crowdfunding: s. m. Processo di finanziamento collaborativo tramite cui un gruppo di persone ripone la propria fiducia versando somme di denaro per supportare progetti, iniziative o start-up.

Dall'ingl. crowdfunding, a sua volta composto dai s. crowd ('folla, massa') e funding ('raccolta di fondi').

 

L'uomo, vestito di stracci, camminava sotto le arcate della galleria stringendo una vecchia cassetta di plastica, del tipo che si usa per il trasporto di bottiglie d'acqua in vetro. La posò a terra, accanto a uno dei pilastri, e appostò un cartello di cartone, ritaglio di uno scatolone, che recitava a caratteri grossi scritti con pennarello nero: “proposta di finanziamento”.

Salì sulla cassetta e cominciò a parlare con tono gioviale, intenso e sicuro.

«Signore e signori, buongiorno a voi. Che splendida mattinata in questo freddo gennaio! Il sole brilla alto e ci riscalda, quasi vien voglia di togliere i paraorecchi, la nostra città canta carezzata dai brillanti raggi luminosi, si fa bella coi suoi monumenti da ammirare, i palazzi storici da fotografare, i negozi sgargianti di colori, i bar gremiti ma pronti ad accogliervi per un ristoro breve e intenso, coccolati dal profumo del caffè. Vi vedo, signore mie, strette al braccio dei vostri compagni e vedo voi, signori, coi pargoli alla mano o in groppa a far cavalluccio, spensierati nel giorno di festa, o magari solo desiderosi di un'ora di quiete, dello svago di una passeggiata, di rilassarsi al riparo da importuni scocciatori, sotto lo sguardo delle vigili forze dell'ordine, che pattugliano indomite le nostre strade.» Fece un saluto militare verso due carabinieri che da qualche metro di distanza lo osservavano seri. Non risposero al saluto, il più anziano incrociò le braccia.

«Ladri, borseggiatori, truffatori siano banditi dalla sola presenza dei nostri baldi alfieri! Ecco che allora i vostri passi diventano sereni, leggeri, come posassero su soffici nuvole» rise.

Un piccolo capannello di persone si era fermato ad ascoltare. Chi sorrideva di rimando, chi lo guardava di sottecchi.

«Poggiate i vostri sguardi sulle merci esposte nelle vetrine addobbate, fate acquisti – vorrei ben vedere, avete faticato, ora godete dei frutti del vostro lavoro – e mentre stringete ancora le poche monete di resto... Eccoli!» urlò, alzando i palmi aperti al cielo, gli occhi spalancati. Il pubblico sobbalzò. «Barboni. Mendicanti. Zingari.» Sottolineava ognuno dei nomi sussurrando con un tono tetro e ben effettato. «Tendono le loro mani, vi porgono un piattino, un vecchio sottovaso, o peggio, mandano creature innocenti per muovervi a pietà. Li vedete lungo il marciapiede, seduti o inginocchiati ai bordi della galleria, con le stampelle appoggiate da parte, ben in vista e in piedi, quelle, sì. E la vostra cristiana sensibilità vi spinge a porgere quelle poche monete, a lasciarle scivolare nel piattello. Però... però.

«Il dubbio vi assale, non è così? Ma questi bisognosi son davvero bisognosi? Li useranno per mangiare, quei soldi, o per altro?»

Il pubblico annuiva, sulle labbra il sorriso di chi la sa lunga.

«E poi diciamocelo, sinceramente: non sono molesti? E insistenti! Quando vi ricorrono, e vi agguantano, e pensate: “Avrà le mani pulite? Non sarà malato? Il portafoglio è al sicuro?” E allora allungate il denaro, purché se ne vadano. Talvolta vi insultano o vi fanno sentire in colpa.»

Un signore si fece avanti: «Senti da che pulpito arriva la predica. Pensi di essere tanto diverso? Credi non abbiamo capito che alla fine pure tu chiederai la questua?»

«Nossignore!» tuonò il barbone dal piedistallo. «Appunto a questo volevo arrivare, la ringrazio. Nessun piattino accanto al piedistallo. Nessun cappello teso, solo il mio berretto di lana in testa, e lì resterà, anche perché c'è freddo.» Gli astanti risero. «Non chiederò denaro e non tenterò di smuovere la vostra coscienza con trucchetti. Non sono storpio, guardate come mi muovo bene» disse facendo salti e piegamenti sulle gambe. Poi si batté uno schiaffo sull'addome «non sono nemmeno deperito. Questo ragazzo, qui in prima fila è messo peggio di me! Anzi, figliolo, tieni. Mangia qualcosa.»

Scese dalla cassetta per allungare una moneta allo smilzo, che si guardò intorno sorridendo imbarazzato.

