Tra i miei clienti più affezionati c’era un tale Armanduccio o Curredo, che faceva (lo dice il soprannome) il mestiere di venditore (a cambiali) di biancheria da corredi nei paesi dell’hinterland napoletano e della provincia di Caserta. Ma credo che prestasse anche soldi a strozzo. Forse per la cattiva qualità della merce venduta o perché la sua clientela era poco “onorabile” aveva fasci di titoli protestati e una bella mattina si presentò nel mio studio che il mio poco preveggente genitore aveva attrezzato nella magione avita. 

 

Aveva uno scatolone pieno di cambiali protestate, mi luccicavano gli occhi per la gioia, pensando all’anticipo che mi avrebbe pagato il prode Armanduccio. 

Il cliente mi tolse ogni illusione. “Avvocà (traduco in italiano perché il nostro si esprimeva in uno strettissimo, incomprensibile e irriproducibile dialetto) vedete voi quello che recuperate, poi vi pago il 20%, ah accetto anche cambiali, il soldo deve coriccolare (sic)”. 

Con gentilezza feci notare al cliente che le norme deontologiche non mi consentivano operazioni di tal fatta. Ma Armanduccio fu irremovibile. 

Per ridurre le spese facevo precedere l’inizio dell’azione esecutiva da una garbata diffida sulla mia elegante carta intestata. Vuoi per fortuna, vuoi perché l’indirizzo napoletano dello studio associato intimidivano i debitori, ebbi i primi successi. Ma trattandosi di pagamenti o di rinnovi di crediti di piccoli importi ed essendo pagato a percentuale soldi ne arrivavano pochi. C’era nella vetrina del Concessionario della Morris a Via Crispi una Mini Cooper nera seminuova che era le sette bellezze. Il genitore non volle sentir ragioni ad anticiparmi la somma necessaria per la caparra e allora decisi di investire i pochi guadagni per iniziare una vera azione di recupero in via giudiziaria nei confronti del debitore più grosso di Armaduccio, un tale Silvestri di Casale di Principe che aveva quasi una trentina di milioni di cambiali protestate e che aveva completamente ignorato il mio garbato invito a presentarsi al mio studio. Iniziai gli atti esecutivi e restai in attesa fiduciosa soprattutto perché l’ufficiale giudiziario della Pretura della zona al quale portai l’atto da notificare (con un’aria molto perplessa ripensandoci a posteriori), alla mia richiesta se conosceva il debitore e se “aveva da perdere” mi rispose con due affrettati sì. E ora viene il bello.

Ricordo la data, 10 febbraio 1969, erano le otto di sera, era una giornata “di acqua e viento” come diciamo a Napoli, che ti invogliava a rimanere a casa, stavo ascoltando musica, a un tratto squilla il citofono dello studio (aveva pensato anche a questo il genitore), non mi va di rispondere, ma mio padre sempre vigile e attento a contrastare la mia pigrizia: “Vai, è un cliente e ai clienti si risponde! Ma con la tua pigrizia e indolenza come vuoi fare carriera!” Per evitare ulteriori prediche paterne, io sventurato risposi (come Gertrude al turpe Egidio). 

Era Armanduccio: “Avvocà, mi ha chiamate Silvestre, ha avute gli atti e vuole pacare parte a contanti e parte a cambiali. Vuole che antiame ad incassare da lui e vi vuole anghe a voi. Vi porto con la mia macchina. Vi sapetto (sic)”

Feci notare ad Armanduccio che era una procedura insolita, ma non ci fu niente da fare. Mi vestii in fretta, spinto dall’avidità (il 20% di trenta milioni erano sei milioni, altro che Mini Cooper usata, mi compravo la MG spider e mi restavano i soldi per un viaggione in Inghilterra da signore e non da morto di fame). Sotto una pioggia sempre più torrenziale nella Fiat 1110 familiare di Armanduccio, carica di biancheria, dopo un’ora arrivammo a Casale di Principe. Intanto aveva smesso di piovere. Le strade del paese erano deserte e Armanduccio si fermò davanti a una sala cinematografica ove davano Django contro Sartana e mi fece cenno di entrare. Irato, morto dal freddo e con una nausea montante da mal d’auto per la guida a strappi, gli risposi: “Armandù, ma ti pare il momento di andare al cinema?” “No avvocate! Silvestre abita dentro al Cinema”. 

