Un cavalletto di legno chiaro, una chitarra senza due corde, un panciotto nero, una coppola nera, una fisarmonica con alcuni tasti non funzionanti e altri vari ammennicoli.

La delusione era sul volto di tutti i figli e questo non fece altro che accrescere la determinazione di papà di intraprendere quella strada, per poter dare del pane ai propri figli e vederli sorridere.

Sorrisi che la guerra aveva cancellato.

Il giorno seguente, dopo essere  stato nominato il suo assistente personale, caricammo il carretto, imbrigliammo l’asino, dato in prestito da Don Aurelio, e partimmo.

 

In quel periodo le piazze dove poter svolgere quel mestiere erano rare.

Normalmente un cuntastorie lo si poteva trovare in tutte le feste popolari, ma ancora la guerra ne aveva dimezzato le presenze, sebbene la voglia di uscire a cielo aperto e di incontrarsi della gente fosse tanta.

Passammo diversi paesi e incrociammo diversi bivi.

Un parroco che scendeva a tutta velocità da una stradina sterrata con la sua bici fece quasi spaventare il nostro fiero ronzino, ma tutto si risolse in un ragliato di rimprovero.

Venimmo così a conoscenza che a Palazzolo Acreide si svolgeva la festa della Madonna del grano.

Giunti in paese le decorazioni pagane (lustrini e striscioni) erano ridotte all’osso, ma la chiesa era tirata a lucido con il baldacchino pronto ad ospitare sulla sua cima la Madonna, che avrebbe fatto il giro del paese trasportata da dodici uomini vestiti di bianco.

Trovammo un angolo molto carino dove fermarci, era la casa tutta in pietra di un vecchio preside del paese, un tiglio che la percorreva nella sua interezza sembrava quasi ne lacerasse la facciata.

Con un fare quasi chirurgico papà estrasse il cavalletto di legno dove poter poggiare le sue pergamene disegnate e passandomi la chitarra da reggere si sedette su di un piccolo sgabello da lui costruito e normalmente usato in casa per poggiare i piedi quando erano indolenziti.

Mi mise in mano una sorta di bacchetta per poter indicare i punti salienti del racconto e lo spettacolo ebbe inizio.

Dapprima avvenne una cosa che mai avrei immaginato: papà, in una sorta di misticismo, iniziò a cantare una melodia triste e pian piano la musica della chitarra entrò con discrezione, combinando un vortice fatto di suoni e parole.

I primi curiosi si fermarono, mentre la gente del vicinato si avvicinava portandosi dietro una sedia per poter essere più comoda per l’ascolto. Io con la mia bacchetta, indicando i disegni della pergamena fatti da artisti siciliani a olio su tela, mi sentivo importante quanto un direttore d'orchestra.

La storia che si narrava era quella di un picciotto socialista ammazzato dalla mafia perché voleva equità  e pane per i braccianti che invece erano nella miseria più assoluta.

Ricordo ancora adesso,dopo tanti anni quella canzone, o almeno dei passi che ritengo sempre vivi e attuali.

*****************

 

Figghiu, tu mori ammazzato

(Figlio tu morirai ammazzato)

 

A Sciara li patrona, armi e dannati, ammazzannu a cu voli libertati

(i padroni di Sciara, dannati, ammazzano chi vogliono)

 

Dissi, la terra e' di cu la travagghia

(dissi, la terra è di chi la lavora)

 

Pigghiati li banneri e li zappona

(prendete le bandiere e gli zapponi)

 

C’e’ na liggi chi nun sbagghia e menti

(c’è una legge che non sbaglia e mente)

 

Dice, pani a li panzi vacanti

(dice, pane alle pance vuote)

 

Robbi a li nudi, acqua a l’assitati

(vestiti ai nudi, acqua agli assetati)

 

E a cu travagghia onuri e libertati

(e a chi lavora onore e libertà)

 

Tratto da: "Lamentu pi la morti di Turiddu Carnivali"

 

*****************

 

Quella sera non la dimenticherò mai, fu un esordio col botto.

