Il jet leg dopo una settimana è svanito.

E sono anche finiti gli incontri giornalieri con i rappresentanti della Comunità italiana di New York.

Il week end è libero da impegni ed è arrivato il momento di togliersi quella repressa curiosità che si porta appresso da quando è sbarcato al JFK: ritrovare le tracce perdute da venticinque anni di Anita.

Era Natale del 1963 e l’ultima lettera era ritornata dall’America con la scritta: transferred, address unknown

Eppure il giorno prima dall’archivio del Consolato il padre di Anita risulta ancora al vecchio indirizzo 191 W 43rd St.

 

Domenica mattina alle 8 in punto squilla la sveglia, si veste di corsa, jeans, scarpe comode, giubbetto di jeans, dopo una settimana di giacca e cravatta ne ha ben diritto.

Con la mappa della metropolitana trova l’indirizzo, è all’incrocio con l’Ottava Avenue, un isolato dalla fermata della Metro del Terminal Bus di Port Autorithy.

A passo di corsa si fa tutto l’isolato, sull’Ottava una folla di pendolari scesi dagli autobus.

All’angolo della 43rd cambia lo scenario.

Marciapiedi stretti, ingombri di sacchi neri di rifiuti che quasi tracimano sulla strada.

L’indirizzo è un palazzo che ha conosciuto tempi migliori, tutto il piano terra rivestito di legno annerito dallo smog, i piani superiori l’intonaco una volta rosso pompeiano è sbiadito in un rosa chiazzato di muffa. Di lato al portone una farmacia, l’insegna Sielber’s Pharmacy ,la vetrina polverosa, tre tendine di plastica colorata impediscono la vista all’interno

Sul portone una pulsantiera con una griglia anti vandali

Il nome non c’è, anzi non ce ne è nessuno.

Deve essere un condominio con inquilini che non amano farsi trovare.

L’unica è chiedere alla farmacia d’angolo.

Apre la porta, risuona un campanello,

La bottega è stretta, lungo le pareti laterali alti scaffali ingombri vasi ed ampolle di forma e fattura diversa, contengono preparati officinali.

Dal retrobottega esce il farmacista

E’ alto, magro, con la testa appuntita, le orecchie a sventola, le labbra sottili, il collo lungo con al centro il pomo di Adamo prominente, quasi una palla da tennis, gli occhi piccoli e incavati.

Sorride mostrando gli appuntiti denti scuri per la nicotina e sussurra : “Bitte”

Deve essere il dottor Sielber che non ha perso la lingua di origine.

Alla richiesta se conosce Ottavio Melanchini, il farmacista di poche parole risponde: glocke zwölf

Suona il pulsante n. 12 .

E lo suona

Una voce metallica risponde: “Hallo”.

Signor Melanchini? Vengo dall’Italia. Le vorrei parlare. Sono Alfredo, quell’amico di Anita. Si ricorda di me?”


Qualche istante di silenzio. Lo scatto della serratura e la stessa voce. “Sali, quarto piano e l’ascensore è guasto, da anni”

Alfredo fa le scale di corsa, odore di muffa, tanfo di vino, graffiti sulle pareti.

Sulla porta una targa di ottone con i caratteri in corsivo sbiaditi dagli anni.

Bussa.

Rumore di chiavistelli, la porta si apre lentamente.

E’ lui: Ottavio, il padre di Anita.

E’ cambiato tanto dopo trent’anni, è molto più magro, i capelli una volta neri sono tutti grigi, come i baffi.

E dal collo sbuca quella macchinetta dei tracheotomizzati.

Sulla parete di fronte alla porta un poster con la foto di Ottavio in divisa della X MAS.


Alfredo ricorda quella foto, ai tempi la teneva nascosta. Ora a New York quelle mostrine e quella divisa non hanno alcun significato.

Un sorriso triste.” E tu che ci fai qui? Sei rimasto uguale e con la stessa fantasia. Non immaginavo di vederti dopo tanti anni”

Alfredo gli carezza il volto:” Voglio sapere notizie di Anita. Dopo quell’ultima lettera del Natale del 1963, restituita con trasferita, indirizzo sconosciuto, mi è rimasta dentro la curiosità e poi ad Anita volevo bene, un amore di bambini, continuato da lontano con tante lettere”


 

Ottavio ricambia la carezza e: “Mettiti seduto, ti spiego tutto. E’ giusto che tu lo sappia. Vedi quella lettera l’ho fatta restituire io, ma su ordine di Anita. Lei aspettava quella lettera per Natale. Ed arrivò giusto il giorno della Vigilia. Ma lei non c’era più, se ne era andata due giorni prima, allora con la leucemia non c’era scampo. E’ rimasta lucida fino alla fine, sembrava che stesse bene e che potesse tornare a casa per Natale. Poi chiuse gli occhi e non li riaprì. Poco prima mi disse, se arriva quella lettera e non ci sono più , restituiscila. Non voglio che lo sappia”

E quella mattina del 8 maggio 1989 lacrime silenziose nell’appartamento n. 12 del 180 W 43rd St.

Tutti i racconti

0
0
5

Il furto

12 January 2026

La notte a Milano non è solo un'immagine in bianco e nero. Le luci si allungano, i rumori si sfumano e tutto sembra muoversi con un passo più lento. Mi ero iscritto a un workshop notturno per catturare proprio questa Milano diversa. Reflex pronta, cavalletto piazzato, tutto sotto controllo. Poi [...]

