Infine toccò a Carlos Álvarez, un pacato uomo di mezza età dai capelli e dalla barba bianca, che prima di finire in gattabuia di professione faceva il meccanico. Anche lui come gli altri due impiccati era accusato di omicidio.

Difatti una sera di qualche mese prima, si era reso protagonista dell’uccisione di uno stupratore, a cui gli piantò in maniera inaspettata un cacciavite nel cuore mentre se ne stava seduto in un bar a bere e a ridere spensieratamente assieme a un amico.

La vittima, un certo Leonel Blanco di venticinque anni, in passato aveva violentato per diverse ore la giovanissima Clara Álvarez, figlia di Carlos, in un parco isolato mentre faceva jogging.

Grazie a dei potenti e più che probabili agganci derivati da un influente uomo politico, nonché zio del ragazzo, il caso venne insabbiato, il violentatore venne rilasciato e uscì dal tribunale con tanto di sorriso beffardo, chiaramente indirizzato ai due abbattuti e affranti genitori.   

Il povero meccanico si ritrovò con la moglie caduta in depressione e con la figlia internata in un istituto di igiene mentale a causa del trauma subito.

Trovando ingiusto l’operato dei giudici, non gli rimase altra scelta che farsi giustizia da solo.

Il tutto avvenne velocemente e nonostante fosse fuggito dalla scena del crimine col presupposto di non essere stato visto in faccia per via della scarsa illuminazione serale, l’amico di Blanco riuscii ugualmente a fornire agli agenti un valido identikit e di conseguenza per la polizia non fu affatto difficile scovare e arrestare l’omicida.

“Detenuto Álvarez qual è il tuo ultimo desiderio prima di morire?” sentenziò per l’ultima volta il giudice Torres, poiché per quel giorno non erano previste altre persone da giustiziare.

L’uomo non volle rispondere subito, il suo desiderio era particolare e temeva che non gli sarebbe stato concesso, ma dopo alcuni tentennamenti decise di giocarsi la sua carta.

“Giudice Torres, io desidero non essere impiccato, non voglio morire!”, dichiarò con molta umiltà.

“Álvarez non fare lo spiritoso, un’altra cazzata ancora e verrai impiccato a bocca asciutta”, lo minacciò Jaramillo.

“Il mio desiderio è un diritto, questo è quanto chiedo e non sono disposto a chiedere altro!” insistette con la chiara intenzione di rimanere padrone della situazione.

Il giudice non proferii parola e si guardò intorno con evidente imbarazzo, non era mai capitato che qualcuno manifestasse una richiesta del genere.

“Quel Blanco meritava di morire, ha distrutto la mia vita, quella di mia figlia e di mia moglie,” incalzò ancora.

Si senti un brusio per tutto il cortile, la vicenda prese una piega inaspettata e il colonnello Jaramillo ordinò ai suoi uomini di fare silenzio.

“Pagherò il mio debito in qualunque altro modo, ma non voglio morire!” gridò rinvigorito, guardando tutti i presenti, sempre più convinto di difendere la sua posizione, in particolar modo la sua vita.   

L’alto ufficiale tentò una denigrazione nei confronti del prigioniero ma venne interrotto da un cenno di mano di Torres.

“Data la particolarità del caso, sospendiamo l’esecuzione a tempo determinato, in modo da prendere in atto la sua richiesta e decidere il da farsi.”

Álvarez fu ricondotto in cella, finché tre giorni dopo fu deciso che il desiderio costituiva un suo diritto e che non poteva essere negato.

Divenne un caso nazionale, tanto che i mass media ne parlarono per giorni e giorni e si passò addirittura ad una rivalutazione del suo caso giudiziario.

Venne in seguito condannato ad un pena di dieci anni, da scontare in un altro penitenziario di Borumbia. Aveva vinto.

Anche tutti gli altri prigionieri condannati all’impiccagione seguirono il suo esempio, basandosi su questo funzionale espediente, ma non ebbero altri sconti. Gustavo Martinez, soprannominato “El Burro” ufficialmente rappresentò l’ultimo condannato a morte, e non ci furono altri casi.

È fu cosi che dal 1 Gennaio 1999, la pena capitale fu totalmente soppressa in favore di un nuovo ordinamento che prevedeva l’ergastolo a vita, una pena detentiva senza alcuna possibilità di scarcerazione.

