Il primo è stato l’aspirapolvere. Ha sputato invece di inalare.

Poi la lavapiatti ha cominciato a opacizzare tutte le stoviglie. Poi un piatto nuovo nuovo  è caduto giù dal pensile di taglio sopra il tuo piede. E l’albero è crollato un numero sospetto di volte con tutte le palle che si sono frantumate, e tu lì a ricomprarle come una cogliona a metà prezzo che ormai mancavano solo tre giorni a Natale.

Poi c’è stato il robot e hai avuto la conferma. Ha staccato a bella posta un pezzo di battiscopa, l’ha trascinato sul parquet appena fatto rilucidare e, con un chiodo, ha rigato tutto il pavimento. In modo coscienzioso, chiaramente intenzionale. Ora le rigature si vedono bene, sembrano ghirigori di una mano inviperita.

Il parquet… il parquet dove è successa la cosa. È successa lì perché era il posto più illuminato e occorreva luce per rasare il pelo, per inserire la cannula dell’ago in vena. È successa lì ma non doveva succedere lì, doveva essere sul letto, nell’incavo del tuo braccio, come avevi disposto, immaginato. Ma la realtà ci stupisce, ci previene, ci prevarica.

L’incavo del tuo braccio si è trasformato in un pavimento di legno mai abbastanza caldo. Le lacrime concepite c’erano, sì, anche tante, ma c’erano anche discorsi fuori luogo, convenevoli, mezzi sorrisi, e quel tentare di convincerti che è giusto così. Ti hanno dovuto chiamare persino perché ti eri allontanata, perché non eri dove dovevi stare, lì con lui, a stringerlo, a carezzarlo, ti eri arresa al fatto che le cose non stavano andando come avresti desiderato. E non lo hai abbracciato che dopo, quando la testa già ciondolava, quando gli occhi erano sbarrati, quando dalla bocca usciva sangue. Ma poco, non quanto avresti voluto e dovuto, non con quella rassegnazione, quella dolcezza sfinita e infinita che avevi avuto con gli altri, piuttosto con un senso di azione irrimediabile, crudele, fredda. Col senso di rendertene conto solo a cosa conclusa, col senso di non essere in pace con la tua coscienza, di  voler riportare le lancette indietro di un’ora e non farne più nulla.

Ti sei chiesta se lo hai fatto perché ormai era programmato, perché il veterinario aveva guidato per mezz’ora col tempaccio, perché non ce la facevi più a reggere l’agonia dell’incertezza, perché subentra un egoismo per il quale vuoi che tutto finisca, perché c’era da fare l’albero di Natale e venivano i parenti e tu, ancora, non avevi comprato nessun regalo.

È morto incazzato, ringhiando fino all’ultimo istante. Così, poi, di certo te l’ha fatta pagare, anche se ti ama ancora, anche se gli hai chiesto perdono mille volte. Perché di te si fidava come di nessuno, perché eri stata tu a salvarlo, ad allattarlo, perché non voleva morire anche se soffriva, perché voleva rimanere ancora abbracciato con te su quel letto e ti aveva messo la testa nella mano e si era pure sforzato di alzarsi, di mangiare, ti aveva fatto le fusa.

Ecco, da allora, le cose hanno cominciato a ribellarsi, a vendicarsi, si sono arrabbiate.  La punta aguzza di uno sportello ti si è conficcata nella caviglia come l’ago nella vena, il mouse saltella e cerca di sfuggirti come lui per tutta la casa mentre lo rincorrevano con la siringa e, alla fine, il robot si è incaricato di stuprare il pavimento.

Sì, forse qualche rumore strano lo avevi sentito, forse c’era stato il suono dell’allarme quando un oggetto rimane incastrato fra le ruote e magari potevi anche alzarti e andare a vedere cosa succedeva. Ma non l’hai fatto, non ti sei voluta accorgere, ti sei tenuta a distanza anche lì. E così quel chiodo del battiscopa non era più fra le ruote (zampe?) del robot, ma era come fosse fra le tue dita, stretto fra i tuoi polpastrelli, a graffiare e rigare e incidere.

E vendicare.

Tutti i racconti

1
1
23

Mi chiamo Chiara e ho 19 anni

10 March 2026

Da quando vivo a Bologna ho imparato una cosa: i portici proteggono dalla pioggia, ma non dalle pessime decisioni sentimentali. Me ne accorgo ogni volta che resto ferma sotto uno di quegli archi, con lo zaino sulle spalle e il cuore che batte più forte del traffico di via Zamboni. I mattoni sopra [...]

Tempo di lettura: 3 minuti

1
1
18

Aurora Che Deflagra

10 March 2026

Nel fauto soffio del tuo nome, appendo sul cuore il giorno d'amore della mia ambascia di seta come una giacca di luce, e il sorriso labile del primo sole che rischiara boccioli di emozioni, nel refolo d'attesa, impara, tra cumulonembi a respirare dal tuo passo, drappo magnetico che [...]

Tempo di lettura: 1 minuto

4
6
41

QUESTO CONDOMINIO S'HA DA RIFARE

Sfogo semi-serio ironico di un abitante di condominio urbano standard.

09 March 2026

Questo condominio s’ha da rifare Ma questo condominio è una gabbia di matti! Sicuramente, come ogni condominio che si rispetti, è una bella e brutta rappresentazione del variegato campionario di umanità, uno spaccato di vita per un curioso appassionato di studi sociologici. Tante tipologie di [...]

