Ce ne vuole a raggiungere un delfino. I pesci più piccoli lo seguono in religioso silenzio e sperano d'imparare come si dialoga con l'uomo. Essi sono muti mentre il delfino parla, fischia, ride.

Sembra un bambino discolo, a cui piace giocare e divertirsi. Sfreccia veloce dalla profondità alla superficie equorea e viaggia in branco come a cercare il divertimento comune. È socievole e non ha paura dei pesci che lo accompagnano lungo il suo infinito, interminabile viaggio fra le acque calde e fredde del mare. Teme i pescecani e la loro carnivora prepotenza e le balene, immensi sommergibili in cui può imbattersi lungo il suo cammino.

Un giorno però un altro mostro apparve dalla superficie increspata, un mostro d'acciaio, spuntato dall'orizzonte, imperioso con tutta la sua tracotanza. Dalla prua, che riportava un disegno di una bocca aperta di pescecane in procinto di assalire, partì una fiocina assassina legata ad una corda, che si srotolò per tutta la traiettoria. La freccia, entrò fra le carni del delfino, che cominciò a piangere come un bimbo, fattosi male. Il pesce cercò di scappare e cominciò a strattonarsi fin quando la freccia, straziandogli un fianco, lasciò l'animale dolorante e ferito.

Era una nave baleniera che s'era sbagliata. Avrebbe voluto aver intercettato ben altra preda. Che cosa se ne faceva l'equipaggio di un delfino? Diverso era lo scopo di quegli uomini: catturare una balena per farne prodotti alimentari. Pertanto lasciarono andare via, abbandonandola al suo destino, quella errata preda sanguinante.

Il delfino s'era indebolito. E gli altri suo compagni avrebbero voluto aiutarlo, avvicinandosi a lui e cercando di suturare quella ferita. Lo annusavano, lo scuotevano, lo incoraggiavano a resistere. Ma il delfino aveva perso la sua velocità e le forze cominciarono a venirgli meno. Era terrorizzato e deluso perché gli uomini, con cui era solito giocare, con cui sembrava ridere e parlare, quella specie umana,  lo avevano tradito come Giuda. Salì in superficie guardò il cielo. E lo scoprì in tutta la sua bellezza. Un cielo limpido, luminoso, pacifico.

Mentre la sua carcassa galleggiava a pelo d'acqua, veniva trascinata dalle onde. Non era più lui a solcarle ma esse lo trasportavano chissà dove. In questa tragica bellezza, chiuse per sempre i suoi occhi mentre si sentì  il pianto degli altri delfini del branco. La nave si era allontanata alla ricerca della sua vera preda: la balena. E gli uomini cantavano una loro nenia sulla poppa mentre scrutavano tutti assieme l'orizzonte.

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Il viaggio a Londra

speranza e disperzione

25 June 2019

Una giornata piovigginosa del mese di dicembre dell'anno 1976, un gruppetto di ventiquattro donne è in attesa della carta d'imbarco all'aeroporto di Torino Caselle. Le donne non si conoscono fra di loro e si guardano smarrite e un tantino spaventate, per alcune è la prima volta in aereo e Londra [...]

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Una sera, in viaggio

25 June 2019

Vespero fa da valletto a Selene quando Indaco prende cielo al Pavone. Mi congedo con un sorriso dal mio passato e volgo lo sguardo al domani

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Ultimo pensiero

24 June 2019

Stringi forte la mia mano e mi torna alla mente il giorno in cui sei nata e rimasi a contare una ad una le tue piccole dita per assicurarmi che ci fossero tutte. Non essere triste bambina mia, non piangere, sono stata fortunata: ti ho vista crescere, gioire e piangere, anche se solo per sei anni, [...]

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  • ducapaso: Il racconto mi piace e evoca in me quella fredda amarezza che ho cercato per [...]

  • Francesca: Grazie Ducapaso.. contenta ti sia piaciuto😊

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FINO ALLE STELLE

24 June 2019

La cella sa di muffa. Fuori il cielo di Saint Louis vibra come lenzuola stese. Sulle pareti, nomi e oscenità. "Johnny was here" la scritta più calcata, come se l’autore avesse avuto troppe ore a disposizione per incidere, temperino sulla pietra, la sua vita là dentro. Ogni giorno un solco. Che [...]

