Su New York era scesa una cappa grigio scuro, un cielo chiuso che stando alle previsioni non prometteva niente di buono. La 5° strada era semideserta, l’orario di chiusura degli uffici e la possibilità di un temporale aveva allontanato la gente dalle strade, solo una lunga fila di taxi gialli riempiva la strada in direzione di Broadway. Nello spazio intorno alla statua del grande Duke Ellington le panchine accoglievano gli ultimi ritardatari che erano rimasti lì a prendere il sole durante il giorno. L’aria era ancora gradevole nonostante si stesse alzando un venticello che portava aria più fresca proveniente dall’Harlem River. Rassegnati, i vecchietti si decisero ad alzarsi e dopo i consueti saluti si dispersero nelle strade adiacenti. Uno di questi, un uomo alto e robusto, si diresse lentamente verso l’incrocio con Madison street. Il suo passo era cadenzato. Aveva i capelli completamente bianchi e lunghi, i suoi occhi scuri saettavano minacciosi, erano capaci di mettere in soggezione ogni tipo di interlocutore. Camminava tranquillo con le mani in tasca incurante del vento. Dopo due isolati, girò ad angolo con la 110.ma e, finalmente, raggiunse la sua meta, il negozio di famiglia “Fresh Market”. Entrò facendo suonare il campanello della porta. L’interno era pulito e tutta la merce disposta in bella mostra nelle vetrine e nei banchi frigo.

Quel negozio rappresentava la realizzazione del sogno dei suoi genitori. Lui era ancora quindicenne quando arrivò negli States, chiamato dai nonni che erano partiti anni prima, provenienti dal sud d’Italia. I primi anni erano stati duri, ma non si era tirato indietro, aveva sgobbato per riuscire ad elevare il tenore di vita della famiglia che era riuscita a creare un’attività commerciale, non dove era adesso, ma molto più avanti, in un buco di negozio vicino alla riva del fiume, lontano dal centro abitato e molto più vicino ad Harlem. Davanti al negozio passava la strada litoranea e non c’era possibilità di potersi fermare. I pochi clienti che avevano erano limitati ai pochi abitanti locali. Diventato adulto, Cosimo riuscì a mettere in piedi da solo un’attività di movimento terra: comprò due piccoli camion con cui girava per la città trasportando materiale per l’edilizia. In una città come la grande mela quel tipo di lavoro non mancava mai, c’era sempre da costruire o ricostruire qualcosa. Gli affari cominciarono ad andar bene e i guadagni si moltiplicarono, comprò altri camion e assunse nuovi operai. Questo suo successo suscitò l’interesse del sindacato locale che si fece ben presto avanti a reclamare la sua parte. Non era permesso ad un singolo di ingrandirsi in quel modo senza la protezione del sindacato. Da quel momento in poi la situazione precipitò, fu oggetto d'attentati e sabotaggi, il personale da lui assunto capì l’antifona e si eclissò, rimase solo, tentò con tutti i mezzi di risollevarsi assumendo come lavoratori degli sbandati di colore per i suo affari, ma anche questi si rivelarono un cattivo investimento. Non era abituato ad arrendersi, ma trovandosi da solo pensò che non era opportuno reagire, si riservò di farlo più avanti se fosse capitata l’occasione. Vendette tutto racimolando nemmeno la metà del reale valore, mise da parte il gruzzoletto e restò tranquillo. Visto com’erano andate le cose, il sindacato si dimenticò di lui e poté tornare ad una vita normale.

I nonni intanto se n'erano andati in silenzio, delusi dalle promesse non mantenute dall’America, erano arrivati poveri e così erano morti. Cosimo ebbe in eredità dai genitori, ormai anziani, il piccolo negozietto, ma non volle ripetere l’esperienza dei suoi, lo lasciò chiuso, non si sentiva pronto a condurre una vita in quelle condizioni così precarie. Successe che l’amministrazione comunale decise di demolire la palazzina dove era situato il negozio e giocoforza Cosimo dovette prendere una decisione. Si era sposato, con il lavoro della moglie e il suo tesoretto riusciva a tirare avanti. Aveva cinque figli che crescevano velocemente e le necessità aumentavano, doveva impegnarsi in qualcosa di più remunerativo. Leggendo il giornale vide qualcosa che attirò la sua attenzione, si stava liberando un locale in una posizione strategica, ad angolo fra due strade molto trafficate. Dopo un consiglio di famiglia con la moglie e i figli maggiori, decise di tentare la sorte. Prese il locale e per non dimenticare le sue origini italiane, come fulcro della nuova attività scelse il settore alimentare. Conosceva molte famiglie d'origine italiana e forte anche del loro appoggio, si buttò con la famiglia in questa nuova avventura.