Tempo di lettura: 1 minuto

  • Maria Merlo: Ironico, ben scritto. Like.

  • Chichì: Grazie a tutti per aver condiviso i vostri punti di vista con spunti di riflessione [...]

4
3
48

Quasi cenere

09 March 2026

Lena aveva conosciuto Ivan su un vecchio forum di diorami che quasi nessuno frequentava più. Non sapeva nemmeno se Ivan fosse il suo vero nome. Lei era stata sincera: Lena, 35 anni, castana chiara. Quasi cenere. Il nome del supermercato dove lavorava come cassiera non lo aveva detto e lui non lo [...]

Tempo di lettura: 3 minuti

  • Lo Scrittore: Forse è stato meglio così, entrambi con la paura di provare delusioni [...]

  • Chichì: Bello, scritto in modo coinvolgente.

2
3
67

La partita infinita

08 March 2026

Due amici di pari forza sulla scacchiera, si sfidarono a una partita a scacchi. Decisero di non usare l’orologio, tempo di riflessione illimitato. La prima mossa del bianco fu due passi del pedone di Re. Superarono l’apertura uscendone in perfetto equilibrio di posizione e di pezzi. Nel centro [...]

Tempo di lettura: 4 minuti

  • Walter Fest: Pietro nei tag leggo: Divertente ed umoristico, spero non ti offenderai ma [...]

  • Lo Scrittore: l'eterna lotta personificata fra il bianco e il nero, il bene e il male. [...]

4
3
57

Dolore e Memoria

08 March 2026

Vent’anni fa un ictus ha portato via mia madre, un ictus emorragico che le ha causato la morte improvvisa, mentre la guardavo impotente. Con lei se n’è andata la mia confidente più preziosa e una grossa parte della mia forza interiore. Crescevamo in un mondo dove le donne dovevano ancora affrontare [...]

Tempo di lettura: 30 secondi

4
12
86

Il palcoscenico della vita

Storie collorate ad arte tra pittura e scrittura perché sappiatelo finché c'è arte c'è speranza

07 March 2026

Amici lettori, per un breve periodo ci eravamo persi di vista e ora eccomi ritornato alle nostre storie colorate realizzate in collaborazione con l'artista Ligure Adriano Valerio Deandreis. Questa non è una favola ma gli somiglia. C'era una volta Orazio un pappagallo brasiliano dalla coda rossa [...]

Tempo di lettura: 4 minuti

  • Lawrence Dryvalley: Oltre allo scontato "chi sei davvero?", non saprei... Onestamente, [...]

  • Walter Fest: Lawrence, diciamo che alla prossima il protagonista non sarà lui bensi [...]

3
7
54

Freddo

07 March 2026

La strada per la collina s'era ghiacciata. Viaggiavamo in una sospensione lattea, fatta di cristalli lucidi, rilucenti al sole dell’alba. Ripensandoci, non ci sarebbe stato luogo migliore di quello, in quell’ora del giorno, in questa stagione! L’asfalto pareva coperto di sabbia e zucchero a velo. [...]

Tempo di lettura: 2 minuti

9
12
686

Sto

06 March 2026

Domenica pomeriggio. Siedo all'esterno di un bar. L'intorno è terso e l’aria sa di profumo appena spruzzato. Le persone scorrono lente in una slow motion d’infiniti fotogrammi della stessa azione. Indossano l’espressione della festa data da stomaci pieni e menti sgombre. Hanno gli occhi persi in [...]

Tempo di lettura: 30 secondi

  • Rubrus: Ecco appunto, manco a farlo a posta mi riallaccio al commento al racconto di [...]

  • La Gigia: Grazie Rubrus, grazie a tutti. Andateci piano però che poi mi monto [...]

4
7
73

Strade al bivio

06 March 2026

Aveva indossato il vestito più bello e con il sorriso sul volto, Simona s'incamminò per quella strada che l'aveva portata lontano da lui, Riccardo. Uomo temerario, sicuro, intraprendente nonostante i suoi ribelli capricci, le sue mille contraddizioni. Insieme però avevano superato tante difficoltà [...]

Tempo di lettura: 2 minuti

  • Rubrus: Coincidenze, destino ecc. Piaciuto ma togliere tutta questa parte: "La [...]

  • Mita: Grazie

9
11
799

La messa del materasso

Miu
05 March 2026

Negli ultimi anni è comparsa una nuova figura professionale: il rivenditore di benessere domestico. Non vende più materassi, coperte, barattoli o cuscini, ma soluzioni. Non promette comodità, promette salvezza. Ti parla di materiali naturali, lane miracolose, contenitori che “respirano”, reti [...]

Tempo di lettura: 5 minuti

  • U2108: Letto con interesse. Simpatico ed originale. Brava

  • Adribel: Carinissimo, complimenti.

10
5
803

Harry, il cane vampiro

05 March 2026

Altrove si racconta delle vicissitudini che portarono il cane Harry, un bastardino mezzo cocker, mezzo setter e mezzo chissachealtro a diventare un vampiro. A noi interessa soltanto sapere che, avendo l’aspirazione di diventare scrittore, il nostro animaletto riusciva a trarre ispirazione soltanto [...]

Tempo di lettura: 1 minuto

Torna su