Ci vuole poco a sognare. E l'asino di compare  Pippino aveva scoperto che, chiudendo gli occhi,  si poteva avere la possibilità di vivere nel mondo della  fantasia  ed essere tutto quello che si desiderava essere, senza grandi sforzi, senza  brucianti dolori, lontano dalle bastonate del suo padrone e dalle fatiche del quotidiano. Aveva scoperto che anche gli asini potevano sognare, anzi che tutti lo potevano fare, solo se lo avessero voluto. Ed allora, dopo aver faticato tutto il giorno a trainare un carretto di frutta e verdura, alla sera rimaneva nella sua stalla al buio e chiudendo gli occhi, accendeva la luce della sua fantasia e viveva avventure, credendosi uno stallone bianco, forte e vigoroso, tutto al contrario di come fosse nella realtà, pronto a portare il proprio aiuto a coloro che soffrivano. Ah, quanto era bello sognare! Il mondo appariva nei suoi veri colori e non grigio e noioso come nella realtà. Durante la giornata quando doveva affrontare fatiche speciali, non puntava più i suoi piedi, cocciuto e ingrato, come gli gridava il suo padrone, ma non vedeva l'ora di svolgere il suo compito perché poi alla sera era sicuro che sarebbe volato, come l'ippogrifo di Astolfo, o corso, come Bucefalo di Alessandro Magno, o difeso i più deboli, come quello nero di Zorro.
Con questo nuovo segreto, la sua vita cambiò un poco. Sembrava più felice perché riusciva a compiere i suoi doveri d'azione e al tempo stesso vivere un'alternativa alla monotonia della vita, credendosi protagonista di un mondo virtuale ma fatto a sua misura. Eccolo nella strada con il suo carretto, eccolo la sera nella stalla con i suoi sogni.
Intanto il tempo passava e lui si faceva stanco delle occupazioni quotidiane tanto che il suo padrone continuava a picchiarlo per farlo smuovere quando decideva di non camminare più e piantava suoi zoccoli nel terreno. Ormai  le busse non le sentiva più tanto la sua pelle era abituata alle percosse. E passando le giornate così fece innervosire il suo padrone che sembrava avere un carretto senza ruote a tal punto che decise di venderlo per farne pelle da tamburo e sostituirlo con un giovane asino. E dove erano andati a finire i suoi sogni? Come avrebbe più potuto sognare nella stalla se ormai da tutti era ritenuto inservibile ed inutile? 
No, non poteva essere trattato così dopo tanti anni di duro lavoro al servizio di quel carretto e di quell'ingrato padrone. Allora una di quelle notti meditò di fuggire per avventurarsi nel mondo. Tanto, se la sua sorte sarebbe stata quella di finire al macello almeno avrebbe avuto la possibilità di vedere quel mondo che i suoi fratelli gli avevano raccontato e che lui non aveva mai conosciuto. Una sera decise di non sognare più ad occhi aperti ma di vivere un'avventura nella realtà. Prese un sacco pieno di paglia, alcune mele e due carrube per qualche evenienza e s'incamminò lungo il sentiero. Cammina cammina, incontrò un vecchio che era stato abbandonato dai suoi figli e che stava seduto sul paracarro del sentiero. Era malandato e vedendolo soffrire per la fame, si ricordò delle mele che portava con sè e gliele diede. Il vecchio ringraziò l'asino e gli sorrise. Quel sorriso lo appagò più di mille chili di paglia e fu contento nel suo cuore. Proseguì il cammino. E cammina cammina, s'imbatte in una donna ed in un bambino appena nato. Vedendolo così piccolo, ne ebbe tenerezza e si fermò. La donna gli raccontò che tutti li avevano rifiutati perché forestieri e che morivano dal freddo tanto che il suo sposo era entrato nella foresta in cerca di un po' di legna per accendere un fuoco. L'asino allora decise di offrire la paglia che trasportava e la donna coprì con essa quel bambino, che riuscì a riscaldarsi e gli sorrise.  L'asino si sentì felicissimo come se il  sole avesse inondato il cielo della sua anima e decise di proseguire il suo cammino. Cammina cammina,  incontrò una donna che era stata rifiutata dalla sua tribù perbenista perché aveva condotto una vita scandalosa e i capi tribù avevano deciso di lasciarla morire di fame. L'asino vide che era triste e piangeva la sua solitudine e la fame. Le offrì le sue ultime carrube, che però riuscirono a sfamarla. La donna riprese le sue forze lo accarezzò sul muso. Mai nessuno lo aveva fatto e l'asino  con quel dono ricevuto, capì che doveva ritornare a casa perché li c'era tutto ma mancava l'affetto. Salutò e ritornò  ripercorrendo i suoi passi. L'indomani mattina il suo padrone gli diede da mangiare, da bere  lo strigliò come mai aveva fatto.  E legatolo nel carretto,  non alzò più la sua frusta. L'asino così lo ricompensò in silenzio con il suo lavoro ed ogni tanto si avvicinava a lui e strofinava il suo muso come a rincuorarlo della sua scarsa vendita dei  prodotti agricoli che avevano portato al mercato. Il padrone sorrideva e lo accarezzava. Fu allora che compresero che, volendosi bene e coccolandosi vicendevolmente,  avrebbero superato ogni difficoltà della vita. E che le busse non avrebbero mai portato a qualcosa di buono se non a sfogare solo la loro impotenza. La sera il padrone si riposò nella sua casa, più contento di prima e l'asino nella sua stalla continuò a sognare di comportarsi sempre da stallone bianco. Rimasero a guardare le stelle del loro cuore. E furono appagati delle loro esperienze quotidiane perché qualche loro sogno ricorrente era ormai divenuto realtà.

