Liberamente ispirato a “I giorni Perduti” di Dino Buzzati
Qualche giorno dopo aver preso possesso della sontuosa villa, Ernst Kazirra, rincasando, avvistò da lontano un uomo, che con una cassa sulle spalle scendeva le scale. L’uomo posò la cassa su un carrello e si diresse nella direzione di Ernst con aria triste senza accorgersi della sua presenza.
Quando gli si avvicinò gli chiese “Cosa c’è in quella cassa?” Solo in quel momento lo riconobbe e aggiunse ”Tu sei Michael il custode della villa”.
“Sono Michael, ma non sono più il custode della villa da almeno dieci anni, gli anni passano anche per me” rispose.  Poi aggiunse: ”Ma voi chi siete? È la prima volta che venite qua?” e senza aspettare la risposta continuò dicendo:  “Devo fare la cosa più triste che possa capitare ad un povero vecchio: seppellire l’ultimo amico rimasto. Beethoven mi ha lasciato e per lui c’è un posto d’onore nella cappella della villa, come richiesto dal conte prima di morire”.
Con queste parole Ernst ricordò il momento della sua infanzia, in cui il nonno per il suo nono compleanno gli regalò il cucciolo che aveva tanto desiderato. Si affezionò subito al cane che chiamò Beethoven. Ogni giorno  al  ritorno da scuola lo trovava in giardino ad aspettarlo, per accompagnarlo, scodinzolando, a casa. Per quattro anni fu il suo inseparabile compagno di giochi, ma a tredici anni Ernest partì per il college, e da quel giorno non tornò più alla villa, e non vide più il nonno per via di discussioni con il padre.
“Sono Ernst” disse: “Ernst Kazirra, vi ricordate di me? Sono passati quindici anni dall’ultima volta che ci siamo visti. Quando mio padre si è trasferito a Londra ho sofferto molto, ma lui senza darmi spiegazioni,  non mi portò più qui.  Ho insistito più volte con mio padre perché mi portasse dal nonno, e  un giorno ha reagito molto violentemente, ha detto che non saremmo mai più tornati da lui e mi ha ordinato di non chiederglielo mai più, e che dovevo dimenticarlo,  senza lasciarmi nessuna possibilità di replica. Mio padre come mio nonno non ammetteva obiezioni quindi  non era possibile opporsi alle sue decisioni e col tempo mi sono completamente dimenticato di Beethoven, della villa e del nonno”.
“Ernst! Il nipotino del conte! Sì mi ricordo molto bene di lei” e gli si avvicinò per stringergli la mano, ma Ernst lo abbracciò molto affettuosamente come se avesse rivisto il padre dopo tanto tempo, con grande gioia per Michael che non sperava nemmeno che si ricordasse di lui, e disse “Per quindici anni il Conte ha aspettato questo giorno ma adesso egli non c’è più”.
Poi Ernst disse: “Allora Beethoven è morto in questi giorni? Sembra quasi che abbia aspettato il mio ritorno. Io sono qui da una settimana e non ho avuto ancora il tempo di vedere tutta la villa; se solo mi fossi ricordato di Beethoven sarebbe stata la prima cosa di cui mi sarei occupato, chissà se mi avrebbe riconosciuto dopo tanto tempo, ma ormai è troppo tardi”. Poi aggiunse: “Dovrebbe avere diciannove anni adesso, che equivalgono a circa ottantacinque  di un uomo;  quando è morto?”
“E’ morto ieri sera ma era sofferente da molto tempo” rispose Michael con voce roca.
“Apri la cassa che voglio vederlo,  Beethoven è stato una delle cose più importanti della mia infanzia.”
Quando Michael apri la cassa Ernst lo vide, e anche se era molto invecchiato, era  come l’aveva lasciato lui quindici anni prima e  ripensò a quei giorni felici perduti per sempre. Allora si ricordò di un’altra cosa bella della sua infanzia e aggiunse: “Dimmi, il nonno si è mai ricordato di me in tutti questi anni?”
“Si, tutti i giorni” Rispose Michael “da quando lei partì ne parlava continuamente, ripeteva che era il suo unico nipote, a cui teneva tantissimo, faceva progetti da realizzare insieme a lei quando fosse tornato. Era convinto che l’anno dopo alla chiusura delle scuole lei e suo padre sareste tornati per le vacanze estive. Per l’occasione decise di organizzare una festa e preparò anche un regalo, un pony di colore bianco che aveva comprato, e aspettava il suo ritorno per farselo consegnare. Quando finì l’estate aspettò fino a capodanno prima di rassegnarsi. Tuttavia era convinto che lei sarebbe tornato presto e tutto sarebbe continuato come prima, ma poi col passare degli anni sentì sempre di più  la vostra mancanza, specie per le feste che il più delle volte passava da solo.