Nell’angusto foyer, la maschera (che ci aspettava e neanche questo mi preoccupò) ci fa cenno di entrare. Nella fumosa sala una decina di insonnoliti spettatori stavano seguendo l’ennesimo duello tra gli eroi del film. Attraversiamo tutta la sala. Di fianco allo schermo, dietro una porta alcuni gradini ci portano in un ampio giardino, lo attraversiamo tutto, in fondo c’è una casetta bassa, vi entriamo, un’ampia stanza con in fondo un camino nel quale bruciano umidi rami che mandano un acre fumo, davanti al camino, curvo che attizza il fuoco, una massiccia figura. Ci sente arrivare e si volta, capelli neri e una folta barba: “Ah voi siete l’avvocato che mi ha fatto gli atti! La nostra famiglia non è abituata a queste cose! Avete avuto coraggio! Comunque avrete quello che dovete avere”, si alza ed esce. Guardo Armanduccio con aria interrogativa ma non faccio a tempo a parlare che la porta si riapre e appare Silvestre, non è solo, davanti a lui, al guinzaglio di una spessa catena, due esemplari enormi, neri, di mastino napoletano. 

Con tono colloquiale come ci stesse offrendo il caffè: “Volete il vostro credito? Ecco il pagamento” e scioglie la catena al grido 

“Masaniè, Bambulè acchiappateli!”

E fu allora che compresi l’importanza dell’educazione fisica a scuola e dell’essere sempre in forma. Penso di avere battuto il record dei cento metri, quelli che mi separavano dalla casa di Silvestre alla stazione dei carabinieri posta all’ingresso del paese. Il povero Armanduccio non fu così fortunato: due mesi di ospedale e la macchina scomparsa con tutta la mercanzia.

Fu questa la goccia che fece traboccare il vaso.

Così abbandonai la carriera di principe del foro.

E pensare che avevo iniziato la professione sperando di diventare un Perry Mason napoletano, questo è il guaio di leggere troppi libri.

A quei tempi tra i Gialli Mondadori di Erle Stanley Gardner e il telefilm con Raymon Burr era una vera e propria alluvione di inutili illusioni.

80 casi di Perry Mason.

Io solo tre:

  1. Il caso del venditore di ricami
  2. Il caso dei gatti sulle scale
  3. Il caso dei mastini di Casal di Principe

Tutti i racconti

0
0
2

Carne della mia carne

Un insegnante aggredito, un livido sul braccio e una cena dove la colpa viene cancellata. Storia di un fallimento educativo.

Miu
20 June 2026

Quando la scuola la chiamò, Elisa riconobbe il tono, quello che gli insegnanti usano per scaricarti addosso il problema prima che diventi legale. Non fece domande, prese le chiavi della macchina, chiuse la porta e uscì di casa. Mentre scendeva le scale pensò che dopo avrebbe dovuto ricordarsi di [...]

Tempo di lettura: 3 minuti

0
0
4

Autogrill

Liberamente ispirato alla canzone omonima di Francesco Guccini

20 June 2026

Quel giorno non aveva intenzione di fermarsi. Voleva arrivare in anticipo, senza deviazioni né distrazioni, all’ultimo appuntamento della giornata: consulente editoriale per una prestigiosa casa editrice, proponeva libri d’arte, raffinati e costosi, a un pubblico di nicchia. Un mestiere elegante, [...]

Tempo di lettura: 2 minuti

3
4
27

Primo mare (2/2)

Tratto da una storia vera

19 June 2026

«Già» convenne il vecchio continuando il suo lavoro. «Niente motori, GPS, niente bussole, niente sestante, fari, boe, mappe nautiche. Niente di niente. Da allora non è cambiato molto, in realtà». Si alzò lentamente, come un albero dopo una tempesta. All’uomo parve di sentire lo scricchiolio delle [...]

Tempo di lettura: 5 minuti

3
3
26

Eva alla Rocca

Storie di famiglia

19 June 2026

Eva arrivò alla Rocca tutta sudata, anche perché la sacca sulle spalle era piuttosto pesante. Mamma Rosa aveva calcolato tutto in base alla sua robustezza, ma il caldo e la salita avevano reso il carico più gravoso. Aveva già previsto gli abbracci e i commenti delle zie Metilde e Virginia e aveva [...]

Tempo di lettura: 1 minuto

  • Adribel: Un bel ritorno a casa, si potrebbe costruire un romanzo intorno. Complimenti

  • Lo Scrittore: molto gradevole, specie l'ambientazione, Garfagnana e dintorni, posti dove [...]

