Johnny “lo sdrucito” era solito sbucare tra i filari di tossici che da Melchiorre/Gioia van alti e stretti in duplice/triplice fila appena fuori dall’abbagliante grigio monumentale della stazione centrale, de duce edificationis. 
Era l’unico che non si imparanoiava e non sudava freddo guardingo di borseggiatori con stivali in pelle di lucertolone, scippatori dai denti fradici e metallizzati, rapinatori della zona - torre annunziata / torre del greco, stupratori impotenti per complessi edipici mai risolti con risvolti ai bermuda, ultras da poker di passaggio, veggenti avvolti in una persistente nebulosa di CO2, improbabili ambulanti ciarlatani puttanieri venditori di calamite dell’amore, ombrelli para/s/figa, stress/anti stress miracle machine , tric trac- uan ban alla suffragette city del duca bianco.
Ciondolava Johnny, ipnotico come l’afa che gli si tatua dietro il collo:  un cobra spellato in una giornata di giugno fatta di vecchiette che collassavano abbandonate in soffitte solitarie con caloriferi lasciati a palla da natale e infanti dimenticati da mamme  imboscate dietro scaldabagni mentre si  annegavano "regolari come i vecchi espressi Roma – Reggio Calabria con 3 ore minimo di ritardo" in pozzanghere alte 10 cm. 
Scodinzolando giù dalla Val Brembosa si sguinzagliava, come un rottweiler ancora da castrare, la famigerata gang The viados, parrucconi brasiliani hardcore come i twisted sisters, che sfidano gli occhi di Johnny dietro gli abbacinanti riflessi di un gioco specchietto retrovisore motherfucking effetto raggi laser te la riffeggiano al ritmo di “Ucci Ucci sento odor di giovinucci”.
“Lo sdrucito” si squamava nel cemento appoggiandosi a stampelle di turisti-finti- zoppi-cadaveri da troppo tempo in tour, e Tutori dell’ordine-disordinato si appropriavano in leasing della piazza davanti la stazione.
Ed fu lì davanti la stazione che da un balcone- soffitta effetto bohemien-stronzate-del- tipo- simil- Montmartre dell’hotel Gallia, che Brenda si godette la scena sgranellandosi la micia con i grani disperati del rosario di Santa Rita, un po’ s’accascia, un po’ bagascia.

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Il Mondo di Spazza 2/3

23 January 2026

Non esisteva un punto preciso in cui il mondo di Spazza finiva e iniziava il mondo nuovo. Ma bastava un passo ancora e si calpestava una superficie dura, diversa dal terreno cedevole della discarica. La bambina si fermò, incerta, se attraversare quella soglia tra i due mondi. Il suolo sotto i piedi [...]

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    la chiusura si fa interessante...chi si è fermato accanto [...]

  • Dax: Malinconico. ma non ancora capito come è stata generata la bambina, [...]

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Ascia Nera - Il passaggio

Dax
23 January 2026

Trom avanzava nell’oscurità della caverna con passo fermo e i sensi tesi al massimo. L’inseguimento del ladro-mago lo aveva condotto fin lì e i cinquanta scudi della taglia, ora sembravano pochi. La caverna era ampia e asciutta, quasi calda rispetto al gelo dell’esterno. Fiammotto, il suo gatto [...]

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Il Mondo di Spazza 1/3

22 January 2026

C'era una volta una bambina che viveva in una discarica. Non era una vera bambina: era stata assemblata. Strati di sacchetti, avanzi di cibo, ferraglia e cartone avevano lentamente dato forma a un corpo piccolo e un po’ storto. Viveva nella discarica, in un mondo che credeva fosse l’unico mondo [...]

Tempo di lettura: 4 minuti

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La formica

22 January 2026

La sera di San Silvestro la città sembrava impazzita. Bottiglie stappate col botto, risate sguaiate che rimbalzavano nei cortili, rumori che i “barbari”, come li chiamava lui, avevano l’impudenza di definire musica... Pareva ci fosse l’obbligo di essere felici. Claudio non sapeva che farsene [...]

Tempo di lettura: 1 minuto

  • Richard Francis Burton: Caro/a U2068 vai in Home->Area Urente->Profilo e cambiati il nickname [...]

  • Lauretta: 🤩gentile Richard Francis Burton: grazie di cuore. Ho fatto! Ciao, Laura

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La Sfera 2/2

21 January 2026

Con voce dolce ma ferma, la ragazza iniziò a parlare in una lingua sconosciuta. All’inizio lui non capì, ma lei continuò con vocaboli diversi, fino a quando si espresse nel linguaggio del bibliotecario. Raccontò di quando venne rinchiusa lì, in un’epoca remota, per essere liberata quando fosse [...]

Tempo di lettura: 2 minuti

  • Dax: Bello, ma apre a tante domande: Chi è la giovane?Chi e quando ha creato [...]

  • Rubrus: In effetti, ci sono diversi punti oscuri: chi ha costruito la capsula spaziale, [...]

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Le mele di Cezanne

21 January 2026

Lidia camminava lungo via XX Settembre con passo leggero. Il profumo di caffè che usciva dai bar si univa al rumore delle scarpe sul selciato e il sole d’inverno si rifletteva sulle vetrine ancora ornate dagli addobbi natalizi. Si sentiva leggera, avvolta da una serenità rara che rendeva ogni [...]

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  • Dax: Letto in un soffio. Ho riconosviuto Bergamo dopo le prime righe. Bella cittadina, [...]

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    Mi è piaciuto molto e concordo con l'aggettivo [...]

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La Sfera 1/2

20 January 2026

La stazione spaziale gemeva come un animale ferito. I pannelli vibravano, le pochi luci rimaste tremolavano e il buio tornava a impossessarsi del mondo. Il vecchio bibliotecario avanzava lentamente nei corridoi metallici, portando con sé un tomo ormai sbiadito. Quando lo aveva trovato, si era [...]

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C'era una volta

20 January 2026

C'era una volta Ogni volta che si vuole raccontare una storia, una favola, una di quelle fiabe per bambini, s’inizia spesso con questa locuzione. Cosa nascondono queste parole, a quali mondi fantastici si riferiscono! Molti di questi racconti non sono nati come li conosciamo noi, ma con ben altri [...]

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Un lento apprendistato

19 January 2026

Era la strada il problema. La strada con il suo continuo via vai di auto e tir. Quel maledetto rumore gli entrava nello stomaco e lo teneva sveglio. Andava a picchiare sul suo corpo dolorante infliggendo scariche che gli facevano contrarre le gambe e le braccia. Sentiva che erano quelle auto la [...]

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    Piaciuto.

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La falsità fa alzare gli indici d'ascolto

19 January 2026

Il falso pianto, Ti sta d'incanto Per il primo piano In televisione.

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Tutto ciò che abbiamo

18 January 2026

Era ancora una bambina quando le dissi che in questo mondo la giustizia non esisteva. Le dissi che era solo una favola, come quelle con cui la facevo addormentare la sera, quando diventava buio. Lei abbassava gli occhi e annuiva. Era diventata una ragazza quando la luce sparì. Improvvisamente [...]

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Corona Di Volontà

18 January 2026

Nel giaciglio d’ombre delle lacrime, la mia pena vegliava insonne, e il corpo emaciato sbucava, tremula candela bianca, sul punto di spegnersi al fato. Ma dal caldo fuoco del cuore, più duro d’una rocca antica, s’innalzò favilla di brama in speme, che vinse la tenebra al soffio [...]

Tempo di lettura: 30 secondi

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