Il letto, posto al centro della stanza, suddivideva in porzioni statiche e uguali anche le loro vite. Giulia, ritta e costante. Saro, vivo e trepidante. La notte del sogno di cui narro, la luna si strofinava gli occhi e le stelle guardavano Morfeo entrare a piccoli e morbidi passi nella mente di Saro. Dal lato destro della camera si alzava una luce fioca, proveniente dalla lampada ad olio che doveva far leggere le parole del libro. Un vecchio libro sulle dinamiche della vita, uno di quei mattoncini che Giulia adorava tenersi stretto al petto anche quando si addormentava. Saro non dormiva facilmente e le paure del giorno, le paure del non farcela, lo assillavano ben presto quando intravedeva le coperte e il fine luce. Non prendeva alcuna tisana, nessun sonnifero, preferiva aspettare che il sonno lo avvolgesse, a qualsiasi ora, tanto, diceva, “non ho fretta”. Giulia invece, quasi lontana dal suo uomo, sorrideva e si pacava l'animo scrutando fuori dalla finestra gli alberi delicati, che a suo dire, le mormoravano una lenta nenia ancestrale. Per entrambi, la vita era lì, ogni sera, fra quelle lenzuola al sapore di mandarino e proprio lì, puntuali, si staccavano dai corpi. Il buio li allontanava come naturale conseguenza della simbiosi di cui si nutrivano le ore del giorno. Sembrava strano o cattivo eseguire la danza della lontananza, ma per loro, Saro e Giulia, era la norma, un quieto vivere armonico il loro amore. Tuttavia mi domando come posso, definire amore, un sentimento che cresce al mattino, si alimenta a pranzo, si illumina la sera e separa dopo cena? Gli equilibri sono strani. Gli equilibri dettano virtù e stranezze. Neppure il cielo potrà mai capire. L'Amore di Saro era univoco, tutto per Giulia. L'Amore di Lei era libero, solo per Saro. Ricordo che un giorno, tra l'alba e la sveglia, un piccolo raggio di sole bussò sorpreso alla finestra e Saro stropicciò gli occhi, Giulia si coprì il viso a mezza mano. Quando entrò il secondo e poi gli altri, non fu stupore, ma sorrisi dolcissimi. Si voltarono e si guardarono come nuovi, pensarono ad un gesto piovuto dal cielo, mentre le previsioni annunciavano pioggia. Saro si alzò per primo, si recò in cucina e preparò un caffe, poi aprí la porta del terrazzo e strappò un fiore da un ramo, non sapeva che tipo di fiore fosse. Prese il vassoio di legno sopra il frigo, vi poggiò sopra il necessario ed entrò in camera, per regalare alla sua Giulia un giorno profumato di fiori sconosciuti. Quando fu interrotta dal gesto cordiale, Saro sorrise. D'un sorriso che riempì la stanza, il quartiere, la città, l'universo intero di Saro e di Giulia. Tenera e assonnata sfilò la mano da sotto il cuscino e con un gesto altrettanto lento bramò quel viso barbuto e raggiante. Si fece forza sulle braccia e lo baciò. Il caffe intanto, decise di aspettare. Venne sera e la cena si annaffiò di risa, con loro, il bianco d'uva pregiata. Fu subito bellezza e i rumori da fuori non riuscirono ad entrare. Stava per raggiungerli l'ora dell'addio temporaneo, della spartizione del tempo della notte. Entrando in camera eseguirono i rituali della comoda preparazione: Saro cercava gli occhiali, Giulia, senza freno, li scorse sul pavimento, si abbassò e glieli pose sul naso. Era strana quella notte. Qualcosa era cambiato, gli occhi dei due sapevano di novità. Si misero a letto, separati dal solito linguaggio degli anni: il silenzio. Saro prese sonno subito. Giulia non riusciva a leggere. Saro cominciò a dimenarsi come si fa con un sogno, la fronte sudava e sul viso si stamparono sorrisi d'altri tempi. Per la prima volta in quella circostanza, Giulia fu incuriosita e alzò la testa per capire cosa stesse accadendo dall'altra parte, fu un attimo e tornò al suo posto. Passarono le ore, sempre allo stesso ritmo, quando improvviso, Saro, aprì gli occhi. La stanza era ricoperta di fiori gialli dalla natura incerta, a tratti cambiavano colore, a tratti emanavano fragranze soavi. Giulia era sparita. Saro fu sconvolto ma non ebbe paura. Come un sole ricomparve, era sopra di Lui, aleggiava tra la veste Bianca di seta e un rito di poesia. Quando fu ad un palmo dal toccarlo con le labbra, si fece silenzio, di quel silenzio salmastro e tenue, come un mare incensato da onde, sferrò quel che bacio che descrivere mai potrò. Si staccò per un attimo e disse:" il silenzio non ha parole. Il mio Amore dice tutto". Riprese a baciarlo e la notte, rumorosa, si consumò lentamente.

Tutti i racconti

0
0
15

La casa di Jeeg 2/2

09 January 2026

«Ancora con ’ste fregnacce! Ascolta, vieni con noi e ti facciamo conoscere tante di quelle donne che ti scordi tutte ’ste minchiate!» Sbottò Sandro. All’improvviso il ragazzino partì di corsa e, al grido di: «Trasformazione… Jeeeeg…» si lanciò verso un buco nella siepe. Accorsi dall’altra parte [...]

Tempo di lettura: 3 minuti

0
0
12

Al Cèster

09 January 2026

È sabato e sono le undici di mattina. Ho voglia di uscire e andare al bar a prendere un caffè. In un piccolo paese come Concordia sulla Secchia, in provincia di Modena, non c’è molto da fare. In fondo credo che sia così un po’ ovunque nelle province italiane: spesso l’unica alternativa al nulla [...]

