La volpe non voleva scoprire la sua identità, ci pensò su un momento poi disse:

          < Io mi chiamo Robin, sono un cane ...

          < Non può essere - replicò il draghetto, - io conosco i cani, sono differenti da te, non hanno quella buffa coda, dimmi la verità, se devo            dire che ho un amico non so nemmeno che tipo di animale è!

        <E va bene rispose come se fosse offesa la volpe. Te l’ho detto mi chiamo Robin e sono la responsabile della foresta, quella che deve              sapere tutto e fare in modo che tutti gli animali abbiano di che vivere bene. Capirai da solo che non posso rivelare la mia vera identità         a tutti, altrimenti sarei esposta a tutte le richieste di chi non è contento della sua vita. Per te va bene sei un drago e sei grande                 abbastanza da incutere timore agli altri ma ci sono anche animali più piccoli che hanno difficoltà in tutto.  

    Remy nel sentire quelle parole, si eccitò proprio come un cucciolo alla vista del padrone, cominciò a roteare su sé stesso, muoveva la testa intorno seguendo i movimenti della sua lunga coda.  Nel girarsi di scatto per poco non prendeva in pieno la volpe che per fortuna era agile e riuscì a scansarsi in tempo. Addirittura, una dea, aveva incontrato la divinità della foresta. Quello che aveva detto era proprio quello che lui cercava, qualcuno in grado di aiutarlo.

     <Senti, azzardò Remy con la voce quanto più bassa possibile – non vorrei disturbarti, ma avrei proprio bisogno di un favore da parte tua. Lo so che hai detto che non volevi essere disturbata, ma viste le mie condizioni ti prego di aiutarmi. Io sono un drago e mio padre vorrebbe da me che mi dessi da fare per diventare adulto e con tanto di fuoco dalla bocca.  Personalmente io sarei contrario a tutta questa messa in scena del fuoco. Non solo siamo grossi tanto da oscurare il cielo, quando siamo in volo, dobbiamo per forza sputare queste fiamme per farci odiare da tutti? Purtroppo, i genitori vogliono così e non ci posso far niente. Tu che sei una dea potresti fare in modo che davanti a mio padre riesca cacciare queste benedette fiamme, magari in privato io eviterei di farlo. La volpe ora si trovava in grosse difficoltà. Lei si era vantata di essere la dea e che provvedeva al benessere di tutte e ora si trovava in difficoltà. Come poteva fare qualcosa per quel drago, se capiva che lo stava imbrogliando, bastava che gli mettesse un piede in testa per schiacciarla.

         <Vedi caro il mio drago, non è possibile che a ogni richiesta io possa intervenire. Sarebbe troppo facile non trovi, uno viene da me e dice fammi questo! Non funziona così, bisogna meritarsele le cose, specie quelle difficili. Tu dici che non cacci le fiamme, io credo che sia colpa tua, tutti i draghi lo fanno, in te non c’è niente che non va, puoi farcela da solo. Sei tu che dentro di te trovi inutile questa dimostrazione di potenza e allora ecco che non ti viene spontaneo farlo. Dovresti arrabbiarti ma sul serio,   prova a infuriarti veramente, una di quelle ire che ti prendono, a esempio quando i tuoi fratelli ti prendono in giro invece di startene lì a sorridere, sfoga la tua rabbia e vedrai che il fuoco uscirà, ne sono certa.  

       <Remy aveva ascoltato con attenzione le parole della volpe, e cominciava a creder che avesse ragione, lui dentro di sé non voleva diventare come gli altri, aveva un animo gentile e il fatto di sputare fiamme proprio non gli andava giù.

         <Grazie Dea dei tuoi consigli, credo che abbia proprio ragione tu, sono io che non voglio fare quella cosa, pazienza mio padre si dovrà abituare, non sono come loro, voglio essere uno libero di agire come meglio crede, voglio fare amicizie e stare insieme con gli altri animali. Non mi piace vivere come un drago sempre da soli in posti bruttissimi, in cima a delle montagne fredde e senza alberi. Qui dove sei tu è bellissimo, mi fermerei per sempre.

         <Non credo sia possibile – rispose svela la volpe, l’idea di avere fra i piedi uno come quello non le andava proprio – ci sono troppi alberi e tu non potresti volare con quelle enormi ali che hai, poi per te non ci sarebbe cibo a sufficienza. Dovrai rassegnarti sei un drago e tale resterai, anche se non ti piace, al massimo non caccerai le fiamme ma sempre drago sei. Torna dai tuoi e spiega come stanno le cose, vedrai che alla fine capiranno.  La volpe stava parlando quando il cielo si oscurò con delle ombre che passavano veloci. Alzò gli occhi e vide due draghi volare alti nel cielo. Erano ancora più grossi di quello che aveva davanti  e dalle loro intenzioni capì subito che non avevano buone intenzioni. Certamente l’avevano vista ed era sicura che sarebbe diventata il loro pasto. In preda al panico scappò veloce s rifugiarsi sotto gli alberi e al riparo di alcune rocce che formavano una specie di rifugio. Si mise in silenzio ad aspettare gli eventi. I due draghi atterrarono planando sullo spiazzo erboso dove si trovava Remy. Erano i due fratelli che lo stavano cercando per ordine del padre.

            <Ecco dov’eri!  - Disse Quor bofonchiando – cosa ci fai qui, lo sai che non è un posto per draghi questo. Potresti restare impigliato con le ali nelle fronde degli alberi e stupido come sei potresti farti male.

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