 

Tutti i racconti

4
8
22

Poiché sono l'albero più occidentale del giardino

03 September 2026

Poiché sono l'albero più occidentale del giardino posso vedere tutto ciò che succede fuori dalla casa ma posso solo intuire invece quello che succede dentro di essa. Da quando è stata costruita la casa sono lì fermo e immobile. È vero, una pianta per definizione non si muove, ma ciò è vero solo [...]

Tempo di lettura: 3 minuti

5
12
31

Fuggiva e... basta

03 September 2026

Anche quella mattina Giovanni camminava a passo sostenuto, come quando era in ritardo per l’orario d’ufficio. Prima di andare in pensione aveva sognato che il suo rapporto con l’orologio si sarebbe interrotto, a cominciare dalla sveglia del mattino. Lo aveva pensato sistematicamente negli ultimi [...]

Tempo di lettura: 3 minuti

  • Ondine: Andare in pensione può rivelarsi un'arma a doppio taglio, dipende [...]

  • MaricaR: X Rubrus: per quanto riguarda la pensione la mia se ne va in parte per aiutare [...]

3
7
21

A 140 Bpm (2/2)

02 September 2026

«Credi davvero che la dissolutezza e l'altruismo si escludano? La bellezza della vita che hai appena vissuto sta proprio nel fatto che eri entrambe le cose. Eri l'uomo che dava una mano ai ragazzi il martedì pomeriggio e quello che si perdeva nei locali il venerdì notte. Imperfetto, disordinato. [...]

Tempo di lettura: 3 minuti

  • Rubrus: Mi piace questo S.Pietro "manovale" come un capobarca o un capomastro.
    Il [...]

  • zeroassoluto: Piaciuto!
    Paraculi anche in Paradiso... non bisogna fidarsi di nessuno!

3
4
23

Tre notturni

02 September 2026

Sbuffa il battello, scricchiola e cigola che il fiume risale a fatica. Dietro l'ultima ansa, finalmente, il villaggio: i vecchi alle reti, festanti i fanciulli, le donne a condire pietanze. E festa sarà. Si udiranno racconti di faune feroci, flore carnivore, paludi e agguati di tribù dalle più [...]

Tempo di lettura: 1 minuto

7
7
25

A 140 Bpm (1/2)

01 September 2026

Le luci stroboscopiche tagliavano il buio a ritmo di centoquaranta bpm, il pavimento appiccicava di gin tonic rovesciati e l’aria era un concentrato di condensa, profumi dolciastri e sudore. Era il primo venerdì di giugno. L’estate era un’esplosione imminente che si sentiva sulla pelle, un'elettricità [...]

