La provincia è un mondo strano.

Con i suoi ritmi, le sue regole, i suoi riti.

E’ faticosa la provincia.

E il Natale è una cosa seria, in provincia.

L’appuntamento più importante dell’anno è la messa di Natale di mezzanotte, se si è un po' più sfigati può andar bene anche quella della mattina di Natale alle 11. Nessuna ulteriore chance viene concessa.

Ma la notte di Natale, alla messa, bisogna essere assolutamente impeccabili.

Si parte subito dopo il cenone della vigilia, l’abito più bello, il cappotto più bello, il trucco e parrucco più belli, preparati giorni e giorni addietro con minuziosa precisione dei dettagli.

E niente deve andare storto.

In chiesa alle 23.00, le 23:30 massimo, ma già vuol dire che l’arrosto nel forno della cena della vigilia non è stato messo in forno all’orario giusto. Le signore parlottano tra sé chiedendosi che fine abbia fatto la signora Gina, tanto una brava donna, sempre puntuale, sempre nelle prime panche. Ahiahiai, dev’avere avuto un contrattempo. E scuotono le capigliature vaporose e imbalsamate, da una decina di giorni almeno, in senso di disapprovazione.

I signori consorti rimangono fuori a fumare. Sono uomini loro, è la notte di Natale, ma non fa mai freddo a sufficienza da poter pensare che sia sopportabile l’attesa a fianco delle comari loro mogli. E poi bisogna far presente al Signor Ingegnere che è arrivata da pochi giorni la nuova berlina titata a lucido, parcheggiata con sommo studio in modo che sia ben visibile da ogni angolo della facciata della chiesa. Le cose sono andate bene quest’anno nella fabbrichetta di famiglia, la berlina serve a dimostrare che sia veramente così, oltre ogni ragionevole dubbio. Non importa se le rate poi non verranno pagate, è la notte di Natale, non è un problema adesso.

Dentro, un tripudio di visoni e abiti di marca, tacchi vertiginosi e piedi gonfi, lacca, profumi asfissianti, lustrini e brusio continuo

Nel giro di un paio d’ore, anche meno se si esclude il tempo che bisogna per forza perdere per pregare a voce più alta della vicina di posto che, mannaggia alla miseria, si è accorta che la signora Sandra ha lo stesso cappotto dell’anno scorso, o cantare con le voci rauche e stonate inni al Signore talmente malmessi da pensare che uno dei desideri inespressi dell’Altissimo possa essere quello di essere sordo, si decidono le sorti di intere famiglie a livello di voci di paese.

Il sacerdote fatica a sovrastare il brusio e, diciamolo, a tratti è quasi fastidioso, con quella sua cantilena davvero uguale a quella dell’anno scorso.

“Ma hai visto la signora Maria, che capelli in disordine?”

“Non l’avevo mai vista così, dev’esser per via dei suoi figlioli.”

“Io ho sentito dire dal panettiere che suo marito, il Bardazzi del Lanificio del Piano, la vuole lasciare, perché ha un’altra”

“Ma via! Oh che dici! Io ho sentito dire dalla Franca che i figlioli vengon su storti, li vedo nel pomeriggio passeggiare in paese con della gente tanto brutta!”

“Il cognato di mia cugina mi ha detto che il Lanificio non va per niente bene, sapete?”

“Povera Maria, chissà che pena.”

“E’ arrivata tardi stasera, l’ho intravista con la coda dell’occhio in fondo laggiù.”

“Bisogna che dopo la vada a salutare”

Per la signora Maria, il signor Bardazzi, i loro ragazzi, il Lanificio, inizierà così un anno infernale in cui a fasi alterne, la signora sarà cornuta, il Bardazzi un malfattore, i ragazzi come minimo drogati, il Lanificio rischierà il fallimento.

Fino alle 23:00 della notte di Natale dell’anno succesivo, in cui la signora Maria metterà tutti a tacere, arrivando per prima, con la pelliccia più bella, l’abito più costoso, il trucco e parrucco più impeccabile, i figli in giacca e cravatta al fianco, il Bardazzi subito dietro, la nuova berlina parcheggiata davati al portone della chiesa. E si siederà ai primi posti. Delle prime panche. E aspetterà la vittima sacrificale da immolare sull’altare della messa di Natale per l’intero nuovo anno.

