La bella fanciulla s'era svegliata di soprassalto perché un sogno le aveva rivelato che la sua vita sarebbe stata vessata da un destino di solitudine. Ma che cosa voleva significare questo incubo che l'aveva turbata a tal punto da rimanere amareggiata per tanto tempo? Si sa, la felicità totale non esiste perché è sempre velata dalla malinconia e dalla nostalgia. E la vita è un continuo susseguirsi di emozioni e sensazioni, che ne condizionano il corso e fanno defluire il tempo attraverso rigagnoli che attorniano ogni tipo di ostacoli. Ella faceva parte di un  gruppo folkloristico che aveva girato tutta l'isola e aveva portato la musica siciliana in ogni comune, nelle feste di piazze, nei convivi e nei ricevimenti.

“Si maritau Rosa…”, “Vitti 'na crozza". Testi che aveva interiorizzato e interpretato suscitando gioia e allegria. Ma come per ogni artista che si rispetti, l'arte è una cosa e la vita un'altra.

La gioia apparente che suscitava la sua performance artistica non coincideva con il suo interiore sentire. Era triste, sola,  ma riusciva a dare un'emozione così forte che, camuffata, non sembrava essere nata da una donna così delusa. Si camuffava, sapeva camuffarsi  e portava con sé le gioie e i dolori di una terra antica, dove il mare scorreva dentro in profondità e raccoglieva e sapeva disperdere la sabbia della vita.

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Là fuori

Eco
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