-‘A  distanza tra lu punto A e lu punto B s’ammesura cu la vitamina C!-

Questa era una delle massime di Giovanni Santoro, un “indigeno-scemo del villaggio” di Castelcivita, un piccolissimo borgo del Cilento, in provincia di Salerno, “appeso” in collina, a ridosso dei Monti Alburni e conosciuto per le grotte, il più esteso complesso speleologico dell’Italia meridionale. Tutti lo chiamavano “Giuvanne ‘u scemuliddu” e  lui stesso dichiarava che “tenia la capa a li vintun’ore”.

Alto e magro, con uno sguardo stralunato, aveva un naso pronunciato ed adunco ed una bocca larga dalle labbra sottili. Una specie di “Antonio Ligabue” locale, dunque, senza capacità pittoriche, ma con certe sue doti di genialità da “border line”. Quand’era un bambino, negli anni venti, aveva avuto la meningite, e, poiché allora la medicina non aveva ancora compiuto molti  progressi  e il paese viveva nell’arretratezza, il soggetto in questione era stato curato in maniera molto approssimativa. Pezze di acqua gelata in testa, “asprinia”, “broro cavero”, preghiere e scongiuri “scacciadiavoli” e altri rimedi primitivi crearono solo delle illusioni di lievi migliorie per  genitori e parenti. 

   Il Santoro rimase orfano di padre e  alla fine degli anni sessanta, viveva con la vecchia madre che lo accudiva con tanta dedizione.

  La gente gli chiedeva : -Ueh, Giuva’, mammete te li lava sempe li panne?-

-Sicuracertamente! Mamma’ li lava , li asciutta e li stira.-

-E tu nun fai niente?-

-Come no! Il sottoscritto qua prisente quanno  ce stanno li panne spase a lu sole, allucca e fa lu tifo…”Vai sole, vai facile, scarfa scarfa scarfa assaje" accussì li panne s’asciuttano ampresso! Perché questa è la formulazione giusta: fai lu tifo, nun  ave’ cedimentazioni, ralle ‘ncuollo e otterraio quello che vorraio!-

Quando lo vedevano camminare in paese, portando una bicicletta “a mano” e gli chiedevano perché non ci salisse sopra, Giuvanne rispondeva che anche il mezzo a due ruote aveva il diritto di farsi la sua passeggiata in libertà. E poi, ad ogni occasione, non tralasciava di rievocare la sua storica caduta con la bicicletta quando aveva tredici anni.  -Vuje avita sape’,- ripeteva sempre a chi gli stava attorno -ca quanno io tenia trirece anne ‘nu juorno cariette cu li ddoje rote ‘int’a ‘nu fuosso  ca era largo comme a lu Vallo re Diano!-

     Non potevano mancare ovviamente le riflessioni e le dichiarazioni che Giuvanne faceva sulle grotte. Per lui erano “ li pertusi de lu Pataterno”.

      Egli “sentiva delle voci” che provenivano dalle grotte ed affermava che erano “quasi l’istesse come a chelle ca m’avotano ‘int’a la capa”.

      Quando s’emozionava e s’infervorava in certe discussioni affermava: -Li stalattattiti e li stallallagmiti so’ ‘nu miracolo re la natura. Io sottoscritto Giuvanne Santoro stonco in comunicazione cu li spiriti e li “scazzamaurieddi” ca stanno re casa lloco dinto, mi stitstimano e me vonno bene. E m’addimannano sempe lu favore ‘e fa’ sape’ a li visitanti/turistieri  ca nun hanna fa’ troppo burdello quanno traseno.-

…scavo nella mente, altre facezie, altri episodi, altri ricordi riguardanti “Giuvanne di Castelcivita”, non affiorano, non ritornano alla luce. Peccato, pazienza, resto fermo qua. Mi auguro almeno che, dopo la sua dipartita, gli riserveranno un posto lassù, con la qualifica ed il titolo di “Giuvanne lu scemuliddu de lu Paravisu”. 

 

Carlo Giarletta     

         

   

 

Tutti i racconti

4
6
25

Il ritorno del Premio Chinotto

... e se potete aderite numerosi

05 June 2026

Amici lettori siamo in piena Primavera, l'Estate è alle porte, intorno a noi tutto va male ma noi che a voi lettori vogliam un gran ben siam qui a richiedere la vostra attenzione per strapparvi sorrisi con i ns/fatidici 30 secondi, 1 max 5 minuti di gioiosa lettura, quindi in questo momento veniamo [...]

Tempo di lettura: 1 minuto

  • Riccardo: ciao Walteru' ce se prova...l estro é appannato, magari va via col [...]

  • Teo Bo: Sto già lavorando al Chinotto. Non so se riuscirò a massacrarti [...]

14
8
70

Motel

un professionista

05 June 2026

Semplice. Avrebbe voluto che tutto fosse stato più semplice… Comunque, anche quella volta ce l'aveva fatta a finire il lavoro. Era uno che curava ossessivamente ogni dettaglio, ma si era stancato di esser chiamato solo per le faccende più complicate. Si buttò sul letto. Un intenso odore di lavanda [...]

Tempo di lettura: 1 minuto

  • Teo Bo: Quando la classe dei grandi cala sulla carta NON CE N'E' PER NESSUNO [...]

  • Settebellezze: ...come al solito scuoti l'anima. Inutile dire che "I like it"...o [...]

