Si chiamava Frank, ma per tutti i ragazzi del paese era “Sartana”. Non si sa bene chi gli avesse affibbiato quel soprannome e perché, probabilmente era dovuto al suo modo di camminare, un andamento a braccia leggermente aperte a mo di pistolero e la sigaretta sempre tra le labbra. Non aveva però un cavallo per i suoi spostamenti, bensì la mitica “vespetta50”, molto in voga in quegli anni. Poco si sapeva di lui in paese, se non che abitasse in campagna con i genitori ed un fratello di qualche anno più piccolo. Lavorava la terra insieme alla sua famiglia, pertanto si vedeva in paese solamente al calar del sole e nei giorni di festa, quando arrivava in piazza in sella alla sua “due ruote”, e dopo aver fatto rifornimento di sigarette, stazionava davanti l’ingresso della tabaccheria in attesa di qualcuno col quale scambiare due parole. Non aveva molti amici, ogni tanto con quei due o tre che frequentava abitudinariamente, single come lui, si recava in città alla ricerca di un po’ d’amore mercenario. Nel complesso “Sartana” sembrava un ragazzo semplice, dai modi abbastanza goffi, gran lavoratore, ma frequentandolo più da vicino non si faceva una gran fatica a capire che aveva qualche problema di natura psico intellettiva. Era pressoché analfabeta, i suoi ragionamenti potevano andare d’accordo con quelli di un bambino di nove-dieci anni. Ai suoi interlocutori ripeteva sempre che era in quelle condizioni dopo che suo padre lo aveva colpito in testa con una bastonata quando era in giovane età, ma questa versione non fu mai verificata da alcuno, ma neppure smentita. Nonostante tutto Frank Sartana aveva un pregio enorme: era un gran lavoratore. Instancabile. E questo pregio non era passato inosservato alle famiglie del paese, molte delle quali lo chiamavano per dei lavoretti extra di giardinaggio e potatura. In pratica Frank non era una persona che lavorava per vivere, ma viveva per lavorare. Era benvoluto da tutti, anche se non faceva parte di alcun gruppo o comitiva, era il classico cane sciolto, attaccava bottone con tutti e tutti gli rispondevano come fosse un loro amico. Venne un periodo però durante il quale si persero le tracce di Frank Sartana, non si vide più sfrecciare con la sua vespetta50 e l’immancabile sigaretta in bocca, anche i suoi due o tre amici di “rimorchio a pagamento” non avevano più sue notizie. Sembrava sparito. Tra i ragazzi del paese si cominciavano a formulare delle ipotesi su cosa potesse essergli capitato o dove potesse essere andato, così come se lo chiedevano molte famiglie, delle quali Frank aveva la manutenzione dei loro giardini. Trascorsero i mesi, di Frank Sartana non si parlava quasi più e, quando per tutti diventò un capitolo chiuso, ecco improvvisamente sfrecciare per la piazza del paese la mitica vespetta50 con a bordo Frank e la sua immancabile sigaretta tra le labbra. Era tornato “Sartana”. La solita tappa dal tabaccaio per la solita scorta di sigarette e poi la solita attesa per scambiare due parole con qualcuno. Tutto come prima. Alle prime persone che gli si avvicinarono per salutarlo disse con un sorriso a trentadue denti ( forse qualcuno di meno ) che si era sposato ed aveva anche cambiato abitazione. Ora viveva nel paese vicino insieme alla neo moglie ed alla figlia di lei, una bambina di dieci anni avuta da una precedente relazione. Era felice Frank, tutto casa e lavoro. Non andava più con i suoi vecchi amici alla ricerca dell’amore mercenario, ora aveva una moglie, ed al calar del sole lasciava i campi e di corsa in sella alla sua mitica “due ruote” faceva ritorno a casa. Ormai lo si vedeva solamente per qualche minuto davanti la tabaccheria al momento del rifornimento di sigarette. Passarono alcuni anni durante i quali non successe niente di particolare, ogni giorno era uguale al precedente. Ma si sa, le cose non vanno sempre per il verso giusto, ed il povero Frank dovette improvvisamente fare i conti con la carenza di lavoro. La vita nei campi ben presto terminò, e per mandare avanti la famiglia, che nel frattempo era aumentata di numero con la nascita di Simon, un bellissimo bambino che ora aveva otto anni, il povero Frank cominciò ad elemosinare qualche lavoretto di potatura e piccolo giardinaggio, attività che fino a qualche mese prima svolgeva a tempo perso ma che adesso era diventata una necessità. Scomparve così dalla sua faccia quel sorriso incosciente che lo caratterizzava, quel sorriso che rendeva meno tristi quelle profonde rughe sul suo volto causate dai cocenti raggi solari durante il duro lavoro nei campi. Frank si vedeva sempre meno in giro per il paese. Era una calda mattina di luglio quando, all’uscita dei giornali, la popolazione del paese apprese una terribile notizia, giunta come un fulmine a ciel sereno. Nella prima pagina dei quotidiani locali e nazionali campeggiava un titolo a tre colonne che annunciava il ritrovamento di un bambino morto all’interno di una pineta. Era Simon, il figlio di otto anni di Frank “Sartana”. Sgomento tra gli abitanti, il pensiero dei quali andò subito al povero contadino e a come potesse sentirsi psicologicamente in quel momento. Capannelli di persone si formavano davanti l’edicola per commentare la notizia, la quale diventava più drammatica man mano che si andava avanti nella lettura dei vari giornali. Si venne così a sapere che il piccolo Simon prima di essere ucciso era stato violentato. Altri particolari della sconcertante vicenda venivano alla luce col passare dei giorni, con le indagini effettuate dagli addetti al caso. Nei giorni seguenti venne arrestato un vicino di casa della famiglia di Frank, un uomo di 57 anni, un certo Vincent, con diversi precedenti penali, che dalle indagini emerse era solito introdursi in quella pineta, che dista poche decine di metri dalla sua abitazione e dove era stata messa in piedi una baracca, insieme al piccolo Simon e a suo figlio, coetaneo della innocente vittima. E proprio quest’ultimo avrebbe incastrato il proprio genitore, confessando agli inquirenti che il papà andava in pineta per fare le “porcherie” con Simon. Le indagini portarono all’arresto anche del figlio maggiore di Vincent , Claude, per aver aiutato il padre ad occultare il corpicino senza vita del piccolo Simon. Le indagini continuavano senza soste, portando alla luce altre storie sconcertanti di sesso e pedofilia. I figli di Vincent, tutti, dal più grande al minore, erano sistematicamente violentati sessualmente dal loro padre, che li costringeva a turno ad entrare nel suo letto. Ma il fatto più clamoroso di tutta la triste vicenda e che nessuno si sarebbe mai aspettato fu, diversi giorni dopo l’uccisione del piccolo Simon, l’arresto proprio del padre della vittima, “Frank Sartana”. Evidentemente le indagini portate avanti dagli inquirenti stavano dando i loro frutti, il senso di omertà andava sgretolandosi e la gente cominciava a parlare. Fu la figliastra a confessare alla polizia che spesso negli anni passati era stata oggetto di stupro da parte del patrigno, ovvero Frank. Da qui l’arresto. Nel vecchio paese di Frank gli abitanti stentarono a credere a quello che scrivevano i giornali, conoscevano “Sartana” fin da ragazzo e lo consideravano una persona innocua, gran lavoratore, incapace di fare del male persino ad un moscerino, tant’è che molti di loro lo avevano persino ospitato a pranzo nei giorni durante i quali lavorava nei loro giardini. “E se fosse stato vero - si domandavano gli stessi - che pericolo avrebbero corso i nostri bambini?” E come succede sempre, la popolazione si divise tra innocentisti e colpevolisti. Moltissima gente partecipò ai funerali del piccolo Simon, la mamma in prima fila, che non distaccava i suoi occhi senza più lacrime dalla piccola bara bianca, subito dopo i suoi compagni di scuola e di giochi, e chissà, forse anche di sventura, e una moltitudine di persone comuni venute appositamente per rendere l’estremo saluto alla piccola vittima innocente. Passò il tempo e si arrivò al processo, alla fine del quale il Vincent venne condannato all’ergastolo per l’omicidio del piccolo Simon, il figlio Claude ebbe una condanna a quindici anni per concorso in omicidio e occultamento di cadavere, mentre il povero, si fa per dire, Frank “Sartana”, riconosciuto colpevole di stupro ai danni della figliastra, venne condannato a otto anni di reclusione. E come il vento porta via le foglie, così il tempo cancella i ricordi. Complice il mancato sfrecciare della mitica “vespetta 50” nella piazza del paese, Frank venne ben presto dimenticato, rimane nel piccolo cimitero una lapide ricoperta perennemente di fiori freschi. Simon è restato e resterà nel cuore e nel pensiero di molti.