«Io vi offro anzi un servizio. Vi offro la quiete. Non vi scoccerò e rimarrò distante, lontano dalla vista, lontano dal naso e dalle orecchie. Non avrete la mia fastidiosa compagnia. E dirò di più! Usate bene il vostro denaro nelle botteghe locali: dal panettiere, dal fruttivendolo, dal macellaio – mangiala un po' di carne, ragazzo! L'unica cortesia che chiedo, se vorrete contraccambiare la mia disponibilità, è questa: dite che vi manda Bruno. Se poi voleste lasciare un caffè pagato al bar “Vecchio Corso” di Davide, in via XXV aprile, di certo non potrò che esservene ancora più grato. Grazie dell'attenzione signore e signori. Buona giornata!»

Concluse l'intervento con un profondo inchino e fu salutato da numerosi applausi e risa. Anche dei carabinieri. Lo smilzo gli si avvicinò per restituirgli la moneta, ma Bruno rifiutò, invitandolo a spenderla al bar.

 

Entrò al “Vecchio Corso” quel fine settimana.

«Ciao Bruno!»

«Allora? Com'è andata?» chiese il barbone.

«Hai cinque cappuccini, due hanno aggiunto anche una pasta. Altri quattro ti hanno offerto un panino o un tramezzino.»

«Un successo allora!» rise sfregandosi le mani. «Ti sei segnato i nomi?»

«Solo in due mi hanno lasciato detto.»

«Fa niente. Ringraziamenti anonimi, dunque.»

Il barista mise sul banco un piattino e un cucchiaino, gli allungò le bustine di zucchero e una pasta alla crema. «Questo lo offre la casa» disse montando col vapore il latte per il cappuccino. «Sei sicuro che non vuoi che ti faccia un conto e ti dia il corrispettivo in denaro? O mi dici tu quel che ti piace. Se preferisci un panino in più al posto di una colazione...»

«No, assolutamente. Accetterò solo quello che mi è stato offerto, fosse anche solo un bicchiere d'acqua.»

«Neanche un bianchetto?»

«Ci manca solo che mi diano dell'ubriacone. Non lavoro d'immagine, ho solo la reputazione su cui contare: io punto sull'onestà. Se un cliente entra e ti chiede la lista tu fagliela vedere. Anzi, li inviterò io stesso a farlo.»

Davide rise. «Va' che sei forte. Mi fido del tuo metodo. Dovevi fare il professore, ci hai mai pensato?»

«Sì, è per questo che sono in mezzo a una strada.»

Il barista sorrise incerto. «Oggi dove te ne vai a far propaganda?»

«Niente lavoro. Vado in libreria, in piazza Marconi. La libraia fa finta di non vedermi mentre leggo le ultime uscite.» Ammiccò, poi uscì salutando.

 

Il signor Giuseppe stava dietro al bancone degli affettati, aveva appena consegnato l'incarto a una cliente quando vide il barbone avvicinarsi.

«Fermati lì, ho già capito. Carità non te ne faccio, se vuoi mangiare paghi!»

«Ha perfettamente ragione, signore. Non le chiederò alcun regalo. Ho pochi soldi con me, ma se mi concede un minuto sono sicuro che troverà la mia proposta vantaggiosa per entrambi.»

Tutti i racconti

0
0
2

Ruggine

07 June 2026

Quando il mio terapista mi vede ha un sussulto. Io e un altro paziente siamo seduti, più lontani possibile nella sala d’attesa, io con Cesare legato al guinzaglio. Qualcosa è andato storto. Non troppo, ma abbastanza. Non so ancora cosa, ma ho imparato che se resto ferma è più facile che la cosa [...]

Tempo di lettura: 2 minuti

4
3
15

Nel Vento Di Fiele

06 June 2026

La via dai lampioni accesi stringe un patto con la mia fuga, che penetra i lenti passi senza mappa, e un addio annodato nel suo grembo. Codardo è il mio respiro nel pianto, senza alito che dispieghi ragioni ai tuoi occhi, mentre scavo il tuo duolo nella radice amara, [...]

Tempo di lettura: 1 minuto

5
4
21

Le B-Roll Girls in concerto a Prato di Neve

Sembrerà assurdo, ma è tutto vero, è andata proprio così

Miu
06 June 2026

L’appuntamento era alle diciotto, ma noi eravamo già lì alle cinque e mezza. Non si sa mai: è una regola non scritta dei cori amatoriali che più l’evento è modesto, più l’anticipo deve essere incompatibile con la vita civile, come se un cataclisma potesse cancellare tutto da un momento all’altro. [...]

Tempo di lettura: 4 minuti

6
7
47

Il ritorno del Premio Chinotto

... e se potete aderite numerosi

05 June 2026

Amici lettori siamo in piena Primavera, l'Estate è alle porte, intorno a noi tutto va male ma noi che a voi lettori vogliam un gran ben siam qui a richiedere la vostra attenzione per strapparvi sorrisi con i ns/fatidici 30 secondi, 1 max 5 minuti di gioiosa lettura, quindi in questo momento veniamo [...]

