A Luglio le mandorle sono buone per la raccolta. Sotto gli alberi ci si industria nella raccolta: a mani nude per quelle che sono afferrabili dai rami bassi e con il bastone per effettuare la "cutuliata" per quelle in cima che, talaltro, sembrano essere sempre le più grosse e le più appetibili. I panari si riempiono velocemente con i frutti di vari dimensioni. A volte,  ci si trova pieni di moscerini perché non si è voluto "arruciare" con l' anticrittogamico adatto per avere un prodotto genuino e biologico. Ma non fa niente! La bellezza dell'evento porta anche le donne a raccogliere sui teloni stesi dopo la cutuliata o strappando i frutti direttamente dai rami. E alla fine una bella doccia e tutti gli ospiti desiderati vanno via! Il pidocchietto verde non distrugge il raccolto se ci si organizza di raccoglierlo a tempo opportuno. Subito dopo una "sgarrubbata di acqua di cielo" il frutto si pulisce e... via a raccogliere prima che il pidocchietto ritorni a nutrirsi del miele che fuoriesce dalle mandorle scoppiate dal sole.

Mentre si raccoglie si ricorda la primavera quando gli alberi, da scheletri invernali, si rivestono di fiori, in numero così elevato che le loro chiome sembrano bouquet di sposa, pronti per essere consumati nella cerimonia di saluto per l'arrivo della bella stagione. Queste mandorle sono un regalo della natura, con loro da sempre si creano diete dimagranti. Ma la triturazione porta a produrre una farina che viene utilizzata per fare i "dolci con pasta di mandorle" che imbandiscono la tavola dei Morti quando, a novembre, si riempie il desco con frutti secchi e colorata frutta di mandorla, oltre agli immancabili regali che, secondo la tradizione, portano i defunti familiari ai bimbi buoni.

I mennulari conoscono bene le delizie della cucina e le prelibatezze che questo frutto può far realizzare, sì, con quelle mandorle che loro raccolgono con passione. E sanno fare quei dolci, sperando che gli avi possano assaggiarli durante la loro discesa dal cielo per accontentare le nuove generazioni.

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