“ Salve, posso sedere qua accanto a lei?”
“ Certamente”
“ Pausa lavoro?”
“ Si, a dire il vero ad ogni pausa che il mio lavoro mi concede vengo qua”
Si conobbero in quel modo, in un posto fuori dal tempo che nessuna cartina riportava.
Parlavano poco, guardavo il fiume.
Guardare è un verbo che mente, giacché nulla di cui l’uomo può scrivere potrebbe mai descrivere i silenzi pieni di verbo che i due si passavano.
Nessuno aveva mai chiesto all’altro che lavoro facesse. Ognuno preferiva credere che l’altro fosse li, apposta per lui, a dedicargli tempo.
Un'illusione di disponibilità che si sarebbe infranta se uno dei due avesse confessato di avere un vero lavoro, condannando quel contrattempo ( contro il tempo) a una concessione di un ritaglio di tempo dato anche ad altri.
“Domani non potrò venire”
“E perché mai?”
“Questioni di lavoro”
“Dunque avete un lavoro?”
Illusione infranta. Quell’uomo non aveva più tempo per lui.
“Si è no, non un lavoro normale. Le debbo una spiegazione. Un tempo anche io avevo un lavoro, un lavoro normale . Un lavoro nella norma. Ma nel tempo non mi andava più di andare in quel posto, fatto di gente che spendeva il proprio tempo a fingere di aver tempo per altri. Tempo comune, tempo codificato. Avevamo otto lunghe ore, ma nessuno aveva tempo per me”
L’altro inebetisce.
“ Ne avevo abbastanza. Poi mi innamorai di una donna. Nel tempo trovavo il tempo di pensare solo a lei. Non devi,dicevo tra me e me. Ma questi sono i pensieri del giorno, sono le puttanate che inibiscono l’uomo nel suo essere e lo rendono adulto. Normale, stabile. Presente, professionale e cazzate varie.
Lei si muoveva come un fuscello di paglia, aveva i capelli color oro, trattenuti da un spago chiaro e intrecciato. Una gazzella che fendeva l’aria senza muovere null’altro che i pensieri di chi la guardava.
I colleghi mi deridevano, mi isolarono. Venni messo, come le balene moribonde, al margine estremo della spiaggia è il posto nel quale vengono confinate le persone gentili. Spesso sole.
Mentre si avvicinava a aveva gli occhi grandi, pieni di desiderio. Aveva gli occhi di chi vuole solo sentire il tuo corpo, il tuo profumo, le tue braccia. Non avrei dovuto farlo, avrei fatto tardi al lavoro, l’indomani mattina. L’indomani al sorger del sole, il sole che rende i rapporti umani insopportabili. Perché son chiari, perché devono obbedire al rituale sino in fondo .
Il corpo ragazza è un avvertimento mandato dalla morte, dalla morte in persona. E’ l’attimo che dovresti saper cogliere. 
E’ lo spogliarsi delle convenzioni, dei rituali. 
E’ l’antichità dell’essere umano. 
E’ l’uomo e la donna. 
E’il profumo della pelle depurato dalla immondizia della vita del giorno appena passata. 
E’ il rossore delle gote del sangue che circola in fretta. 
E’ il palpito del muscolo cardiaco che capisce che, forse solo quello, è l’unico momento vivo della giornata intera. Il cuore non pensa, si ammala e paga le stronzate che la mente gli fa fare, ma non pensa. Agisce. Chiama l’animale antico, lo mette in moto, si preoccupa di distribuire il sangue in giro, in fretta. A tutti i muscoli che in quell’incontro servono.
L’indomani mattina provai il gusto di non perdere il suo sapore.
L’antica bellezza di non lavarsi. Tenere il corpo e la pelle ancora impregnati, rinunciare a passare quella schifezza collosa e profumata tra i denti per conservare sino al mezzogiorno il sapore di quelle labbra giovani.
A mezzogiorno in casa magari c’è la solita schifezza fatta di pollo e nauseanti salse. O la cucina di casa sua. Quale carne mai può avere un sapore più dolce e sanguigno della carne delle labbra di una donna ?
Restai con lei due giorni, dico, mio dio, solo due giorni!
Me ne fregai della gente, tutta quella gente che pretenderebbe che tu non fumassi il sigaro, immemore di costringerti per buona parte della giornata ad ascoltare, assorbire, inalare, ingoiare tutte le loro tristissime parole consuete, fatte di nulla fritto con il loro fiato di vecchi.
Quegli stessi manichini pensanti che sono pronti a puntare il dito e accantonarti come un monatto se, illudendoti di viver ne regno animale puro, osassi dire 'l'ho fatto'.
Sinceramente non immaginavo fosse una clandestina. Ma che significa clandestina?
Mia moglie se ne andò di casa, portando via mio figlio.
Crollai in un torpore dal quale mi risvegliai solo dopo pochi giorni.
Poi, una mattina , non mi fecero più entrare in ufficio.
Clandestino? Irregolare? Sbraitai con tutta la forza che avevo in corpo.
Vennero a prendermi, mi dissero che ero diventato matto, che non avrei più dovuto andare al lavoro.
Ora me ne sto per la maggioranza del tempo tra le mura bianche di quell’edifico.
Ho una bella finestra, ma nessuno con cui parlare.
Prendo medicine colorate.
Non so se stavo meglio prima o adesso sono felice.
E’ certo che prima avevo un lavoro normale, ora ho un lavoro da pazzi”.
Era rimasta, in mezzo alle piaghe del volto e alle membra ricurve, un umanità inattaccabile. 
Fermo come una cosa sorda all’acqua, cieca al sole. 
Immobile come lo sono quegli oggetti violati e gettati nel pattume. 
La chimica dirigeva i suoi pensieri, i suoi circuiti neuronali semplici e mozzati.
Gli occhi roteanti erano il solo ricordo di un uomo che era stato vivo, prima che le scariche di corrente penetrassero nei pensieri più nascosti.
Il tempo si era fermato nel corso di un pianto.
Non sapeva cosa fosse un padre pazzo, non gli avevano detto a quale spettacolo sarebbe andato incontro.
Nessuno di quelli passati da lì riconosceva i familiari.
L’attesa e l’elettroshock erano la pena prima del giudizio.
Una condanna già scontata prima che il giudice emettesse una sentenza. Uomini che dovevano giudicare altri uomini solo dopo che questi erano passati nell’infermeria, con i rotoli di cotone e gel sulle tempie. Uomini che non riuscivano a giudicare una colpevolezza che si spegneva sotto i volt.
Fu tuttavia uno stupore intimorito e condiviso quello che colpì le guardie e gli infermieri quando aprirono la porta di legno avvicinando il bambino.
Lo videro alzare la mano livida e passarsi le dita sul capo, come a pettinarsi. Inconsapevole del suo sguardo bruciato, certo di un viso che non era più tale.
Tossendo sangue si levò in piedi e strisciò sul muro cercando nelle pietre la forza per alzarsi.
Non volle specchi, solo il vecchio maglione felpato.
Aprirono la porta intimoriti e il bambino, lesto, fuggì dalla loro morsa correndo incontro al padre chiamandolo per nome.
Si fece prendere ed alzare, sentendo quell’amore paterno che le scariche non avevano bruciato.

