Giorno uno della mia presenza in azienda.

Mi sistemarono in un angolo molto luminoso, proprio vicinissimo alla finestra per permettermi di avere la giusta luce quotidiana di cui avevo bisogno. Devo ammettere che mi piaceva molto la postazione che avevano scelto per me, avevo sentito dire che decisero di portarmi qui per dare quel tocco di colore in più all’interno del triste ufficio.

Chissà se sarò all’altezza, pensai. All’inizio devo ammettere che mi sentivo ancora un po’ timida, quindi per ambientarmi pensavo mi servisse qualche giorno, se non qualche settimana. Avevano scelto me perché promettevo bene, così dicevano.

Decisi di starmene buona buona, prima di farmi conoscere. Avevo bisogno di capire in quale ambiente mi trovavo.

Così passarono i giorni e iniziai a notare tante cose. Nei primi tempi, diverse persone catturate dalla curiosità si avvicinavano per studiarmi e fare ipotesi su quale poteva essere il mio futuro qui dentro e quale postazione poteva essere magari più adatta. 

Dopo diversi dibattiti alla fine optarono per lasciarmi dov’ero, ottima decisione pensai. Solo che, insomma, avevo i miei tempi di maturazione e notai che non tutti sapevano apprezzare l’attesa. Per questo motivo, a un certo punto, decisi di fermarmi per vedere cosa poteva succedere intorno a me, quali reazioni avrei potuto suscitare.

A malincuore capii che passato l’entusiasmo iniziale erano sempre meno le persone che ogni tanto venivano a darmi un aiuto per crescere al meglio. 

Fu così che passato qualche mese decisi di aprirmi. Così, all’improvviso. Pensavo di portare finalmente un po’ di buonumore qui dentro. Invece notai che nessuno se ne accorse. Andai avanti per la mia strada allora, per capire se c’era comunque qualche possibilità in futuro… Ma ancora nulla.

Arrivò marzo, la primavera era alle porte. Finalmente qualcuno mi notò. Stupito chiamò altri colleghi per far notare il bel risultato raggiunto. Tutti furono contenti di ammirare la mia bellezza. 

Fino a quando, a causa del troppo entusiasmo o forse a causa della mancanza di cure o forse a causa della fretta, un giorno mi versarono troppa acqua addosso. Le mie radici iniziarono a marcire e io appassii.

E così, dopo pochi mesi, decisero di buttarmi via, ormai la mia stagione era terminata.

Meglio prendere un’altra pianta, magari già fiorita, così da arredare meglio l’ambiente.

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