Arrivò come un arcano incantatore, vestito in stile vittoriano, proprio mentre l'orologio a pendolo appeso sul muro scrostato collocato nel salone della reggia rintoccava la mezzanotte. Mi voltai e nonostante la penombra dovuto al lume di una candela, il suo sguardo brillava di una luce tenebrosa ma particolarmente invitante, tant'è che sentii istantaneamente un'attrazione seducente che mi spinse quasi ad avvicinarmi a lui.

Aveva i capelli di media lunghezza e neri come una pantera, le labbra sembravano fossero state intrise di rosso tessuto liquido, la pelle assai pallida, però non cadaverica e di età indefinibile.

Nel frattempo, dalle grandi vetrate del castello, notai che il chiaro di luna andava ad affievolirsi preannunciando la maledizione, miriadi di pipistrelli svolazzavano in cerchio e stridevano tutti insieme in una sorta di rituale.

«Ti concederò l'immortalità in cambio della tua anima e della tua persona.» esordì con voce vibrante.

Non tentennai, peraltro i suoi occhi parlavano ancora, mi istigavano ed accrescevano il mio desiderio da pochi istanti concepito: la vita eterna e soprattutto lui, una creatura dall'aspetto tra il demoniaco e l'umano.

Acconsentì, ormai mi aveva fatta sua.

Grazie alle proverbiali abilità oscure, piombò a velocità immane dinnanzi a me per mordermi tenendomi saldamente per i fianchi.

Inizialmente avvertii un dolore lancinante e una atipica sensazione di freddo accompagnata da uno strano odore di morte, per poi sentirmi fiammeggiare internamente, un fluire nonché un'essenza indescrivibile.

Praticamente avvenne la rinascita del mio corpo e in verità il morso lo paragonai ad un bacio salvifico, nonché un suggellare la nostra imperitura unione. 

Vita eterna? Non calcolai o almeno non subito che oltre ad essere bello e dannato, Voicu non concepiva l'amore come un legame, ero sì la sua donna, più che altro per dissetargli la sete di sesso e di sangue, niente di più.

Quattro secoli dopo, infatti si stancò di me, tanto da spezzarmi a tradimento il cuore.

Con un paletto di frassino.

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