Essere  giornalista in un periodo in cui la creatività viene retribuita con la visibilità, significa vivere costantemente in bilico fra dubbi ed incertezze, fra il “Non ce la posso fare” ed il “Forse non sono bravo abbastanza". La crisi del mercato del lavoro e del giornalismo moderno è anche questo, ovvero combattere con i propri limiti, re-inventare costantemente se stessi ed evitare di cadere in una spirale di commiserazione. Restare a galla, aggrapparsi a qualcosa pur di rimanere vivo e andare a letto la sera con la consapevolezza di aver fatto di tutto pur di resistere un altro giorno, non è facile anzi è difficilissimo.

Ogni giorno che passa la forza comincia a venir meno e, anche quella preziosissima creatività, si allontana da te. “Tanto la mia idea verrà bocciata”, “Non mi pubblicherà mai l’articolo”, questi sono solo alcuni fra i pensieri più ricorrenti che, un giornalista in tempo di crisi, deve far fronte a qualsiasi ora del giorno e della notte. E non basta essere sempre connesso alla rete, quasi da non riuscire distinguere la vita on-line da quella off line, ci sarà sempre chi ti farà le scarpe, chi raggiunge vette insormontabili prima di te solo perché è  più carino, più affabile oppure perché riesce a trovarsi al posto giusto al momento giusto. Questo è un male per il settore, si mercifica, perde i suoi ideali e la deontologia, diventa un mestiere mordi e fuggi, diventa una barzelletta. Che sia cronaca, spettacolo, politica, costume e società, l’essere retribuiti con la visibilità ha spezzato un ingranaggio all’interno della nostra modernità.

Io sgambetto da sei anni in questo settore di arpie e di voltafaccia, ed il treno della mia vita non è ancora passato; nonostante la crisi, la creatività che purtroppo sta svanendo, non riesco ad imboccare la strada giusta perché sono mediocre? perché sono un buono a nulla? O si tratta solo di pura e semplice sfortuna?

Che bello, sei un giornalista” mi dice la gente, nessuno però immagina che  quel mestiere così affascinante non esiste più, è caduto in miseria, rapito dal clikbait e da quelle persone che vivono di soli selfie.  

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Monsieur le Docteur

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Favola moderna

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Dax
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