 

 

Il ventottenne Fernando Cabrera, un ergastolano accusato di aver sparato e ucciso l’amante della moglie, dopo il “Caso Álvarez”, scrisse in prigione un lungo memoriale sulle difficili condizioni di vita che stava passando e su alcune personali considerazioni ed evidenti critiche riguardo la scelta dello stato borumese di aver soppresso la pena di morte.

Dopo aver contattato via posta una casa editrice e aver spedito una copia del suo manoscritto, l’editore rimase molto colpito dalla validità dell’opera e diversi mesi dopo divenne un best seller.

Il libro fu intitolato “No quiero morir aquí” (Non voglio morire qui) e questa fu la prefazione:

 

 

 

 

“Quando ci comunicarono che un decreto presidenziale aveva deciso di risparmiarci, mutando la pena di morte in ergastolo in vita, in un primo momento avrei voluto impiccarmi con le lenzuola. Strana la vita: desiderare di non essere più impiccati e desiderare di impiccarsi dopo. Pensavo che come Carlos Álvarez, una volta chiesta la grazia di essere risparmiato, ne avrei tratto guadagno e che dopo anni di detenzione, un giorno sarei uscito finalmente da qui. Purtroppo, le cose andarono a finire diversamente.

È dura la vita qui dentro, il cibo fa schifo, non ci sono i riscaldamenti, anche se in verità il vero calore che mi manca è quello di mia moglie nonostante  rappresenti la causa della mia prigionia, mi manca inoltre mia madre e soprattutto mi manca la libertà, non potrò mai più vedere il mare, le montagne, i laghi, i fiumi… ragion per cui dovrò accontentarmi di qualche ora d’aria giornaliera e di questa misera finestra sbarrata.

Ogni qualvolta che filtra il sole del mattino oppure quando si vedono le stelle lucenti nelle belle serate, per me è sempre festa, mi emoziono e gioisco come un bambino. Le cose che prima mi apparivano insignificanti, ora mi sono essenziali e fondamentali.

Tante volte penso che se mi avessero giustiziato prima o durante il vespaio scatenato da quell’uomo, mi sarei evitato questa tortura. Pazienza.

Scontare l’intera esistenza in queste quattro e ammuffite mura non lo auguro a nessuno, neanche al mio peggior nemico.

Ho scelto di vivere, anche se la parola VIVERE suona come un eufemismo.

Con la speranza che questo mio memoriale possa servire da monito a tutti voi lettori, vi invito a non lasciarvi travolgere o coinvolgere in nessun atto criminoso e concludo la prefazione con un mio aforisma:

la prigione se va bene ti cambia, se va male ti uccide e se non la sperimenti…è meglio!

Viva la libertà!”

 

 

 

 

 

Tutti i racconti

0
0
1

Aforisma

03 October 2022

Per la stragrande maggioranza della ressa è più facile aprire un libro per sfogliarlo e leggerlo, piuttosto che guardare un cuore e comprenderne le parole dei suoi silenzi! ©Laura Lapietra

Tempo di lettura: 30 secondi

1
0
12

La Guida interiore sa cosa ti serve e lo trova ovunque

03 October 2022

Ascolto la mia amica Tiziana indignata, gira voce che uno youtuber sconosciuto ha osato esprimere delle critiche sui contenuti del suo beniamino: «Come si permette questo, chi si crede di essere per parlare male di un esperto, che sa quello che dice e ha sacrificato perfino il suo lavoro per metterci [...]

Tempo di lettura: 1 minuto

0
0
10

Sali

02 October 2022

Sali Sali Sali vento e fammi sparire Portami con te Qui non è più il mio posto Nascondimi da le nubi nere che mi soffocano Sali Sali tristezza e fammi piangere Abbracciami E fammi dimenticare in un pianto, chi non mi vuole più con sé Potrò cosi salire su quelle gocce e scivolare verso il fiume [...]

Tempo di lettura: 30 secondi

13
12
94

E guardo lo spazio da un oblò

02 October 2022

Da circa dieci mesi, stiamo attraversando lo spazio intergalattico alla ricerca di nuovi pianeti da esplorare a bordo dell'Entertreck NW-01, una nave stellare composta da un equipaggio di 2700 persone, tra civili e militari dello Space Army. Io, in qualità di tenente a due "stelle", mi occupo dell'armeria [...]