Tempo di lettura: 2 minuti

0
0
6

Il Signore del Nulla

12 January 2026

Il Signore del Nulla Un giorno qualunque si apre su una crepa invisibile. Tra feste che si deformano, amori illusori e visioni apocalittiche, prende forma il Nulla: non un demone, ma la trama stessa che divora ogni realtà. Era una giornata di primavera, tiepida, quasi banale. Decisi di [...]

Tempo di lettura: 5 minuti

3
4
40

La Crystal Pyramid

11 January 2026

Quando Lorenzo S. mise piede a Calerano, il paese stava attraversando la crisi più discussa degli ultimi dieci anni. Luisa, barista e moglie del fornaio, era scappata con il geometra Giuliani – pare per divergenze sui cornetti asimmetrici del marito – lasciando l’intera vallata a corto di caffè [...]

Tempo di lettura: 3 minuti

2
5
47

L'uomo Nero 2/2

11 January 2026

Mentre piano piano sprofondava nel sonno, ebbe una nuova visione: qualcosa si muoveva nel muro. Poi lo rivedeva come in un film uscire dal piccolo buco impossibile, troppo stretto perché potesse passarci qualcuno. Invece ne usciva quella figura, alta, irreale, come se non appartenesse davvero a [...]

Tempo di lettura: 2 minuti

3
2
130

Il silenzio

10 January 2026

Dopo tanto rumore finalmente il silenzio. Le orecchie fischiano. Il cuore batte forte. Il respiro è affannoso. Il corpo trema lievemente. Respiro. Piano piano. Il corpo ringrazia. Si calma. La mente ringrazia. C'è silenzio. Arriva la tanto ricercata pace. Il fischio nelle orecchie si placa. Inizio [...]

Tempo di lettura: 30 secondi

3
5
39

L'uomo Nero 1/2

10 January 2026

A scuola Marco cercava di concentrarsi, ma senza successo. Continuava a pensare a Giulia e a come riuscire a farsi notare da lei. Aveva già terminato i compiti nell’ultima mezz’ora di lezione, persino quelli facoltativi. Sicuramente la professoressa Di Giovanni, l’insegnante di matematica, lo avrebbe [...]

Tempo di lettura: 4 minuti

3
4
135

La casa di Jeeg 2/2

09 January 2026

«Ancora con ’ste fregnacce! Ascolta, vieni con noi e ti facciamo conoscere tante di quelle donne che ti scordi tutte ’ste minchiate!» Sbottò Sandro. All’improvviso il ragazzino partì di corsa e, al grido di: «Trasformazione… Jeeeeg…» si lanciò verso un buco nella siepe. Accorsi dall’altra parte [...]

Tempo di lettura: 3 minuti

  • Dax: sa più il pazzo a casa sua che il.savio a casa degli altri.
    Mi ha [...]

  • GustavLebo: Ciao Walter Fest non sono romano ma ho vissuto qualche anno nella città [...]

4
7
125

Al Cèster

09 January 2026

È sabato e sono le undici di mattina. Ho voglia di uscire e andare al bar a prendere un caffè. In un piccolo paese come Concordia sulla Secchia, in provincia di Modena, non c’è molto da fare. In fondo credo che sia così un po’ ovunque nelle province italiane: spesso l’unica alternativa al nulla [...]

Tempo di lettura: 4 minuti

3
3
192

La casa di Jeeg 1/2

08 January 2026

Quando arrivammo davanti all’edificio, il sole stava tramontando e sulla facciata lasciava lingue di rosso, come piccole emorragie di un giorno che muore. Parcheggiai davanti alla cancellata convessa verso la strada. «Allora, ma che è? Mi hai trascinato in questa tua avventura strampalata per [...]

Tempo di lettura: 3 minuti

3
4
82

Caffè Kafka

08 January 2026

Non voleva avvicinarsi di nuovo alla finestra; si limitava a fissarla da una certa distanza, come se quello spazio minimo di pochi passi potesse proteggerlo da qualcosa là fuori. Avvertiva una presenza che si muoveva nelle strade adiacenti alla sua abitazione. Non aveva prove, soltanto una sensazione [...]

Tempo di lettura: 5 minuti

4
7
166

Storia di Giovanni che si trasforma in salamandra 3/3

07 January 2026

La mattina, quando fuori era ancora buio, uscii di casa. Non sapevo spiegare perché stavo andando proprio lì; sapevo solo che non avrei potuto fare altrimenti. Una forza irresistibile, un richiamo profondo, qualcosa cantava nel mio sangue. Il giardino zoologico era quasi deserto. Attraversai i [...]

Tempo di lettura: 1 minuto

  • Rubrus: Il primo racconto "kafliano" di oggi; quando si parla di trasformazioni [...]

  • Lawrence Dryvalley: Lette e apprezzate le tre parti. Una trasformazione fisica o metafisica? Una [...]

2
3
190

Il macigno

07 January 2026

Era tenace e, a tratti, disperavo di farcela. Ero quasi certo, anzi, che non ce l’avrei fatta, fossero passati anche mille anni. Era una battaglia quotidiana per la sopravvivenza, che forse impegna l’umanità da quando si è fatta consapevole di sé stessa nella catena dell’evoluzione: l’eterna lotta [...]

Tempo di lettura: 4 minuti

Torna su