 

Tutti i racconti

0
0
11

Il quotidiano

20 April 2026

Flavio Rossi uscì dalla banca con la ricevuta ancora tra le dita, piegata in quattro come faceva sempre. Era una mattina qualunque nella bassa modenese: aria ferma, odore di polvere e di campagna, il rumore lontano di un trattore. Aveva appena fatto un bonifico e stava già pensando a cosa mangiare [...]

Tempo di lettura: 3 minuti

0
0
15

Quella notte

20 April 2026

Partita di poker al bar del porto con Sordo, Bubi e Fiato. Mi avevano spolpato. Avevo chiesto un ultimo giro per riemergere dalle fogne. Guardai la mia mano, un full. Sordo e Fiato lasciarono con delle smorfie, restò Bubi che calò una scala reale. «Ascolta Bubi,» dissi abbassando la mano perdente, [...]

Tempo di lettura: 4 minuti

23
13
104

Tempo perso

Memorie de uno villico

19 April 2026

Lo giorno 7 de ottobre 1582, nello bosco che circondava da ogni lato lo castello de Monte San Senzaterra, si combatterono, ponendo alcuno limite alla loro ferocia, due opposte fazioni de cavalieri. L'una detta de li Servitori de lo Real Ordine Celeste, l'altra nota come Comunione de li Servitori [...]