Tutti i racconti

2
3
25

Ellie

22 May 2026

«Ellie! Ellie!» «Rispondimi, amore... Ellie!» «No, Ellie!» La voce della madre echeggiava tra le case del quartiere, come un richiamo affettuoso, quelli che i bambini fingono di non sentire quando hanno troppa fretta per andare. Per voltarsi. Il mondo intorno era quieto. Immobile, come dopo un [...]

Tempo di lettura: 5 minuti

2
2
15

L'amico scomparso 1/3

Ritorni e rimpianti

22 May 2026

“Signore e signori, benvenuti a Roma. Abbiamo appena toccato terra. La temperatura esterna è di 18 gradi. Vi preghiamo di rimanere seduti con le cinture allacciate fino allo spegnimento del segnale luminoso e all'arresto completo dell'aeromobile al gate. Grazie per aver volato con noi, arrivederci". [...]

Tempo di lettura: 5 minuti

  • Paolo Ferazzoli PRFF: I like
    la prima puntata mi sembra stia delineando una storia davvero interessante.
    to [...]

  • Elena Assante: bravissimo come al solito

2
3
56

Ed è questo il tempo.

21 May 2026

E verrà un tempo in cui gli uomini diranno "siamo evoluti", ma non sapranno più riconoscere la vita. Costruiranno macchine che pensano, reti che vedono, occhi che non dormono mai. Ma perderanno lo sguardo. Riempiranno la mente di numeri e il cuore di rumore, e chiameranno questo progresso. Ma dentro, [...]

Tempo di lettura: 1 minuto

  • Teo Bo: Mmmm... a questo punto mi alzo, Vado a fare colazione con cappuccio e brioches [...]

  • Dax: Fa riflettere....Like

3
3
30

Capitan Uncino

La bellezza non ha una sola faccia

21 May 2026

Quando la pioggia scendeva, tanta da non poterci stare tutta dentro, il torrente fuggiva via, aggrappandosi al proprio ventre e inseguito da se stesso urtava gli scogli del suo letto. Navigava mosso ma leggero, quando la neve si immergeva nelle sue acque, durante la stagione delle primule fiorite. [...]

Tempo di lettura: 4 minuti

  • Dax: Povero Giuseppe....non meritava. E povera famiglia e anche il cane....like

  • Teo Bo: Caratterizzazione dei personaggi, in particolar modo Giuseppe, secondo me riuscita [...]

