Cosa c'è di più bello sedersi su una sdraio ultima generazione con tutti i confort all'ombra di un ombrellone di vera stoffa, con gli ultimi numeri di Topolino, Diabolik, Panorama ed Avvenire? Cominci a leggere con tutto il tuo tempo e mentre il venticello freschetto ti carezza il corpo, a poco a poco, ti abbandoni alle braccia di Morfeo e cominci a sentirti rilassato, mentre la mente si avventura nel mondo dei sogni. Tutto il rumore attorno scompare. E sei su uno yacht con tante amiche, il cocktail al sapore di fragola e il mare, quel mare azzurro che ha il potere di ristorarti dopo un anno di fatiche e di progettazioni. Sei in un clima di festa con tanta voglia di essere trasgressivo, di dimenticare il ritmo logorante della vita moderna. Sei libero da ogni preoccupazione è provi piacere, riposo, serenità, tutte cose che durante le altre stagioni lavorative hai desiderato e che purtroppo non sei mai riuscito a realizzare o a vivere. Rimani a contatto con quel mondo marino, la spiaggia, la musicherà con gli ultimi tormentoni del momento, rilassato, tranquillo, in estasi. Quando una voce straniera, con un italiano riconoscibilissimo sussurra: Massaggio, massaggio cinese, signore, cinque euro e ti faccio il massaggio cinese.

Fra il suono della voce ed il sogno appena in atto, il docente sembra essere invitato da una geisha bellissima, con i capelli di seta, immersa nel suo kimono (ma non è un abito giapponese?), con il suo viso di bambolona di porcellana come le matrioske che fanno bella mostra nella libreria della sua casa. E aperti gli occhi, si ritrova davanti un vecchietto con i baffetti, gracile gracile, che sorride e mostra un foglio con gli effetti benefici della pratica offerta. Il vecchietto continua: se non volere mie mani di uomo, ci sono quelle di mia moglie. E mostra una ragazzina abbastanza in carne, sudaticcia, che lo segue. Lei ha le mani di favola. Il docente dice: "no, grazie, no grazie" e il vecchio con la ragazza riprende il suo cammino sulla sabbia, recitando un rosario di parole in cinese incomprensibili, ma dal suo viso sicuramente non certo gentile verso il suo cliente mancato. Accompagna la coppia un aquilone alto nel cielo che, solo ora, si capisce essere trattenuto da un filo proveniente dal corpo del cinese. 

Il rumore delle onde, il brusio delle persone riappare. Intanto si avvicina un personaggio con una bottega portatile. Vende di tutto. Canotti e gommoni gonfiabili, secchielli e palette, cappelli di varia forma, foulard, palloni gonfiabili e supersantos, fasce per i capelli femminili e banda e di diverso colore. Una nave sulla spiaggia. Comprare, signore, comprare! Buon prezzo! Mauro non voglio niente! Che me ne faccio di questa roba? Comprare signore, c'è troppo caldo. Avere un po d'acqua fresca? Certo! E il docente si alza e preso un bicchiere di plastica offre il liquido rinfrescante al venditore. Niente comprare, per favore? Il docente si sceglie una bandana rossa, sì, ha voglia di questi colori sgargianti. E la indossa. Sembra Morgan il pirata. E la signora grassa accanto al suo ombrellone lo guarda e sorride con malizioso occhio. Il docente guarda esterrefatto. E ricambia il sorriso. Vuol dire che la bandana gli sta veramente bene!

Il sole picchia. E sotto l'ombrellone la frescura porta di nuovo il docente in vacanza a rilassarsi e a chiudere gli occhi. tatuaggio, tatuaggio, signore! L'artista del tatuaggio con le sue penne offre la sua arte. Ma quanto può durare il tatuaggio? Tre ore, tanto quanto seve per farsi notare in spiaggia. No, grazie, non mi piacciono i tatuaggio. Altro break di riposo prima che arriva un tipo che si guarda attorno, si siede e comincia ad estrarre collane da una sacca sulle spalle. Vere perle d'India! Eppure sono belle. Quanto costano? Trenta euri. Così cari? Se comprare, io fare sconto. Il docente riesce a strappare all'indiano una collana, la più bella, per quindici euro. La regalerò a mia moglie....
Nel frattempo arriva il "re della pullanca", che inscena un balletto e tira fuori da una pentola una pannocchia... Si mangia... Arriva il venditore di pane e panelle, quello dell'acqua, coca cola e granita ghiacciate, il pezzo di cocco, cocco bello, cocco fresco... basta, non se ne può più.

Il docente si precipita in acqua ed una pallina di spugna lo colpisce in testa. Ahi! Mi scusi, sa, la bambina non ha una buona mira. Niente non mi sono fatto niente E si tuffa per cercare di raggiungere l'orizzonte! Voglio tornare a scuola... voglio tornare a scuola. E comincia a nuotare fino allo sfinimento.

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La dieta

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20 June 2019

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Il galeone sommerso

19 June 2019

Una grossa medusa fosforescente passò lungo il ponte, i suoi tentacoli elargivano lenti colpi all'indietro, portandola a destreggiarsi con facilità sul relitto di un galeone che, ai tempi che furono, doveva essere stato veramente imponente nonché adatto per affrontare lunghi viaggi e mille battaglie. [...]

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19 June 2019

Ebbene sì, in quella scuola e in quell'atmosfera mi divertivo molto e, fra l'altro, sarei stato sempre promosso alla fine dell’anno scolastico e con buoni voti. A proposito di voti. Ricordo un’interrogazione in Diritto. La professoressa era una donna-bene delle zone panoramiche della città e [...]

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Parodia di "Il tempo di morire" di Lucio Battisti

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Bella fig....ta/ è già giovedì/ tutta rasata/ è lì che dice sì Mi lecco le dita/ Si te lo darei/ ma ho il pippo malato/ So che guarirei/ Non dire no/ non dire no/ non dire no/ non dire no/ Lo so che scopi un altro/ che ci posso fare/ sono un disperato/ Ma vai un po' a cagare!/ Perchè ti voglio [...]

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18 June 2019

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conosco un pianeta abitato da un mostro, ha una bocca immensa di kmq 3.750.000, dotata di 220.000.000.000 di denti, uno sviluppo intestinale di km. 75.000.000, tutti i giorni si alimenta kg 8.000.000.000 di cibo, lt 8.000.000.000 di acqua, brucia klcalorie 4.000.000.000.000 al dì, produce kg. 2.000.000.000 [...]

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Con movimenti decisi, ho appena piazzato sta Matusalemme in una sedia per poi bloccarla con una cintura. La vecchia mi guarda digrignando i denti e comincia a inveire contro di me. Mi dà del ladro e più volte chiama aiuto. Non è la prima volta che mi trovo in una situazione del genere, ragion per [...]

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