0
3
26

Il dolore di una figlia 2/2

04 June 2026

Ma Gerard continua a tenere fissi gli occhi sul soffitto; il sonno è lontano dalla sua anima angosciata. Vorrebbe chiamare ancora la figlia, ma non sa bene con quale pretesto: sa che anche oggi ha già fatto tanto per lui. È lei a tornare nella sua camera a notte inoltrata, quando il temporale è [...]

Tempo di lettura: 2 minuti

4
5
55

Il piatto volante

04 June 2026

Pioveva da ore, di quella pioggia che insiste, borbotta e sembra voler partecipare alle discussioni di famiglia. L’appartamento era invaso da un odore di aglio, mare e intingolo d’orgoglio domestico, il genere di profumo capace di far confessare i peccati ai vicini. In una casa normale sarebbe [...]

Tempo di lettura: 5 minuti

  • U2199: All'inizio il protegonista è antipatico, poi, con la visita del [...]

  • Andromeda: Carino! Mi è piaciuto il vecchietto che si è quasi autoinvitato [...]

1
2
32

Il dolore di una figlia 1/2

03 June 2026

A volte il mare a Lampedusa non restituisce alla spiaggia solo arbusti e alghe, ma anche resti umani. Gerard lo sa bene, ecco perché sente il suo debole respiro addirittura spezzarsi quando vede, dalla grande vetrata della sua camera, giungere la bufera. Quella sera, al tramonto, osserva con ansia [...]

Tempo di lettura: 2 minuti

9
6
50

Un euro d'onore

03 June 2026

Lo chiamavano John Wayne perché sul motorino (che poi era di suo fratello) aveva la decalcomania di un cowboy impegnato in un rodeo. Soprattutto, lo chiamavano così perché lui, Davide, John Wayne non lo poteva soffrire. Diventammo amici quando, a scuola, il preside ebbe l'idea di proporre un regolamento [...]

Tempo di lettura: 3 minuti

3
6
57

Facciamo finta che...

02 June 2026

Le luci al neon del Venom disegnano riflessi irregolari sul bicchiere, mentre Saffron lo rigira pigramente tra le mani. Poi lo posa sul bancone con un colpo secco, più deciso di quanto intendesse. Il barista si volta, richiamato dal suono, e le lancia uno sguardo interrogativo. La matricola è alla [...]

Tempo di lettura: 3 minuti

  • Dax: in effetti l'amore tende tutti in po' più distratti e sensibili....

  • Rubrus: Piaciuto. Che Saffron fosse una lui o una lei è secondaio, ma una cosa [...]

4
5
37

Il ditale d'oro

02 June 2026

È notte. Fuori c’è una bufera di neve che dura già da tempo. A terra, la coltre bianca sembra molto profonda. Alberi e vegetazione fitta. Null’altro. Ma dove mi trovo? Perché sono qui? Dentro è tutto freddo. La luce è andata via. Solo due candelabri emanano una luce fioca nell’enorme salone di [...]

Tempo di lettura: 3 minuti

2
2
47

Poesie

01 June 2026

Credemmo essere noi predestinati unici e invincibili facciamo i conti oggi con quel vissuto questo presente e un solo domani certo. 1983 Ci saremmo iniettati in vena dosi di calore sintetico illudendoci avrebbero quel gelo potuto alleviare che a noi era intrinseco. Lisergica [...]

Tempo di lettura: 1 minuto

12
13
68

La zia Elvira

01 June 2026

In ogni famiglia esiste, più o meno, un parente folcloristico, un personaggio pronto a comparire solo nelle feste comandate — Natale e Pasqua — per poi sparire nel nulla per tutto il resto dell’anno, compleanni compresi. La nostra era la zia Elvira: zitella per vocazione, devota alla tragedia, [...]

Tempo di lettura: 4 minuti

  • U2199: La mia "zia Elvira" ha compiuto 100 anni, Sarà veramente un [...]

  • Dario Mazzolini: grazie a tutti voi che avete avuto la pazienza e la bontà di leggermi [...]

3
4
116

Playlist di noi. Parlarsi per davvero.

31 May 2026

È proprio questo il bello di volersi bene: sapere che esiste qualcuno a cui puoi dire tutto, senza filtri né paure. Qualcuno che non smarrisce mai la strada che porta al tuo cuore, perché quel cuore lo conosce, lo custodisce, lo sceglie ogni giorno. Lui mi spettina senza chiedere permesso, mi toglie [...]

Tempo di lettura: 30 secondi

  • Riccardo: felici di rilleggerti 💥

  • Dax: volersi bene svevo capito volete bene a sé stessi....like

1
4
35

IRIDE, la messaggera di Era

Non solo Hermes era il fautore della buona novella

31 May 2026

Nella mitologia, Iride era la messaggera degli dèi e agiva come un ponte tra l’Olimpo e la Terra. Veniva rappresentata con ali d’oro e vesti dai mille colori che, muovendosi velocemente nel cielo, lasciavano dietro di sé la scia luminosa che noi chiamiamo arcobaleno. Il Mito e la Comunicazione [...]

Tempo di lettura: 5 minuti

  • Rubrus: Molto interessante e istruttivo. Evidenzio che gli dei greci non erano onnipotenti, [...]

  • Vero_Mythologydecoding: Buongiorno grazie per il suo commento, gli dei erano proprio soggetti a questo [...]

Torna su