5
8
46

Attenzione ai dettagli

20 May 2026

Si dice spesso che l’amore renda ciechi. Nel caso di Francesca l’amore le aveva tolto anche l’udito selettivo, perché da anni ascoltava Stefano senza mai davvero sentirlo. Stefano era uno di quegli uomini che si definiscono “attenti ai dettagli”. Alto, sempre perfettamente pettinato, con quella [...]

Tempo di lettura: 3 minuti

2
8
35

Il Mito dei Dioscuri: Dal Segno dei Gemelli alla Perfezione dell'Uovo

Dalle stelle di Castore e Polluce all'espressione "Aus dem Ei gepellt":

20 May 2026

C’è un’eleganza intrinseca nel Mito dei Dioscuri, Castore e Polluce, che trascende il tempo. Inoltre c’è un dettaglio curioso che lega questi eroi divini a un’espressione idiomatica tedesca molto comune: "so schön wie aus dem Ei gepellt" (bello come sbucciato dall'uovo). Sebbene oggi suoni come [...]

Tempo di lettura: 3 minuti

22
20
136

Monsieur le Docteur

Un'altra vita

19 May 2026

I boulevard sono tutti illuminati dalle luci di un Natale a cui mancano solo poche ore e sulla strada dell'hotel la bancarella dei vecchi libri sta per chiudere. «Dix euros?» «Bien monsieur, au revoir et joyeux Noël». La copertina è viola, le pagine ingiallite, scritte a mano con una calligrafia [...]

Tempo di lettura: 5 minuti

  • Walter Fest: Buongiorno a tutti. Dico al volo la mia. Premesso che trovo bellissimo il confronto [...]

  • Pindaro: Amore inganno morte misericordia mistero s'intrecciano in poche righe. [...]

4
3
47

Ci siamo persi

19 May 2026

Ci siamo persi amore mio in questo intricato labirinto verde dove non arriva luce né suono. Eravamo mano nella mano sulla strada che avevamo deciso di percorrere verso est dove il sole sorge ogni mattina dove volevamo vedere nascere il nuovo giorno dalla finestra della nostra casa di fronte al [...]

Tempo di lettura: 1 minuto

  • Dario Mazzolini: Sarà, gentile Lorenzo che ho un'affinita particolare per la narrazione [...]

  • Asbe: Il viaggio verso l'est come speranza e nuovo inizio per progetti futuri, [...]

6
5
32

Bellezze senza tempo

Ovvero: i canoni di bellezza sono relativi, i calzetti corti no.

Miu
19 May 2026

Stavo scrollando Facebook come si fa alle undici di sera quando non hai niente da fare, ma non riesci ad andare a letto. Pollice in automatico. Gatti, pubblicità di diete miracolose, compleanni di gente che non conosci. Poi mi appare lei. “Principessa iraniana dell'800. Simbolo di perfezione [...]

Tempo di lettura: 1 minuto

5
5
89

La svolta

Il travaglio … del nonno

18 May 2026

Estate 2025. La mattina del 26 luglio Raffaele era pronto, come ogni giorno di vacanza che si rispetti, a compiere il suo personale sacrificio quotidiano: andare al mare. “Un impegno alquanto gravoso, di quelli che logorano l’anima e il fisico, soprattutto se affrontati con dedizione e continuità”, [...]

Tempo di lettura: 4 minuti

  • Teo Bo: Quante verità in 4 minuti di racconto! Bravo, per la sottile ironia [...]

  • Dax: bello. Like

4
5
31

Favola moderna

esperimento di scrittura

Dax
18 May 2026

Grimilde appoggiò il palmo della mano destra sul lettore a scansione biometrica. Una porzione di parete della libreria in mogano scivolò di lato con un soffio. Entrò nell’ambiente in penombra, le scarpe tacco 12 passarono dal parquet al marmo. La porta si chiuse alle sue spalle e le luci fredde [...]

Tempo di lettura: 1 minuto

4
5
41

L'estate di Gigio

Dialogo surreale tra un bambino lucido e uno romanista

17 May 2026

L’estate di Gigio Era l’estate del 1984. Io e il mio amico Alessio, detto Gigio, sì, lo so, come Gianluigi Donnarumma; chissenefrega, e comunque Alessio è arrivato prima, ingannavamo la noia delle calde e pigre giornate estive pedalando per Macerata con le nostre biciclette. La scuola era finita [...]

Tempo di lettura: 5 minuti

  • Lo Scrittore: mi rendo conto di quanto sia esteso il fenomeno del tifo, della squadra del [...]

  • Aquilarandagia75: grazie per il tuo giudizio e per il tuo like, hai colto la piccola, o grande, [...]

Torna su