Tempo di lettura: 1 minuto

  • Teo Bo: Sto già lavorando al Chinotto. Non so se riuscirò a massacrarti [...]

  • An Old Luca: Che dire...
    io ho cominciato con LDM con e per il premio chinotto!
    Come [...]

17
9
107

Motel

un professionista

05 June 2026

Semplice. Avrebbe voluto che tutto fosse stato più semplice… Comunque, anche quella volta ce l'aveva fatta a finire il lavoro. Era uno che curava ossessivamente ogni dettaglio, ma si era stancato di esser chiamato solo per le faccende più complicate. Si buttò sul letto. Un intenso odore di lavanda [...]

Tempo di lettura: 1 minuto

  • Settebellezze: ...come al solito scuoti l'anima. Inutile dire che "I like it"...o [...]

  • LauP: Ho immaginato perfettamente l'aria in
    quella stanza. Bello Paolo. 🙏

1
4
29

Il dolore di una figlia 2/2

04 June 2026

Ma Gerard continua a tenere fissi gli occhi sul soffitto; il sonno è lontano dalla sua anima angosciata. Vorrebbe chiamare ancora la figlia, ma non sa bene con quale pretesto: sa che anche oggi ha già fatto tanto per lui. È lei a tornare nella sua camera a notte inoltrata, quando il temporale è [...]

Tempo di lettura: 2 minuti

  • Giampaolo: Grazie dell'ottimo commento Dario

  • Dax: mah...un suicidio troppo veloce. Aveva pianificato tutto, la ragazza, da tempo. [...]

5
6
57

Il piatto volante

04 June 2026

Pioveva da ore, di quella pioggia che insiste, borbotta e sembra voler partecipare alle discussioni di famiglia. L’appartamento era invaso da un odore di aglio, mare e intingolo d’orgoglio domestico, il genere di profumo capace di far confessare i peccati ai vicini. In una casa normale sarebbe [...]

Tempo di lettura: 5 minuti

  • Andromeda: Carino! Mi è piaciuto il vecchietto che si è quasi autoinvitato [...]

  • Dax: Forte.Like

1
2
33

Il dolore di una figlia 1/2

03 June 2026

A volte il mare a Lampedusa non restituisce alla spiaggia solo arbusti e alghe, ma anche resti umani. Gerard lo sa bene, ecco perché sente il suo debole respiro addirittura spezzarsi quando vede, dalla grande vetrata della sua camera, giungere la bufera. Quella sera, al tramonto, osserva con ansia [...]

Tempo di lettura: 2 minuti

10
7
52

Un euro d'onore

03 June 2026

Lo chiamavano John Wayne perché sul motorino (che poi era di suo fratello) aveva la decalcomania di un cowboy impegnato in un rodeo. Soprattutto, lo chiamavano così perché lui, Davide, John Wayne non lo poteva soffrire. Diventammo amici quando, a scuola, il preside ebbe l'idea di proporre un regolamento [...]

Tempo di lettura: 3 minuti

  • Dario Mazzolini: Gentile Rubrus questo racconto descrive con delicatezza e ironia un'amicizia [...]

  • Rubrus: Sì, il senso è quello (tra l'altro, "Rio Bravo" [...]

3
6
57

Facciamo finta che...

02 June 2026

Le luci al neon del Venom disegnano riflessi irregolari sul bicchiere, mentre Saffron lo rigira pigramente tra le mani. Poi lo posa sul bancone con un colpo secco, più deciso di quanto intendesse. Il barista si volta, richiamato dal suono, e le lancia uno sguardo interrogativo. La matricola è alla [...]

Tempo di lettura: 3 minuti

  • Dax: in effetti l'amore tende tutti in po' più distratti e sensibili....

  • Rubrus: Piaciuto. Che Saffron fosse una lui o una lei è secondaio, ma una cosa [...]

4
5
37

Il ditale d'oro

02 June 2026

È notte. Fuori c’è una bufera di neve che dura già da tempo. A terra, la coltre bianca sembra molto profonda. Alberi e vegetazione fitta. Null’altro. Ma dove mi trovo? Perché sono qui? Dentro è tutto freddo. La luce è andata via. Solo due candelabri emanano una luce fioca nell’enorme salone di [...]

Tempo di lettura: 3 minuti

2
2
47

Poesie

01 June 2026

Credemmo essere noi predestinati unici e invincibili facciamo i conti oggi con quel vissuto questo presente e un solo domani certo. 1983 Ci saremmo iniettati in vena dosi di calore sintetico illudendoci avrebbero quel gelo potuto alleviare che a noi era intrinseco. Lisergica [...]

Tempo di lettura: 1 minuto

Torna su