Restai in silenzio per il resto del viaggio. Mi applicai a guardare dal finestrino il paesaggio che scorreva davanti ai miei occhi.

Ovunque,  dietro i vetri dei finestrini del treno sbuffante, c’era una terra martoriata che sembrava correre, insieme a noi, per scuotersi di dosso quell'alone di sofferenza che la teneva prigioniera. Si vedevano paesi in macerie. Strade dissestate  e spesso  inesistenti dove, a tratti, passava qualche animale. Vidi molti contadini impegnati nei lavori, tanti e curvi sulle piante  a rompersi la schiena.  Prodotti ortofrutticoli che in città scarseggiavano, per me erano come una specie di miraggio. Quel poco che si vedeva in città, nelle botteghe e nei banchi,   non sempre lo potevamo comprare.

Il treno correva sbuffando nuvole di fumo acre. Risaliva verso nord, ma il panorama non cambiava di molto.

Distese di terre, a volte coltivate, altre selvagge. Paesi nascosti da nuvole basse nel cielo, da nebbie improvvise. Dopo la lunga fermata a Roma, il treno riprese la sua corsa e prima di allontanarsi dalla città, feci in tempo a vedere i suoi palazzi feriti e semi abbandonati, le sue strade deserte dove le poche persone che si vedevano in giro sembravano fantasmi in cerca di pace, alla ricerca di una vita persa fra la polvere di mattoni sbriciolati. Poi, d'improvviso ci venne incontro il paesaggio della maremma.

La maggior parte dei viaggiatori era scesa nella capitale per recarsi in visita alla porta Santa. Riuscimmo a trovare posto in un vagone lasciato libero da un gruppo di pellegrini che erano scesi insieme. Mio padre n'approfittò per distendersi, era molto stanco e  si addormentò subito. Noi dovevamo proseguire fino a Firenze per poi cambiare treno verso Lucca. Il nostro viaggio era ancora lungo. Non c’era il tempo, magari, per una breve visita al Vaticano, per chiedere la remissione dei nostri peccati, anche se, da parte nostra,  eravamo   consci di non averne commessi.

Coloro che effettivamente, avevano peccato, scatenando quella inutile e disastrosa guerra, di sicuro si guardavano bene dall’andarci.

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