Abitando da quattro decadi a Parigi, mi interessava vedere come questa città mi ha aiutato a crescere, senza saperlo, in consapevolezza. 
A Parigi ci sono arrivata per un’opportunità di lavoro unica e per un amore finito non per mia volontà. Partito il compagno sono rimasta, attratta da un clima secco e ventoso, ottimo per i reumatismi, da un’organizzazione sociale efficiente basata sullo stato di “diritto” e da uno stretto cerchio di amici italiani.
 
Di certo vivere e lavorare all’estero mi ha tenuto aperti la mente e il cuore. A cominciare dalla lingua: appena arrivata ho cercato di parlare come loro, con quella “erre” particolare e a labbra strette, solo che il cuore mi si serrava, rimpicciolendosi. Quindi ho preferito lasciar perdere finendo per andare a lavorare in ditte italiane installate in città. 
Per un italiano a Parigi lo shoc culturale è forte anche se dicono che siamo cugini, ma secondo me solo in questo senso, come faceva notare Jean Cocteau: "quando i parigini sono nel loro meglio, ricordano degli italiani di cattivo umore."

L’aria che si respira sa di una razionalità a oltranza, di una formalità che mantiene le distanze: con la mia portinaia ad esempio, che conoscevo da 30 anni, ci davamo ancora del “voi”. Eppure ho imparato, in quest’atmosfera, ad articolare il mio pensiero; nessuno me l’ha insegnato, l’ho assorbito dall’ambiente ed è stato indispensabile per poter comunicare. Anche perché i parigini pensano “a scaletta”: se manca un piolo, un passaggio in una conversazione, o in una presentazione di lavoro, perdono la trebisonda. E a me riesce così bene mandarli in tilt, quando voglio, saltando di palo in frasca! 
Accanto alla loro lingua “in punta di forchetta” sto scoprendo un linguaggio truculento, corporeo e sensuale: quando una coppia dorme girandosi le spalle dicono “Être à l’hotel du cul tourné”, “Essere all’albergo del culo girato” e il loro spirito pungente fa dire, quando qualcuno ha successo “Il a fait un malheur”, “Ha fatto una disgrazia” (per gli altri invidiosi), ma diventa spassoso sui mercati dove un umorismo sornione crea sottili giochi di parole. E in questo i parigini eccellono! 

Parigi non è una città, è un mondo. Esteticamente un incanto, mi sono innamorata della sua bellezza, dei suoi cieli spaziosi, dei suoi parchi
maestosi, della sua colorata varietà: basti pensare ai quartieri ebreo, cinese, indiano, arabo, africano o a quello degli artisti.
Siamo però ben lontani dalla nostra gestualità e dal nostro senso teatrale. 
Ai parigini, minimalisti nei gesti, uno sguardo e una sola parola tipo “laser” bastano per rimetterti al tuo posto. Il loro spirito critico mi ha spesso preso alla sprovvista: c’è sempre qualcosa che non va, comunque, dovunque, con chiunque, in ogni cosa. Applicando però il loro principio critico su me stessa, ci ho guadagnato – alla fin fine – in lucidità e discernimento. 
A volte però devo stare attenta a come mi muovo: se sfioro un parigino per sbaglio in una fila da un panettiere di un quartiere 'chic', questi me lo fa notare col volto infastidito, girandosi di scatto. Mi fa pensare a una porta automatica: quando ti avvicini, questa si apre, ma quando ti avvicini a un parigino questo si chiude! 

È quasi impossibile incrociare gli occhi di un adulto, di un cane o di un bambino. Esistono muri invisibili che diventano elastici e accecanti come dune di sabbia, per le strade, nei metrò, nei luoghi pubblici, che mi fanno pensare a un deserto urbano.  
Ma non perdo l'occasione per accogliere e rispondere a un sorriso, a una delicatezza.
Anche nel deserto ci sono oasi e fiuto da lontano dove c’è gorgogliare di vita. E quando accade, scopro con gioia che l’essere umano ha dei tesori nascosti, aldilà dei condizionamenti nazionali! 

E quando un parigino lascia parlare il cuore allora, sono fiori che si aprono, di una bellezza rara, come i fiori del deserto.

Tutti i racconti

14
6
285

Ancora un passo

Alla fine del cammino

27 March 2026

Per tutta la vita era stato un soldato, uno di quelli impiegati in guerre segrete e senza regole. Nei suoi occhi leggevi tanta tristezza per le miserie del male. Stanco si assopì cullato dai sobbalzi in coda a un treno che correva verso casa. Forse un sogno. "È qui?" "Si", gli indicò una bimba [...]

Tempo di lettura: 1 minuto

  • Dax: Bellissima preghiera. Like

  • Virginia Lupo: Carissimo signor Paolo lei è uno degli autori che seguo con attenzione. [...]

3
2
55

Più umano o meno umano? 1/3

L'eredità di Billy

27 March 2026

Più umano o meno umano? Billy, all’epoca dei fatti, era un signore di mezza età che dimostrava meno dei suoi anni: ancora atletico e piuttosto gioviale. La sua vita lavorativa si era svolta prevalentemente nella Silicon Valley come progettista e inventore di programmi per computer. Ora era in [...]

Tempo di lettura: 3 minuti

11
10
58

Influence(r) nefaste: Valentina Di Cervello

26 March 2026

“Buonasera, raga. Ecco a voi da Doha la vostra Valentina Di Cervello. Sono qui nella suite fan-ta-sti-ca che mi ha preso Papi. E vedete…”, mostra con ampio gesto una sfilza di grattacieli puntati come spilli nella sabbia della spiaggia oltre il vetro di una finestra panoramica, “… vedete la skyline [...]