Tempo di lettura: 4 minuti

3
3
75

La casa di Jeeg 1/2

08 January 2026

Quando arrivammo davanti all’edificio, il sole stava tramontando e sulla facciata lasciava lingue di rosso, come piccole emorragie di un giorno che muore. Parcheggiai davanti alla cancellata convessa verso la strada. «Allora, ma che è? Mi hai trascinato in questa tua avventura strampalata per [...]

Tempo di lettura: 3 minuti

3
4
63

Caffè Kafka

08 January 2026

Non voleva avvicinarsi di nuovo alla finestra; si limitava a fissarla da una certa distanza, come se quello spazio minimo di pochi passi potesse proteggerlo da qualcosa là fuori. Avvertiva una presenza che si muoveva nelle strade adiacenti alla sua abitazione. Non aveva prove, soltanto una sensazione [...]

Tempo di lettura: 5 minuti

3
6
101

Storia di Giovanni che si trasforma in salamandra 3/3

07 January 2026

La mattina, quando fuori era ancora buio, uscii di casa. Non sapevo spiegare perché stavo andando proprio lì; sapevo solo che non avrei potuto fare altrimenti. Una forza irresistibile, un richiamo profondo, qualcosa cantava nel mio sangue. Il giardino zoologico era quasi deserto. Attraversai i [...]

Tempo di lettura: 1 minuto

  • Dax: Bello ma... dov'è finita la massa corporea dell'essere umano?I [...]

  • Rubrus: Il primo racconto "kafliano" di oggi; quando si parla di trasformazioni [...]

2
3
96

Il macigno

07 January 2026

Era tenace e, a tratti, disperavo di farcela. Ero quasi certo, anzi, che non ce l’avrei fatta, fossero passati anche mille anni. Era una battaglia quotidiana per la sopravvivenza, che forse impegna l’umanità da quando si è fatta consapevole di sé stessa nella catena dell’evoluzione: l’eterna lotta [...]

Tempo di lettura: 4 minuti

3
4
181

La voce delle bestie (3/3)

06 January 2026

Nell’aia c’era un freddo pulito. Il cielo era come una pentola in smalto nero rovesciata a coprire la terra. Sul fondo, brillanti, le stelle. Umberto era in piedi, immobile, il fiato che si condensava e lui che lo osservava come se non lo avesse mai visto. Vapore. Ci si può abituare. Forse. In [...]

Tempo di lettura: 1 minuto

  • Dax: La donna e' una vittima di Giorgio o sftutta la sua stalla?E perché [...]

  • Rubrus: Come scritto nella prima parte, si sospetta Giorgio di "Favoreggiamento [...]

2
5
51

Storia di Giovanni che si trasforma in salamandra 2/3

06 January 2026

Ripresi a camminare; eppure, qualcosa era cambiato. L’odore dell’asfalto bagnato mi arrivava alle narici con un’intensità nuova. Ogni crepa nel marciapiede mi appariva un varco verso qualcosa di indefinito, ogni aiuola come un mondo. Mi fermai, indeciso, e guardai di nuovo la crepa. Per un istante [...]

Tempo di lettura: 3 minuti

  • Dax: Una salamandra di 70Kg?Like

  • BrunoTraven: Credo che in un racconto fantastico non sia una contraddizione.

4
3
81

La voce delle bestie (2/3)

05 January 2026

Giorgio spense il sigaro, si alzò e andò al lavandino. Aprì il rubinetto, riempì un bicchiere e Giorgio si chiese quanto fredda potesse essere quell’acqua: era un pensiero irrazionale, perché veniva pur sempre dall’acquedotto, ma la sensazione di essere in un posto diverso, in un tempo diverso, [...]

Tempo di lettura: 4 minuti

  • Maria Merlo: Ho letto, con grande piacere, le prime due parti. Aspetto il finale. Like.

  • Dax: Bello, sa di antico, di solido.Like

2
5
49

Storia di Giovanni che si trasforma in salamandra 1/3

05 January 2026

Allo zoo Un bambino indicò la piccola creatura nella teca: pelle nera lucida, attraversata da striature gialle, che brillava sotto il vetro. Era venuto quello stesso mattino con sua madre, tutto emozionato all’idea di vedere gli animali dello zoo, ma rimase subito deluso. «Mamma, guarda che brutto [...]

Tempo di lettura: 1 minuto

3
2
141

La voce delle bestie (1/3)

04 January 2026

Faceva freddo, ma non così tanto. È l’umidità aveva pensato Umberto attraversando il cortile. E poi: in campagna fa più freddo che in città. Aveva allungato il passo, frantumando una pozzanghera gelata. Il ghiaccio si era rotto con uno scricchiolio che lo aveva riportato indietro di anni. Da quanto [...]

Tempo di lettura: 5 minuti

  • Paolo Ferazzoli PRFF: I like.
    Bravo.
    Se mai ci fu un delitto ...lo perpetrarono le regole [...]

  • Dax: Intrigante, ma per un attimo mi sono confuso. Non avevo capito che Umberto [...]

4
8
69

Il bambino 2/2

04 January 2026

II — Il Sacerdote del Consumo (41 ore all’attacco) “Seguimi e anche loro mi seguiranno”, disse il bambino. La bambina proseguì nella luce che portava con sé, mentre le figure nell’oscurità cominciavano lentamente a muoversi, confuse, come se per la prima volta decidessero in autonomia. Il bambino [...]

Tempo di lettura: 2 minuti

Torna su