"And it's how are you kid and what's your name?" A pair of brown eyes (Pogues)

 

Cominciai a fumare marijuana. Ogni volta che fumavo invece di rilassarmi mi sentivo male. Una volta finì al pronto soccorso perché pensavo di avere un infarto. L'infarto quello vero però venne a mio padre. se ne andò in piena notte, ne io ne mia madre ci accorgemmo di nulla. Lo trovammo steso nel letto. Sembrava dormisse. Aveva 47 anni. Ora che mio padre non c'era più mi mancava, nonostante non avessimo mai avuto un rapporto profondo, anzi forse mi mancava proprio per questo.

Improvvisamente mollai gli studi, mi sembrava solo di perdere tempo. Riuscì a trovare lavoro per qualche ora in una libreria del centro dove spesso mi rifugiavo a sfogliare libri. Marco nel frattempo si era trasferito in un'altra parte della città. I suoi genitori dissero ai miei che si trasferivano per via dell'affitto troppo alto, anche se in realtà avevano deciso di cambiare aria perché stanchi dei pettegolezzi sulla loro vita matrimoniale. Poco tempo dopo venni a sapere che Marco era andato a convivere con una ragazza.

In libreria veniva spesso una ragazza irlandese, si chiamava Catherine aveva i capelli rossi le lentiggini e da buona irlandese amava la birra. Era in Italia per una vacanza studio. Uscimmo insieme per un po’ poi lei tornò in Irlanda. Era una ragazza simpatica ma non faceva che bere e spesso era talmente ubriaca che si addormentava mentre facevamo l'amore. Comunque fu grazie a lei che ascoltai per la prima volta "A pair of brown eyes" di Shane McGowan dei Pogues."

 

“There were times, I’m sure you knew When there was fuck, fuck fuck all else to do” MY WAY ( Sid Vicious)

 

Non andavo più alla messa domenicale dai tempi della cresima. Cominciai a frequentare i ragazzi che andavano in parrocchia, non tanto per uno slancio religioso quanto perché cercavo nuovi stimoli e nuovi amici con cui condividere il mio tempo. I ragazzi della parrocchia organizzavano cene di beneficenza per i restauri della chiesa, per i poveri, per gli ammalati, insomma era divertente rendersi utile per una buona causa. E poi c'era Elena.

Elena aveva un buon profumo ed un viso d'angelo e naturalmente me ne innamorai quasi subito. Dopo sei mesi di tentativi andati a vuoto, tra una cena di beneficenza e l'altra lei accettò di uscire con me. Uscimmo una sola volta e facemmo subito l'amore. Il giorno dopo la chiamai mi disse che non voleva più vedermi perché mi ero approfittato della sua buona fede ed aggiunse che avrei dovuto chiedere perdono a Dio per quello che avevamo fatto.

Mi iscrissi cosi ad un corso di teatro e conobbi Anna. Recitammo insieme in una vecchia commedia francese e per qualche mese ci frequentammo. Mi piaceva Anna, era allegra e sicura di se. A lei piacevo perché mi trovava una persona interessante. Ma un giorno mi disse che si era innamorata di un altro e che quei pochi mesi passati con me erano stati di una noia mortale. Una sera incontrai Marco, mi disse che lavorava in un autolavaggio e conviveva con una ragazza di nome Valentina che suonava la batteria e che avevano formato un gruppo punk. Mi invitò a cena a casa sua. Decisi di accettare e di mettere una pietra sopra al passato. Lui e Valentina vivevano in una casa fatiscente di appena due stanze e per tutta la sera non fecero che fumare marijuana. Valentina aveva 25 anni i capelli gialli pettinati alla punk, piercing su tutto il corpo e ben 31 tatuaggi! Ricordo che me li fece contare. Quando stavo per andarmene Marco mi chiese dei soldi per alcuni debiti che doveva saldare, promettendomi che me li avrebbe restituiti presto. Gli diedi 50 mila lire salutai lui e Valentina e me ne andai. Quando lo rividi tempo dopo mi disse che aveva mollato Valentina e che cantava in un gruppo vero, facevano pezzi propri ed una importante casa discografica gli avrebbe prodotto un album entro l'anno. Mi chiese ancora dei soldi dicendo che me li avrebbe restituiti con l'uscita del disco. Gli diedi i pochi spiccioli che avevo in tasca e gli augurai buona fortuna. Qualche volta mi capitava di entrare in un negozio di dischi e di chiedere se era uscito l'album del gruppo di cui Marco mi aveva detto di far parte ma tutte le volte la risposta era sempre la stessa: "Chi? Mai sentiti nominare!". Non ebbi più notizie di Marco per tre anni. Ma un giorno ricevetti una sua lettera dall'Australia. Si era trasferito la con una certa Lisa, una ragazza conosciuta all'Oktoberfest di Monaco di Baviera. Mi scrisse che era felice, che lei era molto ricca e abitavano in una villa con piscina. Lui cantava ancora, aveva formato un nuovo gruppo hard rock e suonavano cover di Ozzy Osbourne riscuotendo un discreto successo di pubblico.

 

“Yesterday has been and gone, tomorrow will i find the sun or will it rain?” GOODBYE TO ROMANCE(Ozzy osbourne)

 

E’ di nuovo settembre. Gli anni sono passati cosi in fretta che quasi non me ne sono accorto. Osservo la gente che sale e che scende dall' autobus e penso alle persone che sono entrate ed uscite dalla mia vita. In fondo la vita è come un viaggio in autobus dove ad ogni fermata qualcuno sale e qualcuno scende per continuare il proprio percorso. A volte mi sembra di non essere mai sceso. Forse sono rimasto troppi anni qui fermo ad aspettare. Ma cosa?

Da un paio di mesi ho conosciuto Sofia. Bruna la padrona di casa non viene più a riscuotere l’affitto, per via degli acciacchi dovuti all’età e ad una vita piena di stravizi. E cosi ha mandato sua nipote, Sofia appunto. Lei insegna italiano al liceo, le piace scrivere leggere e ama la buona musica. Ha letto i miei vecchi racconti e li ha trovati piacevoli. “Dovresti farli pubblicare”, mi ha detto. Io le ho risposto che non varrebbe la pena di perdere tempo per degli stupidi racconti di tanti anni fa.

“Dovresti credere più in te stesso” ha ribattuto, “tutto è possibile”.

“Si, tutto è possibile, basta solo crederci”. In fondo potrei fare qualsiasi cosa, scrivere, tornare all’università o trovare un nuovo lavoro. Vorrei correre da Sofia e dirle che mi sono innamorato di lei. Forse anche lei prova gli stessi sentimenti per me.

Del resto se un poliziotto canadese di nome William Campbell ha scritto Let it be, allora tutto è davvero possibile!

 

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