Tempo di lettura: 1 minuto

  • Adribel: Difficilmente, da un po' di tempo, riesco a soffermarmi su Ldm ma vedendo [...]

  • Giuseppe Scilipoti: x Patapump: grazie per questo nuovo commento, visto che "due anni luce [...]

1
1
16

l'ispirazione

28 September 2022

Le 20. La luce del tramonto, ormai, si stava affievolendo del tutto sulla città, l'aria calda e opprimente di qualche giorno prima, stava lasciando il posto a quella più fresca che preannunciava l'arrivo dell'autunno. Guardava fuori dalla finestra della sua cucina, le luci della notte stavano prendendo [...]

Tempo di lettura: 1 minuto

  • Nicola: Ciao. Hai reso bene lo stato di quiete apparente iniziale, turbato da qualcosa [...]

0
0
11

senza confini

27 September 2022

seduto con i miei pensieri faccio nuvole di fumo e sono vento muto passo da un orecchio all'altro ecco i miei racconti, qui le impressioni le ambizioni e le allucinazioni di uno uomo stanco ecco! qui le sue macerie in macilente notti isteriche si aggrovigliano in un malvagio maelstrom che ingurgita [...]

Tempo di lettura: 30 secondi

0
0
6

Haiku

27 September 2022

Fronde bronzate - sbuffi d'aura le spoglia caterve secche © Laura Lapietra

Tempo di lettura: 30 secondi

*********************

*********************

Spazio Pubblicitario

*********************

*********************

1
0
10

Pallone gonfiato

26 September 2022

Prima mi gonfio, quindi si gonfiano le mie pompose parole. Continuano a gonfiare ancor più la mia figura i sempre nuovi stimatori, che si affrettano a balzare con i loro schiamazzi sulla mia imponente e indiscussa presenza. Nella prossima vita voglio essere un toro meccanico invece che il gigantesco [...]

Tempo di lettura: 30 secondi

*********************

*********************

Spazio Pubblicitario

*********************

*********************

1
2
3

Aforisma

25 September 2022

Sul bordo di un tentennamento una stilla di risoluzione può indurre nell'impavido zompo verso la rinascita dal dirupato dei travagli, affinché un saggio obbiettivo sia motivo di essere ancora in volo nella vita che batte nel cuore col respiro devoto all'ottimismo! ©Laura Lapietra

Tempo di lettura: 30 secondi

1
0
8

Il desiderio

25 September 2022

Il desiderio mi aveva portato lontano Lontano da te Cercavo di rimettere a posto la mia vita Ma sentivo l’irrequietezza salire Ero certo che vedendo volti e posti nuovi, avrei cercato di scavare tutto ciò che avevo ben bene coperto con menzogne e bugie Ma la sera, quando si spegnevano i riflettori [...]

Tempo di lettura: 1 minuto

1
4
17

Giorno di sole

Impressioni da un quartiere

Fil
24 September 2022

Dalla tangenziale passano macchine e furgoni, tanti tir, quasi mai gli autobus. L'asfalto e lo smog, le finestre in lontananza dentro cui poter immaginare risate e pianti di bimbi, un supermercato decrepito, la farmacia deserta all'angolo del controviale. È come se il mondo fosse andato avanti [...]

Tempo di lettura: 2 minuti

  • Sue: Piaciuto molto. Il vecchio, i muri di cartelloni elettorali, le spirali di [...]

  • Fil: Grazie Sue per le tue impressioni e per il tuo tempo; lo apprezzo molto. Alla [...]

1
3
23

News

23 September 2022

- E allora, com'è andata? - chiede con ansia. - Vuoi sentire prima la notizia buona o la cattiva? - Dai non tenermi sulle spine, dimmi quella cattiva. - Vuoi quella cattiva allora, va bene, prima quella cattiva. Beh, purtroppo è stato un disastro totale, è andata malissimo, peggio di così non poteva [...]

Tempo di lettura: 30 secondi

  • Nicola: Grazie per il simpatico commento Giuseppe. Più lungo del mio scritto [...]

  • Giuseppe Scilipoti: Il fatto che le mie disamine nella maggior parte dei casi risultano lunghe/articolate... [...]

Torna su