La gente non smise di applaudire per un attimo, mentre le varie vecchiette riempirono più di un fazzoletto per le lacrime versate.

Le sere che si susseguirono ebbero anche altri risvolti, i temi trattati erano tantissimi.

O si narrava di Santi che compievano miracoli, o di storie d’amore travagliate, storie dove il bene trionfava sul male, storie epiche, storie cavalleresche o di feroci saladini.

Papà si inventò anche quella della vendita di foglietti con la storia raccontata e certe volte fermava quella recita sul più bello, fino a quando non erano stati venduti tutti, poi continuava con il finale della storia.

Tutta l’estate la passammo in giro e devo dire che gli affari andarono anche piuttosto bene.

Quando tornammo, c’erano soldi abbastanza da poter campare decentemente per un po’ di tempo e qualcosa anche per poter sistemare la bottega di papà.

Quando ripresi scuola lui ripartì da solo.

La sera davanti al camino diventavo io il maschio di casa e raccontavo dell’avventura avuta.

Quella sua gestualità, quella voce suadente e carica di emozioni le sentivo ancora così reali che mi accompagnavano per il resto della notte.

Ma avevo fatto anche tesoro di come un padre, per l’amore della propria famiglia, possa mettersi in gioco, scoprendosi un uomo diverso, un uomo desideroso di dare agli altri.

 

Figghiu, ti l’arrubbavu la bannera

(Figlio, te l’ho rubata la bandiera)

 

Matri ti suggniu e cumpagna sincera

(madre ti sono e compagna sincera)

Registrazione Istantanea Opzionale
Salta

Tutti i racconti

3
4
9

Mannaggia alla prostata

solo un occhiata proprio da lì

29 October 2020

-Tony, sbrigati accosta al marciapiede, fammi scendere al volo!- -Mario, aspetta un attimo, che è successo?- -Te lo dico dopo, dai accosta che non ce la faccio più!- Mario detto er benzinaro, sembra che sul sedile anteriore della 500 tenga sotto il proprio fondo schiena degli spilli manco fosse [...]

Tempo di lettura: 2 minuti

  • Walter Fest: Cari amici, prima di tutto cominciamo che mi cospargo il capo di cenere perchè [...]

  • Walter Fest: ahahahahahah...un altra cosa voglio dììì e la voglio dììì [...]

*********************

*********************

Spazio Pubblicitario

*********************

*********************

3
2
6

Goleador

29 October 2020

Dopo il vento della sera prima, il sole era tornato per riscaldare l'ultimo giorno di Febbraio. Erano circa le due del pomeriggio. Lui lo capì vedendo il piccolo Enea camminare sul piazzale per dirigersi verso il bar del centro. Di solito usciva sempre a quell'ora. Lo si vedeva entrare nel bar [...]

Tempo di lettura: 30 secondi

16
19
66

Spot Lemondrink - 2/3

29 October 2020

7) Red Flags Studios: Complimenti! Uno spot stuzzicante e benfatto, comparto audio e video qualitativamente eccellenti. Il motivetto entra facilmente in testa, tant'è che lo sto fischiettando in questo preciso istante. Comunque non mi sono ancora presentato: Mi chiamo Michele Santi, regista della [...]

Tempo di lettura: 2 minuti

  • Giuseppe Scilipoti: Grazie Aldo, un pollice su non può che tirarmi su, vuol dire che il [...]

  • Walter Fest: Scilipò come nel 2017...originale, geniale e apppasssssionato!!!!...ciao [...]

6
3
40

Bsl-4

In morte di Lobha White

28 October 2020

Faccio sempre lo stesso incubo da sette anni. Le mie gambe sono ricoperte da squame e non ho voce per urlare. Nuoto in fondo a una metafora e solo le parole sono la mia ancora di salvezza. Lobha White è morto, Jude. L'ho visto ieri mentre lo trasportavano su un pezzo di legno avvolto in una coperta [...]