Tempo di lettura: 1 minuto

  • Zio Rubone (Ezio Bruno): Grazie per la lettura e i commenti, Paolo, Rubrus, Dax, Aigor, Virginia, Walter [...]

  • Rubrus: Mmmm no, non mi convince l'accostamento. Ho visto il fenomeno dei paninari [...]

4
8
442

Un'intervista con l'esperta, parlando del presente e del futuro dell'arte

Perchè, finché ci sarà arte ci sarà speranza... ma se qualcuno di voi si trovasse a cena con Banksy cosa gli chiedereste?

26 March 2026

Amici lettori appassionati dell'Arte e dei buon artisti, sono qui a presentarvi una persona attiva e super esperta del mondo dell'arte alla quale ho voluto rivolgergli le mie nove domande e mezza quindi inizierò a raccontarvi un po' di lei. Maria Daolio figlia d'arte aveva solo 2 anni quando seguiva [...]

Tempo di lettura: 5 minuti

4
6
127

Un po' stregata dalla luna

Noi romantici che guardiamo il cielo anche al mattino...

25 March 2026

La luna, magnifica nella sua procacità del novilunio di maggio, aveva vagabondato tutta la notte alla ricerca di giovani innamorati che la decantassero estasiati, sussurrandosi parole di un vocabolario antico ahimè dimenticato. Ormai solo pochi gatti fuggiti dai loro giacigli in case forse perfette, [...]

Tempo di lettura: 1 minuto

  • Dax: luna dorata/luna incantata/tu che vegli/sui nostri bisbigli/di gemte sognante/alla [...]

  • Chichì: Luna, grande ispiratrice dei poeti. Grazie, Dax. Buona giornata!

5
3
47

Dietro la porta

25 March 2026

Igor Maduro detto il Turco era immobile in ascolto. Stava al buio, seduto sul divano, con la testa girata da un lato, la sigaretta a mezz'aria tra le dita e il fumo trattenuto in gola. Dal silenzio dell'appartamento preso in affitto qualche settimana prima, cercava di identificare quel rumore avvertito [...]

Tempo di lettura: 4 minuti

1
1
301

Lo scultore 2/2

24 March 2026

Un rumore costante cattura la sua attenzione: un martellare ritmico che sembra nascere da un antico rituale, un’energia tribale che la sorprende e la inquieta allo stesso tempo. «E intanto il mondo là fuori cambia velocemente», sussurra. «Sei stato al mercato stamattina?» Chiede alzando appena [...]

Tempo di lettura: 1 minuto

6
8
124

Il Canarino Giallo

24 March 2026

Ogni mattina, quando esco di casa, il canarino giallo della mia vicina canta felice. Ma cosa avrà da cantare quello lì, che è rinchiuso in una gabbia a semi e acqua. Sono più triste io che sono libero di andare dove voglio. Sorrido. Il lavoro, la morale, la vergogna di sbagliare, sono sbarre di [...]

Tempo di lettura: 1 minuto

  • Rubrus: Divertente e piaciuto, il gatto Silvestro mannaro. Finale inatteso e apprezzato.

  • Lo Scrittore: quella sequenza ininterrotta delle sensazioni negative espresse con costante [...]

4
11
243

Libero Arbitrio

sceneggiatura per un'avventura di Daredevil a Gotham City

23 March 2026

Antefatto: Daredevil ha dovuto lasciare New York: Mr. W. ha vinto. Batman, convocato Matt a Gotham, lo ha nominato suo erede; gli ha lasciato solo Tau, un'Intelligenza Artificiale che ha imparato a imitare la voce di suo padre defunto, Jack Murdoch, pugile ucciso per non aver truccato un incontro. [...]

Tempo di lettura: 5 minuti

  • Lawrence Dryvalley: Caro Giuseppe, da lettore di fumetti (italiani, usa, jappo e chi più [...]

  • Giuseppe corsi: entro i 20 anni farebbe tanto bene. la cultura di hugo pratt, la bellezza franco [...]

2
3
35

Lo scultore 1/2

23 March 2026

All’una e undici della notte del 25 agosto 1914 la morte scese dal cielo su Anversa, e io la vidi arrivare. Ero nella mia stanza all’Hotel St. Antoine. Avevo passato la serata a leggere giornali inglesi e americani, pieni di dispacci sulla guerra che avanzava come una bestia cieca. Le campane della [...]

Tempo di lettura: 5 minuti

  • U2108: E' un resoconto storico realmente vissuto? E' avvincente, scritto [...]

  • Dax: Bello e terrificante.W la pace.Like

5
7
51

Specie protetta

23 March 2026

Il database R.S.E. - Registro di Stabilità Emotiva occupava quasi tutto lo schermo: studi longitudinali sull’adattamento emotivo alla perdita. Una delle prime cose che le avevano insegnato era che le emozioni sono misurabili. Non in senso poetico, in senso statistico. A venticinque anni Lea sapeva [...]

Tempo di lettura: 5 minuti

  • Paola Araldi: Ciao Rubrus, ti ringrazio. Concordo sull'uso dei calcoli probabilistici [...]

  • Rubrus: "Libero arbitrio" di Giuseppe Corsi.

6
10
185

ll dono

NTH
22 March 2026

Giulio aveva un dono: sin da piccolo, aveva mostrato un’inclinazione particolare a risolvere i problemi cercando soluzioni e non colpevoli da punire. I primi a restare sconvolti dagli atteggiamenti di Giulio erano stati i suoi genitori, che si erano preoccupati non poco per lui: i pianti infantili [...]

Tempo di lettura: 5 minuti

Torna su