L’inventiva, la simpatia e l’onestà, fecero del suo negozio un punto di ritrovo per le specialità italiane, gli affari andarono bene e la famiglia prosperò.

Adesso che era diventato vecchio, aveva lasciato le redini in mano ai figli e ai nipoti che continuavano a mandare avanti il lavoro, lui si limitava a passare le giornate al parco con gli amici e a sovrintendere alla contabilità.

- C’è nessuno, sono tornato! - Lo scampanellio della porta aveva avvisato il nipote che era nel retro, uscì dalla porta laterale in grembiule, un po’ affannato.

- Ciao nonno, sei tu, scusa, ma stavo scaricando i barilotti di birra, se non lo faccio io, qui non lo fa nessuno, tu sei anziano e non puoi, papà deve ancora smaltire la botta che ha preso la settimana scorsa...

- ok! ho capito, non la fare tanto lunga, piuttosto, ci sono novità?

Il nipote si fermò un attimo a fissarlo, era indeciso se parlare di quanto accaduto o tacere, alla fine si decise per raccontare tutto. Dopotutto era lui il titolare della ditta ed era opportuno che sapesse.

- In verità nonno, una novità c’è stata, ma dubito che ti piacerà!

- Ah! - fece Cosimo, si mise subito in allarme nel sentire quelle parole, una vocina dentro di lui gli diceva che la storia si stava ripetendo.

- Dimmi Luciano, forse, è venuto qualcuno a vedere e a parlare con te?

Il nipote lo guardò stupito.

- Tu come fai a saperlo? In effetti sono venuti in due, due bianchi, non hanno parlato molto, hanno fatto un giro per il negozio, senza parlare, hanno preso una mela ognuno e sono andati via, non prima di avermi fissato a lungo per vedere se reagivo al furto delle mele. Io ho capito il messaggio e non ho mosso un dito, ho fatto finta di non vedere.

- Bravo! Hai fatto proprio bene, in questi casi non bisogna alimentare la loro protervia, non ti preoccupare mi occuperò io della faccenda. Già una volta sono stato costretto a subire questo genere di sopruso, perché ero solo e non avevo ancora una famiglia, ora è diverso. Siamo una famiglia perbene, onesta e rispettabile, non possono intralciare la nostra vita, non permetterò che accada di nuovo.

Lasciò il nipote e si diresse verso casa. Entrò e, per sua fortuna, non trovò nessuno. Prese le chiavi e andò in garage, da una scatola metallica, chiusa con un catenaccio, tirò fuori una pistola calibro 38, il dono ricevuto in segreto dal nonno che prima di andarsene gli aveva raccomandato di usarla solo per mantenere alto il buon nome della famiglia. Verificò che fosse in ordine e ben carica, l'infilò nei pantaloni, dietro la schiena, e uscì. Conosceva bene l’indirizzo dove andare.

 

Tutti i racconti

13
12
77

Lo Spirito del West

16 February 2026

C'era una volta lo Spirito del West. Figlio dello Spirito dell'Avventura che da sempre accompagna l'umanità, è originario del sud-ovest nordamericano, un territorio chiamato Frontiera, e, per sua natura mai fermo, ha visitato nel tempo molti popoli e nazioni. Ha ispirato scrittori, cineasti, pittori [...]

Tempo di lettura: 1 minuto

  • Rubrus: Porei dire molto quindi sarò breve più che posso. Una curiosità: [...]

  • Lawrence Dryvalley: Che dire Rubrus... disamina perfetta. Non aggiungo altro se non che in questa [...]

4
3
95

Sul Grande Fiume 1/2

16 February 2026

Nessuno mi aveva mai chiesto di raccontare la storia della mia vita, ed è strano. Perché voglio parlarne? Non lo so. È una storia lunga. Perdonatemi se sarò prolissa. Non so nemmeno da dove iniziare. In un paese piccolo, ogni punto potrebbe sembrare un inizio, e sceglierne uno a caso suona quasi [...]

Tempo di lettura: 2 minuti

3
8
119

VOGLIA DI TORNAR BAMBINI

15 February 2026

Dimenticare il mondo in un eremo, dimenticare il mondo in un faro o nella stanza segreta dei propri sogni, raccogliersi in una bolla di sapone per rimanere soli con sé stessi… difficile ma potenzialmente stupendo. La pioggia battente ha aperto le danze in questo inizio di giorno indeciso e accende [...]

Tempo di lettura: 3 minuti

  • Lo Scrittore: Bello! quasi una istantanea, un fermo immagine su uno di quei momenti mattutini [...]

  • Chichì: Grazie. In effetti certi ricordi restano sempre nel cuore e riescono spesso [...]