Tempo di lettura: 1 minuto

15
16
84

Spot Lemondrink - 1/3

28 October 2020

Premessa: ciò che state per leggere è da considerarsi un testo sperimentale. Essendo un appassionato di tutti i generi cinematografici e televisivi, mi è venuta in mente un’idea balzana e di tramutarla in scrittura. Sognatore come sono, ho deciso di improvvisarmi regista e di caricare un immaginario [...]

Tempo di lettura: 4 minuti

  • Aldo Viano: Confesso d'aver letto (e poi riletto) prima la seconda parte. È [...]

  • Giuseppe Scilipoti: Ciao Aldo, confesso d'aver letto prima il commento su 2/3 :D
    Ti ringrazio [...]

2
0
7

La maschera

28 October 2020

Per un attimo levai la maschera e nessuno mi riconobbe. Chi era quell'uomo che lo specchio rifletteva? Ma certo, sono io, così come sono in realtà, con tutte le mie fragilità, le mie emozioni, le speranze, i sogni. Sì, io bambino, che giocava con l'aquilone sulla spiaggia e si sedeva a contemplare [...]

Tempo di lettura: 1 minuto

6
3
23

Strani incontri

27 October 2020

Ho incontrato un dentista sdentato insieme a un arrivista mai arrivato che venivano portati da un autista autistico a trovare un caratterista senza carattere che aveva sposato una ballerina sballata che aveva una sorella suora e un fratello molto fraterno che aveva un cane carnivoro e un gatto [...]

Tempo di lettura: 1 minuto

  • Rara avis: Grazie come sempre caro"Scilipotter" un vero maghetto del commento!
    In [...]

  • Aldo Viano: Dopo Giuseppe, impossibile commentare, lui è il giudice Masterchef dei [...]

*********************

*********************

Spazio Pubblicitario

*********************

*********************

2
3
9

Nuoce gravemente alla salute

27 October 2020

Quando la botta è arrivata non ho sentito male. Un colpo secco, come quando sbatti la capoccia contro una trave in soffitta cercando un attrezzo che sai essere proprio lì ad aspettarti, in agguato con la sua complice messa di traverso, per ricordarti di chinare la testa nella vita. Oppure quando [...]

Tempo di lettura: 3 minuti

3
3
35

Il falegname con il mazzo di chiavi - 2/2

27 October 2020

"È sicuro la chiave del baule!", disse il fruttivendolo. "Ne ero sicuro fosse un furfante", esclamò il calzolaio. "Che ti dicevo?" continuò la sarta rivolgendosi alla perpetua. "Dobbiamo fare tante buche nel bosco, recuperare la refurtiva e metterlo alle sbarre", si convinse alla fine anche il [...]

Tempo di lettura: 2 minuti

  • Aldo Viano: Gran bel pezzo scritto con lo stile di una favola alla "c'era una [...]

  • Bernardo Panzeca: Per Giuseppe
    Sarò ripetitivo ma leggerti è come a volte leggere [...]

2
2
16

Il principio d’invecchiamento

26 October 2020

“Non sono certo che ci sia una stretta correlazione tra il tempo misurato dell'età in comunione o la mia percezione dei valori dimenticati; alcuni disattesi anche da me, in verità. Il peso eccessivo di molte e assurde condizioni umane stringono, con sempre maggiore intenzione, i miei pensieri, [...]

Tempo di lettura: 2 minuti

2
2
26

Il taglialegna con il mazzo di chiavi - 1/2

26 October 2020

C'era sempre del fumo che si alzava in aria da quella parte del bosco; proveniva dal comignolo della casa del taglialegna col grosso mazzo di chiavi. In paese tutti lo conoscevano a quel modo; non sapevano niente di lui, neanche il nome, tranne che abitava da sempre in quella casa dentro il bosco [...]

Tempo di lettura: 5 minuti

12
13
56

Trincee

26 October 2020

Il lungo combattimento volgeva al termine assieme alla cacofonia di spari e grida. Il campo di battaglia era disseminato di corpi, molti dei quali aggrappati al filo spinato, gocciolando sudore e sangue tanto da macchiare l'erba di rosso. Si udì un ultimo sparo causato da una pistola di un agonizzante [...]

Tempo di lettura: 30 secondi

Torna su