Ce ne vuole a raggiungere un delfino. I pesci più piccoli lo seguono in religioso silenzio e sperano d'imparare come si dialoga con l'uomo. Essi sono muti mentre il delfino parla, fischia, ride.

Sembra un bambino discolo, a cui piace giocare e divertirsi. Sfreccia veloce dalla profondità alla superficie equorea e viaggia in branco come a cercare il divertimento comune. È socievole e non ha paura dei pesci che lo accompagnano lungo il suo infinito, interminabile viaggio fra le acque calde e fredde del mare. Teme i pescecani e la loro carnivora prepotenza e le balene, immensi sommergibili in cui può imbattersi lungo il suo cammino.

Un giorno però un altro mostro apparve dalla superficie increspata, un mostro d'acciaio, spuntato dall'orizzonte, imperioso con tutta la sua tracotanza. Dalla prua, che riportava un disegno di una bocca aperta di pescecane in procinto di assalire, partì una fiocina assassina legata ad una corda, che si srotolò per tutta la traiettoria. La freccia, entrò fra le carni del delfino, che cominciò a piangere come un bimbo, fattosi male. Il pesce cercò di scappare e cominciò a strattonarsi fin quando la freccia, straziandogli un fianco, lasciò l'animale dolorante e ferito.

Era una nave baleniera che s'era sbagliata. Avrebbe voluto aver intercettato ben altra preda. Che cosa se ne faceva l'equipaggio di un delfino? Diverso era lo scopo di quegli uomini: catturare una balena per farne prodotti alimentari. Pertanto lasciarono andare via, abbandonandola al suo destino, quella errata preda sanguinante.

Il delfino s'era indebolito. E gli altri suo compagni avrebbero voluto aiutarlo, avvicinandosi a lui e cercando di suturare quella ferita. Lo annusavano, lo scuotevano, lo incoraggiavano a resistere. Ma il delfino aveva perso la sua velocità e le forze cominciarono a venirgli meno. Era terrorizzato e deluso perché gli uomini, con cui era solito giocare, con cui sembrava ridere e parlare, quella specie umana,  lo avevano tradito come Giuda. Salì in superficie guardò il cielo. E lo scoprì in tutta la sua bellezza. Un cielo limpido, luminoso, pacifico.

Mentre la sua carcassa galleggiava a pelo d'acqua, veniva trascinata dalle onde. Non era più lui a solcarle ma esse lo trasportavano chissà dove. In questa tragica bellezza, chiuse per sempre i suoi occhi mentre si sentì  il pianto degli altri delfini del branco. La nave si era allontanata alla ricerca della sua vera preda: la balena. E gli uomini cantavano una loro nenia sulla poppa mentre scrutavano tutti assieme l'orizzonte.

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L'accendino

19 February 2026

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Quando scriverai

19 February 2026

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Mano nella mano

19 February 2026

Tutti i personaggi e gli eventi descritti in questo racconto sono frutto della fantasia dell’autore. Qualsiasi somiglianza con persone reali è puramente casuale. Angela fingeva fosse una giornata come tante altre, ma dentro di sé sentiva un dolore profondo. Da una settimana era oggetto di bullismo [...]

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TURBANTE BLU

18 February 2026

Un turbante blu ben calzato, la giacca grigia, la borsetta in grembo stretta tra le mani, sguardo silenzioso verso il pavimento… Due posti prima, un uomo con i capelli bianchi e una giacca verde attende pensoso. Primo piano, day hospital oncologico. Oltre la porta di un discutibile color rosa, [...]

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Maschi e Femmine: istruzioni per l’uso

Chi si riconosce… probabilmente sta già controllando gli angoli.

Miu
18 February 2026

Questo racconto è tratto da una storia vera, anche se le mele non sono mele, il Paradiso non è un Paradiso e il dinosauro-porto, purtroppo, non esiste. Per il resto, ogni riferimento a persone reali è puramente intenzionale. Da sempre mi chiedo come sia possibile che il genere umano, pur diviso [...]

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Ermete Voglino, nome di battaglia “Don Ciccio” e Luigi Fassio, chiamato “Baffo”, due partigiani uniti da un tragico destino

18 February 2026

Inizio estate 1944, in barriera di Milano, a Torino, c’è un’osteria gestita da marito, moglie e dal figlio Giuseppe, che dal 10 febbraio è partigiano nella 101ª Brigata Garibaldi con il nome di battaglia “Zan”. Il caldo si fa già sentire, ma non più il suono della tromba di Pino, che da mesi verso [...]

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Sostanza

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Un’altra volta ospitammo un professore universitario. Lo chiamerò semplicemente il Professore. Diceva di aver scritto diversi saggi che erano stati relegati in una specie di limbo del sapere accademico. Sosteneva una teoria storiografica che lo aveva reso una sorta di eretico: secondo lui, nel [...]

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Lo Spirito del West

16 February 2026

C'era una volta lo Spirito del West. Figlio dello Spirito dell'Avventura che da sempre accompagna l'umanità, è originario del sud-ovest nordamericano, un territorio chiamato Frontiera, e, per sua natura mai fermo, ha visitato nel tempo molti popoli e nazioni. Ha ispirato scrittori, cineasti, pittori [...]

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Sul Grande Fiume 1/2

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Nessuno mi aveva mai chiesto di raccontare la storia della mia vita, ed è strano. Perché voglio parlarne? Non lo so. È una storia lunga. Perdonatemi se sarò prolissa. Non so nemmeno da dove iniziare. In un paese piccolo, ogni punto potrebbe sembrare un inizio, e sceglierne uno a caso suona quasi [...]

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VOGLIA DI TORNAR BAMBINI

15 February 2026

Dimenticare il mondo in un eremo, dimenticare il mondo in un faro o nella stanza segreta dei propri sogni, raccogliersi in una bolla di sapone per rimanere soli con sé stessi… difficile ma potenzialmente stupendo. La pioggia battente ha aperto le danze in questo inizio di giorno indeciso e accende [...]

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La Mia Prof. di Educazione Artistica

15 February 2026

Fin da piccolo mi è sempre piaciuto disegnare, mi veniva bene, era una cosa che mi faceva sentire sicuro, forte. In seconda media avevo un certo Ronzoni come insegnante di educazione artistica, come si chiamava all’epoca. Ci faceva fare qualche scarabocchio con la penna e basta, mentre preferivo [...]

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  • GiorgioPetenatti: Buongiorno grazie dei commenti. purtoppo ho poco tempo e strappo di fretta [...]

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