Ho conosciuto “il mago” a una cena. Dal principio non avevo riposto nessun tipo di attenzione nei suoi riguardi ma si è seduto con prepotenza accanto a me e ha cominciato a parlare.

Davanti a me c'era l'alchimista dalla voce roca, mi piaceva il suo timbro e quando mi parlava di oli e spezie, di erbe e vino ero incantata, rapita, dai racconti e dal sapere, ma poi il mago mi ha imprigionata in una rete di risate e comicità intelligente che non potevo non ascoltare.

Il mago in paese lo chiamano “falco a metà” per via di un difetto congenito ad un occhio, quando l'ho saputo sono stata pervasa da una calda tenerezza. Lui fa di tutto per simulare grandiosità e freddezza, l'ho sempre sentito molto potente, un mio pari, uno che se volesse potrebbe distruggere, roteando il dito, ogni traccia d umanità e invece ammutolisce difronte ad una tale offesa... bambini che deridono altri bambini.

Io sorrido e mi tengo stretta la mia di bambina, la curo e la proteggo, e se qualcuno la tocca senza rispetto e attenzione non sono così buona come il mago, solo che non roteo il dito, io uso gli specchi e poi li infrango, divento cattiva. Poi mi pento eh, e arresto la mia ira, ma solo se davanti a me appare un altro bambino pieno di terrore. Se questo non accade, se difronte allo specchio vedo l'Idra o l'Arpia o peggio il Vampiro, allora distruggo tutto e con savoir faire giro il culo e me ne vado dalla parte opposta!

Ma il mago cova rancore e si vendica in altro modo, ha la chiave d’ accesso a tutte le informazioni e usa quelle chiavi per aprire le porte dei sensi. Non sa amare, non ne è capace, ma sa provare piacere nel competere e vincere, nel sottrarre le carni e mangiarle con lenta dovizia. Se il prezzo da pagare è alto il suo io accresce, ha una moglie che a suo dire non è così docile come era sua madre e che per dispetto gli nega il ristoro dell'alcova e allora lui cerca sguardi e consensi altrove, e li trova tra le meretrici più desiderose di denaro.

È intelligente il mago, non ho alcuna attrazione fisica per lui, la nostra amicizia è profonda quanto può esserlo quella trovata nei secoli delle mille vite e insieme potremmo affondare una flotta solo per riderci su, ma misuro il mio io dispettoso e lascio giocare il mago a esser grande, potente e vincente, mi ascolta parlare e tutto contento batte le mani, rovinando la sua voglia d esser freddo e indifferente. Come posso giudicarlo? Anche quando tira fuori tutta la sua invidia e il suo livore, come posso non vedere la sua parte sbieca, derisa, nascosta? E se un tempo eravamo due pazzi con una bacchetta magica, ora io cerco un equilibrio che mi renda umana, nonostante lupi, folletti, streghe, orchi e indovini vogliano tenermi incatenata nelle segrete stanze di un castello che non esiste piú.

Ma forse hanno ragione loro, in fondo sono Helene e se incontro maghi al posto di umani è per mio volere alla fine, anche se mi asterrei dal far disastri, son contenta d aver incontrato il mago e con lui le tante altre persone che mi fanno vedere quanto il mondo sia ricco di diversità da conoscere e comprendere.

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