Nonostante tutto non ha mai voluto che l’iniziativa della riconciliazione partisse da lui, sosteneva che sarebbe dovuto venire lei a cercarlo, e ci aveva vietato, nel modo più assoluto, di cercarla per farlo tornare. Sicuramente lo saprà, non era possibile per nessuno opporsi ai suoi ordini, io avrei anche sfidato le sue ire accettandone le conseguenze, e sarei andato a cercarla per dirle che il conte sentiva la sua mancanza e aveva tanto bisogno di vederla, ma questa era la sua volontà ed io l’ho sempre accettata pur non condividendola. Quello che non volevo era leggere nei suoi occhi che l’avevo tradito facendo una cosa che lui non voleva assolutamente.
Due lacrime attraversarono il viso di Ernst senza che lui si preoccupasse di nasconderle.
Poi Michael aggiunse: “Se solo il conte fosse stato male per qualche cosa avrei trovato la motivazione e il coraggio e sarei venuto a chiamarla. Non avrei neanche dovuto cercare il suo indirizzo, perché mi ero già preparato da molto tempo e sapevo  dove abitava e dove lavorava e in poche ore sarei stato da lei. Ma questo purtroppo non è stato possibile, il conte è morto due mesi fa nella solitudine più assoluta.”
Mentre s’incamminarono verso la cappella, Ernst si ricordò di come Michael si fosse  preso cura di lui con amore e tenerezza, in un modo che andava notevolmente oltre il rapporto di lavoro e aggiunse:  
“Sai io mi ricordo molto bene di quando, con il retino per farfalle nuovo in mano, mentre ne rincorrevo una senza guardare dove mettevo i piedi, sono finito nel canale e stavo annegando, ma sei arrivato tu e mi hai spinto fuori dall’acqua. Io ero in salvo ma tu non sapevi nuotare e non riuscivi ad arrampicarti viste le sponde scivolose del canale. Io tentai di avvicinarmi al canale per prenderti ma tu mi ordinasti, in modo indiscutibile, di allontanarmi immediatamente dal canale. Quella è stata l’unica volte della mia vita in cui tu mi hai dato un ordine mentre di solito gli ordini te li davo io. Dopo molti tentativi per risalire le sponde del canale le forze ti avevano abbandonato e io ti osservavo mentre la corrente ti portava via, cercando di trascinarti sott’acqua; in quel momentopensai di chiamare aiuto, gridai più forte che potevo non so per quanto tempo, finché, miracolosamente, accorsero dei contadini che ti tirarono fuori quando non respiravi quasi più”.
Anche Michael ricordò l’episodio e disse: “Sì mi ricordo, noi non la lasciavamo mai solo perché nel bosco della villa c'erano molti pericoli per un bambino. Quel giorno lei stava rincorrendo le farfalle molto lontano dal canale e io mi distrassi solo per un attimo e non la vidi più. Lei non doveva e non poteva morire annegato, era così giovane, e quando mi  accorsi che era nel canale mi venne un colpo, ma per fortuna riuscii a metterla in salvo. La mia sorte non era così importante. Ho avuto molta paura quando rischiò di cadere nuovamente nel canale nel tentativo  di aiutarmi ad uscire. Comunque tutto sommato siamo pari perché io le ho salvato la vita mettendomi in pericolo, ma lei ha subito ricambiato salvando la mia”.
“Sai che non è proprio così” disse Ernst “Tu mi hai salvato la vita sapendo che non saresti più uscito dal canale e che sicuramente saresti annegato mentre io ho solo chiamato aiuto” disse mentre altre lacrime gli scorrevano sul viso.  
Poi aggiunse: ”Michael sappi che io ti sono molto riconoscente per quanto hai fatto per me quando ero bambino, ma lo sono ancora di più per quello che hai fatto per mio nonno. Tu sei l’unica persona che gli è rimasta vicina e amica  per tutta la vita, mentre tutti noi  lo abbiamo abbandonato. Anche mio padre stravedeva per te, mi disse che ti aveva fatto un bellissimo regalo quando mi hai salvato la vita, ma quando hai deciso di non seguirlo per restare con il nonno ti ha completamente cancellato dai suoi ricordi. Se hai o avrai  bisogno di qualcosa dimmelo, e sarò felice di aiutarti”.
“La ringrazio conte Kazirra, ma non credo di aver più bisogno di niente ormai, comunque sono molto felice per la sua enorme considerazione nei miei confronti che va al di sopra di ogni mia aspettativa” rispose Michael con aria molto soddisfatta.
Intanto arrivarono alla cappella e insieme posarono la piccola bara nella fossa che Michael aveva scavato, e mentre la ricoprivano di terra Ernst pensò anche al povero nonno mentre l’ombra della notte scendeva.
 