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  • flavia: Molto bello forse un tantino lontano dal mio pensare ma mi è piaciuto [...]

  • Giuseppe Scilipoti: Ciao Vito, la musica, una sfrenata voglia di musica e voglia arrivare non semplicemente [...]

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Mar D’Amore

23 June 2019

Non siamo che navi sul mare color zaffiro che fluttuano lungo il battito del cuore delle onde. Per troppo tempo, abbiano navigato su un difficile corso seguendo due oceani separati. Ma ora è il momento di cambiare le nostre vele e di incrociare i nostri flussi, navigando dolcemente insieme. [...]

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  • Francesca: Intanto.. ufficialmente AUGURI per il traguardo raggiunto.. un bel peso in [...]

  • Giuseppe Scilipoti: x Walter: All right!!!

    x Francesca: un "mare" di grazie, [...]

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La valigia sul letto

23 June 2019

C'era un gran bisogno d'insegnanti, in Italia, tra la metà degli anni '60 e quasi tutti i '70, specialmente nelle regioni del Nord dove, in caso di necessità, le cattedre erano affidate anche ai non laureati. L'introduzione dell'obbligo scolastico fino a quattordici anni aveva previsto anche una [...]

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Rumore

22 June 2019

Vivo sospeso in questo tempo incerto come foglia d'autunno violentata dal vento Ho l'anima levigata come sasso di fiume nel lento scorrere dei passati anni e rimango con la mia inquietudine con il cuore sgualcito in questa strana liturgia del dispiacere ascoltando in silenzio ...tutto il [...]

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Il Commiato

22 June 2019

Il commiato è veloce, spietato, agghiacciante. Il commiato non si serve di mezze parole, di aggiustamenti di tiro, di giravolte verbali. Il commiato è tutto in dieci parole messe in fila e studiate una ad una. Le hanno messe giù fior fiori di “giuslavoristi”, imprenditori, managers… sssssssss… [...]

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  • Francesca: Sandro mi trovo d'accordo con Walter, bello il tema e scritto benissimo, [...]

  • Sandro Amici: Buonasera Francesca. Devo dissentire, o dobbiamo dare ragione alle statistiche [...]

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LA FIAMMELLA DI CARBURO

21 June 2019

Sappiate che il buio copula con la luce, vibra, dardeggia, ansima come il mio esausto coraggio. In questo intestino nella terra del deserto d'Australia, una miniera per sogni miserabili, il miraggio dell'opale mi ha catturato come una ragnatela, io che soffro di claustrofobia sono stato attirato [...]

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JCS - 4/4

21 June 2019

Martedì 11 maggio ero a casa di Gianni a studiare. Accendiamo la radio per ascoltare PER VOI GIOVANI, programma che seguivamo spesso, e, alle 17.15, trasmettono il servizio e l'intervista sulla Prima del nostro JCS. Che emozione sentir parlare di noi e risentire le nostre voci in onda in tutta [...]

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  • Adalberto: Salve, lettrici e lettori. Mi fa piacere abbiate condiviso queste mie "parole". [...]

  • flavia: ti aspettiamo sotto alla Madonnina

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La dieta

tutta ciccia e brufoli

20 June 2019

Una coppa di gelato una fetta di torta al cioccolato un cantuccino immerso nel vin santo i confetti sparsi sul sagrato dagli sposi e ho mangiato. Oggi digiuno, frigo vuoto solo una fetta di arrosto raffreddato poco appetitoso se riscaldato, cucinerò stasera un timballo di maccheroni o un pasticcio [...]

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JCS - 3/4

20 June 2019

Radunai amici e amiche ed esposi il mio progetto, proponendo a molti di loro di esserne gli interpreti. Mi ero già fatto un'idea sui personaggi principali: Renato sarebbe stato un Gesù un po’ smunto e sofferente, la sua morte in croce sarebbe stata molto sentita; a Rino toccava l'ingrato ruolo [...]

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  • Giuseppe Scilipoti: Ho dovuto riscrivere la disamina sia perchè mi ero accorto che c'erano [...]

  • Francesca: Che bella esperienza.. certo che ne hai di storie da raccontare!

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