Tempo di lettura: 3 minuti

  • Virginia Lupo: Buongiorno signor Paolo.
    il Signore ci scampi e liberi da simili visioni [...]

  • Lawrence Dryvalley: Paolo, mi hai davvero stupito con un racconto frizzante e dalla prosa antica [...]

6
5
41

L’ultimo giorno di Archimede

19 April 2026

La mia città sta morendo. Lo capisco dal silenzio tra un rumore e l’altro. Dopo quasi due anni di assedio, Siracusa è stanca. Le mura hanno resistito, le macchine che ho progettato hanno tenuto lontani i Romani più a lungo di quanto chiunque credesse possibile. Ma anche la scienza, che coltivo [...]

Tempo di lettura: 3 minuti

4
4
110

Il gatto Tommasino

18 April 2026

La carne del canarino allegro mi aveva fatto veramente bene. Il mondo mi appariva giocondo. Quando il carrozziere mi ha presentato il preventivo per aggiustare la macchina, con grande serenità ho scelto di lasciarla alla meno costosa perizia del braccio meccanico dello sfascia carrozze. Guardandola [...]

Tempo di lettura: 3 minuti

7
8
274

Password n° 2047

Domotica prossima ventura

18 April 2026

Non cambi la password da troppo tempo: aggiornala. 2.11.1969 Nella password ci devono essere delle lettere. 2 novembre 1969 È imprudente usare come password la propria data di nascita o quella dei propri cari. Creane una che non sia facilmente decrittabile e che non sia a te strettamente collegata. [...]

Tempo di lettura: 1 minuto

3
2
49

Modena, 1971

17 April 2026

C’è una foto di Luigi Ghirri che, appena la vidi, mi fece provare una sorta di sentimento, un’aria di famiglia. Qualcosa che aveva a che fare con la mia storia, ma anche qualcosa che la raccontava — la mia storia — più di un racconto: bastava quella foto. Lì c’era tutta la mia storia. È una delle [...]

Tempo di lettura: 1 minuto

  • Smoki: Anche io ho sempre pensato che Ghirri fotograsfasse la quotidianità [...]

  • Dax: Like

7
11
145

Un istante

17 April 2026

Il 12 luglio del 2005, in un anonimo paese di una regione qualsiasi, Francesca entrò in un bar, diede un’occhiata in giro, comprò un gratta e vinci, uscì e scoprì di aver vinto trenta euro. Non una gran somma, ma abbastanza per acquistare un pallone da calcio e rivelare così a suo figlio il regalo [...]

Tempo di lettura: 1 minuto

  • La Gigia: Grazie Dax, magari è andata proprio così... chissà.

  • Virginia Lupo: Sia lodato Gesù Cristo signora Gigia
    Questo racconto mi fa pensare [...]

2
1
142

La menzogna

16 April 2026

Clèone sapeva che Arianna mentiva. E sapeva anche che lei sapeva di essere scoperta. Eppure continuava, mescolando il vero al falso con sfacciata sicurezza. «Era la settima ora», ripeteva ostinata. «Ero alla stoà, tra i rotoli e i filosofi.» Ma non alla settima ora. Clèone lo sapeva da fonte sicura: [...]

Tempo di lettura: 1 minuto

  • Dax: povera Arianna...non meritava di morire😢, magari di essere cacciata di casa [...]

2
6
147

Dolorosa: il prezzo del dolore (2/2)

Parte 2: nesso causale

16 April 2026

Gotham, stazione abbandonata "Havermire", ore 05:07 am Un vecchio terminal ferroviario. Negli anni ‘40 era un nodo cruciale per l’economia della città. Ora è solo una carcassa di metallo, tagliata dai graffiti e dagli anni. Emily è seduta su una sedia, al centro del vuoto. Emily: «Tre notti [...]

Tempo di lettura: 4 minuti

  • Giuseppe corsi: ganzo! il pacco della cena autobiografica non interessa a nessuno.la psicologia [...]

  • Rubrus: Mi sembra il tipo del SK detto "buon samaritano" (tra l'altro, [...]

2
3
154

La linea 2/2

15 April 2026

Poi qualcosa successe anche al lavoro. Il capo lo sorprese una mattina seduto alla scrivania, con lo sguardo perso nel vuoto con una pila di documenti intatta. Sembrava che la sua mente fosse altrove, agganciata a qualcosa che nessuno poteva vedere. In realtà, stava pensando al libro e a quella [...]

Tempo di lettura: 2 minuti

  • Dax: Ah però, un libro "diabolico".Like

  • BrunoTraven: Già forse è vero Dax:) Grazie dei commenti a entrambi... Grazie [...]

2
4
127

Dolorosa: il prezzo del dolore (1/2)

Parte 1: salvo caso fortuito e forza maggiore

15 April 2026

Antefatto: Daredevil, alias Matt Murdock, è il nuovo guardiano di Gotham. Batman, prima di morire, gli ha lasciato Tau, una IA in grado di simulare la voce del padre, deceduto anni prima. Gotham, ore 10:30 pm, zona Grey Haven Piove da ore. Non la pioggia sottile di Hell’s Kitchen. No. Qui è [...]

Tempo di lettura: 5 minuti

Torna su