5
6
113

La Mia Prof. di Educazione Artistica

15 February 2026

Fin da piccolo mi è sempre piaciuto disegnare, mi veniva bene, era una cosa che mi faceva sentire sicuro, forte. In seconda media avevo un certo Ronzoni come insegnante di educazione artistica, come si chiamava all’epoca. Ci faceva fare qualche scarabocchio con la penna e basta, mentre preferivo [...]

Tempo di lettura: 3 minuti

  • Walter Fest: Giorgio perdonami, copio e incollo il mio precedente commento con la preghiera [...]

  • GiorgioPetenatti: Buongiorno grazie dei commenti. purtoppo ho poco tempo e strappo di fretta [...]

4
5
365

Dixaniel, il bambino detersivo

14 February 2026

Il bambino Dixaniel aveva la forma di un fustino di detersivo per lavatrice. Non capimmo subito, eravamo suoi amici e per noi era un nome qualsiasi. Amava il detersivo: lo mangiava, ci giocava nell’acqua, ci faceva risotti e minestre immaginarie. Rideva mentre le bolle gli salivano alle guance. [...]

Tempo di lettura: 1 minuto

  • Dax: Carino..povero Dixianel....Like

  • Lo Scrittore: seguendo una logica matematica che recita "invertendo i fattori il prodotto [...]

2
2
106

La partita a Scacchi

14 February 2026

Avevo quattordici anni ed ero a Riccione in vacanza con i miei. Di quei giorni ricordo poche cose, ma ce n’è una che il tempo ha conservato vivida con particolare ostinazione. Nel campeggio dove andavamo, la nostra roulotte confinava con quella di un signore anziano. Avevo appena imparato a giocare [...]

Tempo di lettura: 4 minuti

8
6
306

Il mondo in bianco e nero

13 February 2026

Era il tempo del bianco e nero. Eravamo ragazzi senza colori, simili al nostro abbigliamento e ai nostri quaderni; bianchi dentro e neri fuori. I libri e il mondo che ci circondava non avevano variazioni di colori solo bianco e nero e, in mezzo, un grigio uniforme. Un mondo sospeso, in attesa [...]

Tempo di lettura: 2 minuti

4
9
122

L'aroma

13 February 2026

‌Quell'aroma lungo la strada… Cecilia usciva di casa presto al mattino e s’incamminava al lavoro. Il freddo intenso di quei giorni di gennaio, invogliavano a una pigrizia che non poteva permettersi. Il silenzio lungo la strada era quasi assordante. A quell’ora, in un tempo rallentato dal gelo, [...]

Tempo di lettura: 1 minuto

  • Mita: Grazie per le tue personali considerazioni.

  • Walter Fest: Sono io che ringrazio te perche' da questo momento non commentero' [...]

2
3
41

Ombre di primavera (2/2)

12 February 2026

«Non puoi continuare così» disse infine Naima, con una calma che non ammetteva repliche. «Non sei fatta per sparire. Stai sempre a casa e non esci mai». Samira sospirò, senza alzare lo sguardo. «Sto bene. Ho solo bisogno di un po’ di tempo». Naima scosse la testa. «No. Hai bisogno di gente. Di [...]

Tempo di lettura: 2 minuti

  • Ecate: Caro Paolo, intelligenza e garbo potrebbero essere la soluzione a tanti mali [...]

  • Dax: Piaciuto.Like

6
12
54

Il Viaggio

12 February 2026

- Dai scendi altrimenti facciamo tardi. - Un attimo mamma, ancora un minuto e ci sono. - Ma da chi avrà preso? – Chiese Mario a sua moglie Claudia. - Da me no di sicuro, odio i ritardatari e odio essere in ritardo. - Sono pronto! - Gridò Filippo. Il figlio undicenne scese di corsa le scale [...]

Tempo di lettura: 1 minuto

3
3
79

Ombre di primavera (1/2)

11 February 2026

Samira si era svegliata da poco e girava per casa in camicia da notte. L’appartamento era ancora semibuio; dietro le tende del soggiorno si intravedeva il sole lontano all’orizzonte, e il cielo sereno preannunciava l’arrivo di una bellissima giornata. Si diresse lentamente in cucina e iniziò a [...]

Tempo di lettura: 2 minuti

2
3
49

La grande battaglia del Tempo 4/4

11 February 2026

Luca si imbarcò su una nave-chiatta all’alba. Il Fiume del Tempo scorreva lento sotto di loro, riflettendo i cieli azzurri di quella giornata. Alla guida della chiatta c’era Fonsghe, un uomo magro, con la pelle segnata dal vento e gli occhi dello stesso colore del cielo. ‘Prima volta su una chiatta?’ [...]

Tempo di lettura: 3 minuti

  • Lo Scrittore: ho l'impressione di una memoria visiva, qualcosa che ho già visto. [...]

  • Dax: Carino....un po' affrettato verso la fine.Like

Torna su