Totò si era imbarcato a Bruxelles su un volo diretto a Palermo.

Era un bel ragazzo sulla trentina, longilineo, ben vestito e con un bel portamento. Lavorava alla Comunità Europea e stava tornando nella sua città per le vacanze estive.

Era sveglio, colto, e subito dopo la laurea in scienze politiche aveva frequentato un master che gli aveva aperto le porte del lavoro. 

"Veni cà, un ti moviri" disse l'uomo seduto vicino a lui, rivolgendosi al ragazzino che gli stava accanto. Nel sentire il dialetto siciliano, Totò senti un'emozione percorrerlo in tutto il corpo.

L'Europa, il lavoro, la vita agiata, in fondo al cuore però Totò aveva sempre una latente nostalgia per la Sicilia, la sua terra.

Guardando fuori dal finestrino, ormai in quota, gli venne in mente  un episodio di tanto tempo fa...

 

...era da poco passato mezzogiorno e molti bagnanti cominciavano a chiudere l'ombrellone per tornare a casa, pranzare, e abbandonarsi ad una lunga siesta che ritemprava le forze, in quel torrido mese di luglio nell'antica borgata dell'Arenella, alla periferia ovest di Palermo.

La spiaggia dell'Arenella era frequentata per lo più da gente del posto. Era proprio una bella spiaggia, non troppo estesa, ricoperta da ciottoli che degradavano dolcemente verso il mare che vi infrangeva le sue onde generando un piacevole sciabordio.

Erano anche frequenti gli accampamenti di due o tre tende da campeggio di piccole comitive di ragazzi o di nuclei familiari che, non potendo permettersi agi migliori, vivevano in questa spiaggia la "loro" vacanza estiva. 

Improvvisamente la spiaggia fu sconvolta da un incidente che interruppe il tranquillo scorrere del tempo: Totò, lui, il figlio più piccolo della famiglia Lo Re, accampata, appunto, sulla spiaggia, si era spinto troppo oltre in mare e non riusciva più a tornare verso riva. Un vociare confuso accompagnò le azioni di salvataggio.  

Fu Fulippu, l'anziano venditore di calia e simenza che, senza esitazione si tuffò tra le onde con tutti i vestiti. Sulla spiaggia un lungo silenzio pesò come un macigno per alcuni secondi, che però sembrarono eterni. Un boato di gioia si levò quando tra i flutti Fulippu si avvicinò alla riva con Totò  tra le braccia e quasi lo scaraventò sulla spiaggia, era infatti con le forze allo stremo.

La signora Lo Re, mamma di Totò, espresse la sua emozione e il suo ringraziamento urlando a squarciagola 

"U Signuri tu paa, a tia e a to' famigghia".

Il vociare si attenuò a poco a poco man mano che i bagnanti si avviavano verso casa per il pranzo...

 

"Allacciare le cinture, ci prepariamo alla discesa, tempo soleggiato, temperatura 28° Celsius. L'Alitalia vi ringrazia e vi augura una buona permanenza a Palermo" .

Così suonò la voce del comandante.

Totò tornò rapidamente alla realtà, il ricordo di quella giornata nel suo mare lo aveva intenerito. Si avviò verso l'uscita con il cuore allegro, pensava "che bello il mare di Sicilia!".  

 

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