4
5
33

Primo mare (1/2)

Tratto da una storia vera

18 June 2026

Era stato il primo mare, quello dell’infanzia, quello da cui s’innalzava il soffio vaporoso di Moby Dick e dove veleggiava Long John Silver cantando: “Quindici uomini, quindici uomini sulla cassa del morto”. Ce lo portava suo padre, anche d’inverno. Passeggiavano finché non arrivavano al molo, [...]

Tempo di lettura: 1 minuto

4
5
58

Salivo strette, ripide scale antiche

18 June 2026

Oltre la porticina erano corridoi, ricordo, con ampie vetrate affacciate sul cortile lastricato, attorniato da portici ai quattro lati. Ogni mattina, prima che la campana suonasse, la attendevo; e al suo apparire da quell'uscio, il cuore batteva forte e la parola mancava... Anche l’ultimo anno [...]

Tempo di lettura: 30 secondi

  • zeroassoluto: La mia Mariarosa della prima elementare alle suore... bionda con le trecce, [...]

  • Dax: Crescere a volte fa scomparire la magia...lime

4
5
47

Eclissi postale

17 June 2026

Sabato mattina di fine Gennaio, plumbeo e gelido come il polveroso piazzale antistante il trasandato ufficio postale destinato a servire il disagiato quartiere popolare periferico. Il freddo pungente penetra impietoso ogni qualvolta un utente apre la porta d’ingresso, omettendo sistematicamente [...]

Tempo di lettura: 3 minuti

4
4
39

Qual è la linea tra invadenza e supporto?

17 June 2026

Come si fa a delineare una linea tra supporto ed invadenza? Io penso di non averla mai superata, ma così facendo non mi sono mai nemmeno avvicinata troppo al vero e proprio supporto. So cosa è successo l'altra sera e sentirti stare così male non mi fa dormire. La notte mi assale questo senso di [...]

Tempo di lettura: 30 secondi

1
1
25

Hala e le Montagne (parte 2/2)

17 June 2026

Il gruppo di guerrigliere avanza verso la casa dove si trovano Yousif e gli altri miliziani dell’ISIS. Gli uomini accerchiati usano le ultime munizioni per provare a salvarsi da una morte sempre più certa. Le guerrigliere della prima fila cominciano a correre e lanciano con precisione le bombe [...]

Tempo di lettura: 4 minuti

7
8
44

I ricordi del Becchino: Rondini, zanzare e pipistrelli

16 June 2026

Il bollente sole di fine domenica colora l’orizzonte di rosso. Il furgone, accompagnato dallo stridore delle rondini che sfrecciano radenti sulle verdi spighe di grano, procede lentamente evitando buche e curiosi, affamati di notizie da condividere e da dimenticare. Arriviamo all’incrocio dove [...]

Tempo di lettura: 1 minuto

  • Dario Mazzolini: sempre bello, un racconto che mi è piaciuto, ma appunto non è [...]

  • Lo Scrittore: una istantenea grottesca di una triste verità, la vita nel suo procedere [...]

2
3
32

Hala e le Montagne (parte 1/2)

16 June 2026

Tira un vento freddo dalle montagne del Sinjar. Luogo arcaico, roccioso e di tradizioni millenarie. Luogo di curdi, yazidi, turcomanni e arabi, abituati a vivere insieme da innumerevoli anni. Luogo oggi di devastazione, violenza, stupri e cadaveri lungo la strada. Dal catino di Sarajevo alla piana [...]

Tempo di lettura: 5 minuti

  • Dax: La guerra è purtroppo fento l'essere umano. Non si spiega perché, [...]

  • zeroassoluto: Guerra, guerra, guerra... ritorsioni a non finire per una libertà che [...]

4
7
34

Stasera si vince un milione

Esercizio di scrittura creativa - Il Conflitto

15 June 2026

L'addetto al trucco e parrucco ripassò del cerone sulle guance del politico. Poco più in là un collega scandiva il count down: “Tre, due, uno, ci siamo.” Lele Pai sorrise alla telecamera che lo inquadrava e dopo un breve convenevole si sedette davanti all’ospite per iniziare l’intervista. [...]

Tempo di lettura: 5 minuti

  • Dario Mazzolini: piaciuto molto.
    In pratica, assistiamo al classico talk show italiano dove [...]

  • Teo Bo: Grazie per il tempo che mi avete dedicato e per le belle parole con cui avete [...]

Torna su