Il sacerdote biascica al microfono la frase che chiude il sipario sulla straordinaria commedia: “La messa è finita, andate in pace. E, fratelli e sorelle, Buon Natale!”

Il brusio mai sopito diventa frastuono, tutti si alzano in piedi per la scena finale.

“Mi fanno male i piedi. Andiamo Luigi, devo finire di preparare le lasagne per domani. Quanto l’ha tirata lunga stavolta!”

La provincia è un mondo strano.

Con i suoi ritmi, le sue regole, i suoi riti.

E’ faticosa la provincia.

E il Natale è una cosa seria, in provincia.

Dimenticavo, Buon Natale.

Tutti i racconti

1
1
11

Lo Scorpione Giallo (2/4)

L'ombra

26 August 2026

Sei minuti … Ormai il dado era tratto. Non poteva tornare indietro, non avrebbe più fatto in tempo. Quasi ne fu sollevato al pensiero. Non avrebbe avuto possibilità di fuga. Ma lui non fuggiva. Nuvole cariche d'acqua cominciavano a formarsi sopra la sua testa. Ma anziché rinfrescare aumentavano [...]

Tempo di lettura: 1 minuto

1
1
13

L'imbarazzo che resta - il silenzio (1/3)

Riflessione sui modi di restare "nudo"

26 August 2026

Mi è tornato in mente tutto qualche tempo fa, entrando in un ambulatorio per una visita di routine. Basta poco, a volte, per aprire cassetti della memoria che credevi chiusi. C'è un tipo di imbarazzo che non si scorda mai, perché non è solo un momento di vergogna passeggero, ma un ricordo che [...]

Tempo di lettura: 2 minuti

3
3
20

Lo Scorpione Giallo (1/4)

Capitolo 1 (prima parte)

25 August 2026

Nove minuti … Nove fottutissimi minuti lo separavano dalla salvezza. O dal baratro. Punti di vista. Stava sudando copiosamente ed il respiro si faceva sempre più affannoso. Il fatto che aspirasse una sigaretta dietro l'altra non lo aiutava certo a calmarsi. Ne aveva fumate una mezza dozzina [...]

Tempo di lettura: 2 minuti

  • MaricaR: e poi? quanto ci tocca aspettare per saperne di più?

  • zeroassoluto: 9 minuti... 2 minuti a racconto, quindi 4 giorni!!!
    Rilassatevi: arriveranno [...]

3
6
32

Ritratto di un Ferragosto contro-corrente

25 August 2026

Nel bel mezzo di un’Estate dispensatrice di gradi furiosi, con la giornata odierna inzuppata di umidità padana, mi ritrovo ad imbrattare un’innocente quaderno armata della mia penna rossa, complice un po' logorroica di tante mie pazzie. Di certo, Ferragosto qui in città è uno status da mosca bianca [...]

Tempo di lettura: 1 minuto

  • Rosaroccia: Racconto coinvolgente per chi come me naviga sempre controcorrente! Mi è [...]

  • Chichì: Grazie Rosaroccia. Contenta che ti sia piaciuto. Navigando controcorrente, [...]

5
4
37

RV 5564 IL TRENO DELLA SPERANZA

24 August 2026

Ore 5,10 A.M. Binario 3. Poche sparute persone in attesa sulla banchina ferroviaria della stazione. Il cicalino segnala le aperture delle porte del treno regionale. Il treno ancora avvolto dalla notte sul finire di una estate infuocata, si muove lento facendosi spazio tra pali fili elettrici [...]

Tempo di lettura: 5 minuti

  • zeroassoluto: Bravo Nick.
    Ho riconosciuto lo sferragliare del treno regionale sulla costa [...]

  • Jean-Jacques Rousseau: Bravissimo! e bel racconto hai sfruttato in modo eccellente il topos del viaggio [...]