Tempo di lettura: 3 minuti

8
9
55

Io sono

01 September 2026

Spesso, da giovane fanciullo, nel sonno sognavo di librarmi dentro un lungo e flessuoso tunnel dalle pareti colorate e morbide. Man mano che avanzavo, fluttuando in quella strettoia, il tunnel si allargava sempre di più. Ad un tratto sentivo un fruscio, un'energia delicata e gentile ed allora non [...]

Tempo di lettura: 1 minuto

  • Phil: Grazie, hai condensato in poche splendide righe l'essenza ei cio che siamo. [...]

  • U1803: bello che tu possa aver ricordato una lontana esperienza, inoltre hai espresso [...]

3
14
19

Vi racconto in breve bellezza e mistero dell'Isola della Gaiola

Un incanto naturale

01 September 2026

L’Isola della Gaiola, nascosta tra le acque cristalline di Posillipo a Napoli, è un piccolo gioiello naturale che rapisce lo sguardo e incanta il cuore di chiunque la osservi. Due isolotti rocciosi emergono dal mare con una forza quasi magica, abbracciati da fondali rigogliosi, popolati da una [...]

Tempo di lettura: 3 minuti

8
9
41

L'insalata

31 August 2026

Una volta o l'altra ci sarebbe rimasto secco. Così Bruno pensava del vecchio. Lo vedeva arrancare tutti i giorni dalla casa all'orto. Pochi passi, ma nell'ultimo anno erano diventati parecchi. Il Camillo aveva novant'anni, forse novantuno – Bruno non ricordava – e, a quell'età, un anno è lungo, [...]

Tempo di lettura: 5 minuti

  • Dax: Bello....like

  • Rubrus: O/Eco/Dax Grazie. Anche sotto questo profilo, sovente, gli anziani vengono [...]

5
8
55

Arrivederci

31 August 2026

Se lo avessi saputo, ci sarei venuto prima. Eccovi lì, arrivati quasi tutti. Vi siete vestiti bene, non serviva. Non serviva neanche portarmi in questo posto, bastava un bel prato in mezzo al bosco. Bastava una catasta di legna secca. E invece siete qui, in chiesa a guardare una cassa di legno [...]

Tempo di lettura: 2 minuti

  • Rubrus: PRRFF Ci siamo capiti :-). Reincarnazione? Mi viene sempre in mente quel film [...]

  • Ondine: Mi piacerebbe reincarnarmi... ma boh non sono neppure certa che sarebbe una [...]

9
15
60

La Befana del 1952

Memorie di Carpinone

30 August 2026

Le pere, le nespole, i fichi, le noci, le mandorle, le mele, le pesche e l'uva: a mia memoria, era la frutta che si poteva cogliere, nella stagione giusta, a Carpinone. Poi arrivava il venditore ambulante che proponeva, kaki, arance e mandarini con voce stridula, anche in cambio di patate. Si, [...]

Tempo di lettura: 3 minuti

  • Dax: Maledetta malattia. Racconto intenso. like

  • Goccia: Papà la affrontò guardandola negli occhi e valorizzò al [...]

3
7
35

Dalla Bilancia di Themis alla Iustizia

Da Simbolo astronomico ad attributo di un Santo Armato

30 August 2026

La Bilancia di Themis, che fino a quel momento era stata solo un concetto filosofico nel banchetto nuziale dell'Olimpo, trova finalmente il suo corpo fisico in cielo. I Romani prendono lo strumento della Titanide, lo strappano dalle mani della mitologia e lo trasformano nel monumento eterno del [...]

Tempo di lettura: 4 minuti

  • Rubrus: Chissà se c'è un collegamento tra la parola "tribunale" [...]

  • Rubrus: PS: il bicameralismo, italiano e non solo, ha una causa differente: il Senato [...]

9
16
60

Là fuori

Eco
29 August 2026

Anche oggi la stessa storia. Sempre in coda. Una fila interminabile che si snoda attraverso una rete di strade tutte uguali. Accelerazioni, rallentamenti, soste improvvise. Ogni giorno percorro lo stesso tragitto. Il mio lavoro è semplice. Prendo ciò che mi viene affidato, lo consegno dove serve [...]

Tempo di lettura: 2 minuti

  • lottimista: Bel ritmo, bel colpo di scena, bellissimo stile.

  • Dax: Bello, intenso. Like

Torna su