notaio Velasco. Dovrebbe venire venerdì prossimo alle 18 per comunicazioni riguardo alla signora Evelina Santorelli, deceduta un mese fa.» [...]

Tempo di lettura: 4 minuti

  • Rubrus: Ognuno ha il diritto di vivere come vuole: basta non far male a nessuno. PEr [...]

  • Riccardo: molto molto dolce! Un plauso ad Evelina, donna che non si è piegata [...]

7
7
57

Finché non verifichi

Anatomia di un'attesa

18 August 2026

La luce del frigorifero si accende. Fuori è buio. Resti con lo sportello spalancato senza prendere niente. Una bottiglia d’acqua, mezzo limone e un contenitore sigillato con la pellicola. Lo sposti di un centimetro. Richiudi. Sul tavolo il telefono si illumina. Lo raggiungi pensando sia lei. Non [...]

Tempo di lettura: 3 minuti

  • Ondine: Hai descritto perfettamente l'attesa di un amore perfetto distante e idealizzato [...]

  • zeroassoluto: Amore malato lontano dagli occhi, a senso unico.
    Amore sbagliato di chi [...]

5
10
41

I tempi della mia infanzia

Quando la famiglia e la comunicazione erano valori inestimabili

18 August 2026

Bei tempi quelli della mia infanzia: un mondo sospeso tra semplicità e calore umano, un’epoca in cui il senso di appartenenza al nucleo familiare e alla comunità era il vero tessuto connettivo della vita quotidiana. Ricordo come tutto ruotasse attorno all’amore genuino, al rispetto reciproco e [...]

Tempo di lettura: 3 minuti

  • zeroassoluto: Tempi passati purtroppo. Allora di giocava in cortile con tutti i ragazzini [...]

  • Gennarino: zeroassoluto: Grazie per aver letto e commentato. Buona serata.

3
4
38

Diario di una Mangiuomini – 17 Luglio 2XXX

17 August 2026

Caro Diario, sono un po’ di giorni che non ti scrivo. Sono stata... via. Ma finalmente ho raggiunto l’undicesima posizione! Certo quel mezz’uomo e mezzo piccione mi ha quasi messo alle strette con tutto quel... guano... Bleah. Mi si era pure appiccicato tra i capelli... Una delle battaglie più [...]

Tempo di lettura: 3 minuti

  • zeroassoluto: Le bambine devono essere addestrate al combattimento dalla nascita.
    Like

  • Anderwritten: Grazie a tutti del feedback!

    Rispondendo a Paolo: Più che "votata" [...]

6
7
51

Senza la logica della volpe

17 August 2026

Stamattina, appena alzata, ho subito realizzato che il piede sinistro non mi doleva più, dopo mesi di tormenti. Inoltre mi sono sentita piena di energia, un fatto estremamente raro per me. Ho cominciato addirittura a rassettare la casa, ancor prima di far colazione. Fatti oggettivamente mai registrati [...]

Tempo di lettura: 5 minuti

  • Dax: Carino ma ora?Senz'anima cosa farà la protagonista?Like

  • Rosa rosa: Grazie a tutti. Scrivo di getto in seguito ad un pensiero o lavorando su qualcosa [...]

2
1
63

Ballata De Baia Domizia

16 August 2026

Ballata De Baia Domizia Sulla spiaggia de Baia Domizia, osservo il mare: è calmo, nun dice bugie. Respira piano, come un vecchio blues. Accarezzato dalle ali dei gabbiani porta con se una nuova voce mentre Il vento passa leggero e si porta via questa vita mia. Questa sorte brucia dentro l’animo [...]

Tempo di lettura: 5 minuti

3
5
44

IL PARADOSSO DEL 12° SEGNO. LA BILANCIA, IL SEGNO CHE NON ESISTEVA NONOSTANTE THEMIS

Primo di tre contributi dedicati alla nascita del segno zodiacale della Bilancia

16 August 2026

Come fa il segno dell'equilibrio e della giustizia a essere un'invenzione artificiale e tardiva? Per capire la Bilancia dobbiamo scavare nel tempo prima del tempo, quando l'universo era governato dai Titani. Themis (Temi) non è una divinità olimpica comune: è figlia di Urano (il Cielo) e Gaia [...]

Tempo di lettura: 5 minuti

Torna su