3
2
20

MARZIANO

CENTRALE PARANOICA 12

24 August 2026

Hi, qui è la Centrale Paranoica! Ma davvero ci credete? Sono la Centrale Paranoica dal Transcend Village o un dirty joke del dott. Stella, o ancora un trucco del CONTROLLO infiltrato nella zona libera o un’altra mascherina ancora dietro cui si nasconde un Ubik cannibale? Siete vulnerabili alla [...]

Tempo di lettura: 4 minuti

10
10
81

Un messaggio dal passato

23 August 2026

Quando mia madre è morta, è successo qualcosa che non avevo previsto. Il dolore, invece di lasciarmi immobile, mi ha spinto all’indietro. Sempre più indietro. Avevo bisogno di scavare nel passato, perché era l’unico modo che mi era rimasto per immaginare un futuro senza di lei. Così ho cominciato [...]

Tempo di lettura: 4 minuti

5
6
65

Lo strapazzo, poi mi ammazzo

23 August 2026

Era bello che per quel giorno lavorassimo accanto, troppo tempo era passato. Mi disse subito che la bambina stava più che bene e per piacere di non farle altre domande. Avevo un sorrisetto destato dall'ammirazione per la splendida forma fisica della mia ex moglie, inebetito e pronto a pagare le [...]

Tempo di lettura: 1 minuto

  • Dax: Azz, intenso.Ma perché suicidarsi?Like

  • Jeanjeudi: Nell'innamoramento ("In-amore- mento"), può succedere [...]

5
7
52

IL RACCONTO DI DIO

DIO SI FA UN GIRO NEL QUARTIERE

22 August 2026

Erano giorni che si diceva che nel quartiere girasse una macchina sospetta. Un attentatore, forse, ma chi veniva ad attentare alla vita di disperati come noi? Le bombe, se ci vedevano, sarebbero implose da sole. Allora, l’ipotesi più accreditata era che potesse essere un maniaco. Io ascoltavo questi [...]

Tempo di lettura: 5 minuti

  • Ondine: Originale e ben scritto. Ho apprezzato molto anche i commenti.

  • zeroassoluto: Benvenuto "ragazzo"!!!
    Ho super apprezzato...

5
5
34

La mia famiglia

22 August 2026

La mia famiglia è sparpagliata. Un pezzo qua e un pezzo là. Amiche lontane e vicine, sorelle nel cuore, ognuna con la sua vita e presenti come anime fluttuanti. Vecchi amori che restano, trasformati, migliorati. È due creature che parlano una lingua diversa dalla mia, fatta di carezze, accudimento [...]

Tempo di lettura: 30 secondi

  • zeroassoluto: A volte non sappiamo chi siamo e cerchiamo spasmodicamente di ricomporci.
    Ma [...]

  • ducapaso: Spettatrice, quindi il denominatore comune della tua famiglia sei tu?
    Un [...]

7
15
69

Pedicure

… un giorno lontano in autobus…

21 August 2026

Quel vecchio la guardava con un occhio solo; l’altro non si capiva bene dove puntasse, ma quello buono era fisso su di lei. Si girò dall’altra parte e si spostò più in là. La fissava ancora. Sì. Anzi, i loro sguardi si incrociarono: o meglio, gli occhi di lei incontrarono l’unico occhio di lui. [...]

Tempo di lettura: 4 minuti

  • Ondine: Ciao Riccardo,
    Scoprendo Forrester, l'ho visto e anche più di [...]

  • Rosa rosa: Mi hai fatto volare, grazie!

4
11
45

Gabriel

21 August 2026

Uno sguardo di troppo Un incontro forzato Uno sparo nel buio Una giusta condanna Gabriel do Santos anni 25 brasiliano, bianco, capelli biondi, pelle ambrata e corpo da efebo. Gesti gentili, ma occhi freddi e determinati. Ora era in piedi reggendo sulle mani il kit di vestiario che l’Istituto [...]

Tempo di lettura: 3 minuti

  • Dax: Un racconto che sa fi vento gelido. like

  • Teo Bo: Urka! Momento giallo vissuto con intensità. Grazie per la gratificazione [...]

Torna su