Quando Patrizia tornò in soggiorno, il vecchio stava ancora lì e sembrava che non avesse nessuna intenzione di andarsene: era comodamente seduto in poltrona e leggeva uno dei libri di Aldo. 

"Ancora qui?" chiese lei stupita. 

Lui non alzò nemmeno gli occhi dal libro. 

"Dove dovrei essere?" domandò con voce seccata. 

Patrizia sedette sul divano. 

"Questa è casa mia," disse. 

"E io sono tuo marito," sospirò lui, sempre senza staccare gli occhi dal libro. 

Patrizia a quel punto scoppiò a ridere divertita. Suo marito era un bel ragazzo, giovane e biondo, niente a che vedere con quel vecchio stempiato, dagli occhi acquosi. Eppure, mentre lo guardava, provò una forte pena per lui, per la sua vecchiaia e perché forse non aveva un posto dove andare. Ma sì, poteva restare lì ancora un po' a leggere, se quel libro gli piaceva e se la sua casa lo faceva stare bene. Tra poco sarebbero arrivati Aldo e Maurizio, suo figlio, e le avrebbero raccontato com'era andata la partita a calcio, le avrebbero detto se la squadra di Maurizio aveva vinto. Speriamo di sì, pensò, perché allora sarebbero stati allegri e avrebbero potuto cenare sul terrazzo e godersi fino in fondo la serata estiva.

Patrizia adorava quelle serate sul terrazzo e le loro chiacchiere, le voci di suo marito e di suo figlio che si sovrapponevano. Erano stati fortunati lei e Aldo a diventare genitori così giovani. Ed erano fortunati ad avere quella bella casa grande, che nelle giornate di sole sembrava ancora più ampia e luminosa. 

Patrizia si alzò e andò in camera da letto, allora vide la foto di Maurizio sulla cassettiera. Era un Maurizio cresciuto, il giorno della sua laurea. Incrociò i propri occhi nello specchio, con stupore guardò le rughe che le circondavano le labbra e le rigavano la fronte. Passò una mano tra i capelli grigi e le lacrime iniziarono a scorrere.

L'aveva fatto ancora, aveva perso il tempo. Maurizio era morto in un assurdo incidente pochi anni dopo quella foto. Sentì una voragine di dolore che le si spalancava dentro. Ma non poteva cadere, doveva scappare. Scappare indietro, a quel tempo in cui erano una famiglia felice.

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