Tutti i racconti

0
0
5

Murales 3/3

19 July 2026

Quando Elisa ebbe finito di esporre la sua idea, il padre rimase senza parole. Quella che lui riteneva ancora, una bambina scriteriata gli stava offrendo su un piatto d’argento un progetto unico e fattibilissimo. L’immagine delle strade tappezzate di testi musicali lo attraeva, forse si poteva [...]

Tempo di lettura: 4 minuti

0
1
4

AKUM Saga

Microstriscia sci-fi in tre episodi

19 July 2026

Episodio I: Akum Z Dopo due anni di guerra, il governo terrestre si è arreso ai Miken. Il Progetto Z non è bastato. Ci temevano, ci chiamavano "mietitori", ma alla fine la tecnologia aliena e le enormi risorse del nemico hanno prevalso. Mi cercano. Devo salvare Akum, fuggire. * Episodio II: [...]

Tempo di lettura: 2 minuti

2
1
23

Murales 2/3

18 July 2026

Terminate le lezioni, i giovani si dispersero nella piazza in cui stazionavano i vari autobus che li avrebbero condotti ai rispettivi paesi. Elisa e Vincenzo rimasero in attesa di altri compagni del loro stesso borgo. Il loro autobus sarebbe partito fra venti minuti. Nell’attesa erano seduti ai [...]

Tempo di lettura: 5 minuti

1
0
13

Sull'eros in fiore

18 July 2026

Occhi non avevo che per quel golfino rigonfio suo nero e la bocca pensavo mia sul turgido seno. A lei dintorno che sull'amàca stava scia lasciavo io là come lumaca. Tu mi garbi mi conturbi e con te farei assai tardi la notte tutta a consolarti per averti poi sotto ulivi sempreverdi [...]

Tempo di lettura: 30 secondi

2
4
88

La foresta

17 July 2026

L’oasi era quasi vuota. Qualche auto nel parcheggio sterrato, una bicicletta appoggiata vicino alla staccionata e un cartello della LIPU mezzo scolorito dal sole e dalla pioggia. Di quelli che cercano di spiegarti quali uccelli potresti vedere, anche se poi, alla fine, non ne riconosci quasi mai [...]

Tempo di lettura: 4 minuti

2
2
69

Murales 1/3

17 July 2026

La seduta del consiglio comunale prevista per le ore 16 del 25 settembre era in pieno svolgimento. Erano arrivati, dopo tre ore di dibattiti, a una situazione di stallo. Il sindaco e i suoi assessori erano fermi su una linea di condotta, mentre l’opposizione ribadiva la sua contrarietà alla proposta [...]

Tempo di lettura: 5 minuti

2
4
55

Notte Che Divora

Poesia D'amore

16 July 2026

L’alba cela nel suo grembo scuro raggi di sole che filtrano rancori. Stanco è il mio sorriso senza sale, e assaporo colori che scrivono fuochi a cancellare ogni stella esaudita. La battigia, confessore fedele, raccoglie ancora le mie speranze senza veli che nascondono lacrime. [...]

Tempo di lettura: 30 secondi

  • Miu: C'è un verso, in questa poesia, che vale da solo tutto il resto: [...]

  • Dax: Like

6
6
33

Sala preoperatoria

Un mondo tra parentesi

16 July 2026

Nell'ultimo anno per tre volte mi sono ritrovata come paziente in tre diverse sale preoperatorie. Ė un mondo a parte. Ė un regno dove si gioca con regole diverse. Il personale che ti accompagna fino al varco ti saluta sulla soglia. Non la oltrepassa con te: lì non sono ammessi. Il tuo corpo [...]

Tempo di lettura: 1 minuto

  • Gì: Grazie per i vostri commenti; è un breve racconto autobiografico. Un [...]

  • zeroassoluto: Condivido tutto e un grazie a tutti gli operatori sanitari e alla loro empatia... [...]

5
10
36

Il genio di Platone e il paradosso della vita moderna

I pensieri che fanno riflettere e ragionare

15 July 2026

Il genio di Platone da sempre insegna la vita. E tra tante cose da lui dette e scritte, amo sempre ricordare questo illuminante pensiero: "Ciò che mi sorprende di più dell'umanità è che ci annoiamo della nostra infanzia per poi desiderare di essere di nuovo bambini, perdiamo la nostra salute per [...]

Tempo di lettura: 3 minuti

  • Gennarino: Walter Fest: grazie per aver letto e commentato. Non so se oarteciperò [...]

  • Gennarino: Maria Merlo: Carissima buona serata e buona scrittura.

4
3
34

Stev' aspettann' a me

La mia famiglia attraverso Maria

15 July 2026

For 'a porta da casa 'e mamma mia, sporca, scurdata e senza luce, 'a Madunnella steve aspettann' a me... «Sta appicciata 'a Madonna?» Sent' ancora 'a voce 'e mamma mia quann' ascenn' da casa ce spiava: «Sta appicciata 'a Madonna?» E da sta casa, che c'ha visto e' nascere e crescere, addò pe ogni [...]

Tempo di lettura: 1 minuto

6
5
67

Il bar di Renato

14 July 2026

Il bar di Renato era un bar di periferia molto frequentato. Renato, un omone amante della birra, accoglieva musicisti e cantanti di strada. Innamorato della musica di qualunque genere, invitava ogni sera qualcuno a esibirsi; dopo aver offerto loro una buona birra d'addio, accompagnava alla porta [...]

Tempo di lettura: 1 minuto

3
4
30

Al crocevia del se

14 July 2026

Mi fermo per un caffè al crocevia del se - se fossi se avessi rivolto il saluto la stessa vita inquieta sorridendo vagabondo - l' inconnu passe, viaggiatore della mia sera, felicità perfetta, una chimera forse l' avrei offerta al mare, a chi piu' non ritorna. Viandanti vanno in forma di memoria, [...]

Tempo di lettura: 30 secondi

Torna su